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Articoli e interviste su sciamanesimo e tensegrità Articoli e interviste su sciamanesimo e tensegrità

L'uccisione dei demoni - Nicholas Breeze Wood

Una guarigione con un pugnale rituale tibetano - il Phurba

23/07/2011

Traduzione a cura di Annalisa Mentasti

Circa nove anni fa mi ammalai di una malattia degenerativa all'occhio destro che fece rapidamente indebolire la vista da quella parte causando una distorsione alle immagini come se stessi guardando attraverso lo spesso fondo di vetro di una bottiglia di birra.

Mi rivolsi all'ospedale locale in Galles e successivamente all' “Eye Bristol Hospital” in Inghilterra dove fui curato da un professore famoso per la sua esperienza nel campo.

Nel tentativo di salvarmi la vista mi furono prescritte delle medicine molto potenti che solitamente vengono date ai pazienti che hanno appena subito trapianti.

All'ospedale infatti diagnosticarono il problema come un'infiammazione alla parte posteriore dell'occhio causata dal mio sistema immunitario che stava letteralmente rigettando i miei occhi; così come un cuore nuovo od un altro organo vengono rigettati da un paziente trapiantato.

Le medicine disattivarono il mio sistema immunitario nel tentativo di eliminare l'infiammazione e di salvarmi in questo modo la vista.

Mi diedero però alcuni effetti collaterali particolarmente sgradevoli come per esempio aumento di peso, rigidità e dolore alle articolazioni, nausea e periodi occasionali in cui effettivamente persi la vista per giorni e giorni.

Ovviamente lavorai a questo problema anche a livello sciamanico, chiedendo e ricevendo guarigione dai miei maestri ed amici terreni di sciamanesimo, da un lama buddista tibetano mio amico e da altri in tutto il pianeta; e fui estremamente grato per tutto il loro aiuto e supporto.

Per questo problema ho anche compiuto viaggi sciamanici regolarmente ed ho ricevuto guarigioni ed istruzioni di cose da fare dai miei spiriti.

Alla fine la situazione si stabilizzò ed il professore mi chiese se stessi adottando qualche altro “metodo alternativo” dal momento che le mie condizioni miglioravano al decrescere delle prescrizioni di medicine.

Spiegai tutte le pratiche sciamaniche che erano state compiute per risolvere il problema ed egli mi consigliò di persistere perché sembrava che qualcosa si stesse muovendo.

Subii qualche danno residuo all'occhio la cui vista rimase fortemente indebolita, ma alla fine l'infiammazione svanì e potei eliminare definitivamente le medicine.

Ciò nonostante, dopo un paio d'anni, il problema ricomparve e la vista del mio occhio sinistro che fino a quel momento era stato preservato, iniziò ad indebolirsi.

Mi rivolsi ancora una volta all' “Eye Bristol Hospital” sotto le cure dello stesso professore e dal momento che tentavano di salvare la vista del mio occhio sano, mi furono fatte le stesse prescrizioni di medicine ed ancora ricomparvero gli effetti collaterali.

Sapevo che se avessi subito la stessa perdita della vista dall'occhio sano come quella che avevo avuto dall'occhio malato non sarei più stato in grado di lavorare al computer, dipingere,leggere un libro o fare lavoretti; tutte queste cose mi erano care e mi trovavo potenzialmente ad affrontare il maggior riassestamento della mia vita, uno di quelli che non avrei mai voluto dover fronteggiare.

 

 

Viaggio sul problema

Ogni volta che ho compiuto un viaggio sciamanico nel mondo degli spiriti per parlare con le mie guide riguardo alla causa del problema, e ne ho fatti molti di viaggi durante le crisi dell'infiammazione, il viaggio era vago.

Sembrava quasi una metafora della mia vista che aveva aree in cui mancavano le immagini ed altre parti che erano sfuocate.

Non ho mai ricevuto risposte chiare, nuotavo in un mare di nebbia e molto spesso mi addormentavo ritornando durante il viaggio e per nulla più saggio.

Compii altri viaggi con intenti diversi e queste esperienze furono molto spesso di grande aiuto.

Fui presentato agli spiriti delle mie medicine ed ebbi modo di onorarli e di lavorare con loro per ridurre gli effetti collaterali; incontrai gli spiriti di guarigione che avevano compiuto la guarigione su di me a livello fisico e lo spirito di un serpente a sonagli che mi morse per preparare il mio corpo a reagire al piccolo, ma possibile rischio di morte connesso all'iniezione di un liquido di contrasto chimico e tossico per rivelare problemi ai vasi sanguigni dietro all'occhio; il colorante trasformò la mia vista, la pelle e l'urina in un color arancio-giallo intenso.

Non ho ancora adesso un'idea precisa riguardo al perché stesse accadendo tutto ciò, ma a parte questo sentivo che non sarei stato in grado di afferrare il nocciolo del problema e combatterlo efficacemente.

 

L' incontro con l'infiammazione

Alla fine compii un altro viaggio per chiedere di ciò. Dissi agli spiriti che realmente non sapevo perché mi stesse accadendo tutto questo a livello fisico e chiesi loro di spiegarmi.

Mi mostrarono i miei occhi gonfi ed infiammati e mi dissero che quello era il problema. Poi chiesi cosa ne fosse la causa sul piano fisico. Mi dissero che era come un'allergia che faceva rigonfiare la materia morbida e spugnosa del retro degli occhi.

Chiesi cosa si poteva fare e mi dissero che avrei dovuto compiere un viaggio dallo spirito dell'infiammazione, ma che sarebbe stato un viaggio molto difficile e potenzialmente pericoloso.

I miei spiriti mi spiegarono che un viaggio dallo spirito dell'infiammazione mi avrebbe disorientato parecchio e che prima di farlo avrei dovuto chiedere alla mia compagna Faith di fare un viaggio per sapere come avrebbe potuto proteggermi durante il mio.

Poi mi diedero ulteriore energia per aiutarmi a farcela e per riunire il mio intento per il lavoro che avevo da fare.

Mi curarono e mi posero ghiaccio ed altre sostanze fresche sul retro degli occhi per ridurre il gonfiore, ma mi spiegarono che stavano solo trattando i sintomi e che dovevo affrontare la causa andando a visitare lo spirito dell'infiammazione.

Fino a quel momento non avevo mai pensato di compiere un viaggio per incontrare quello spirito ed avevo una gran voglia di farlo per vedere cosa sarebbe successo, ma contemporaneamente avevo paura. Parlai del mio viaggio a Faith ed andò a compiere il suo viaggio per sapere come mi doveva aiutare.

I suoi spiriti le dissero che doveva stare seduta come punto di stabilità per me con un sonaglio che tutti gli spiriti del suo viaggio lo avevano benedetto.

Questo sonaglio sarebbe stato un'ancora per me nel caso avessi smarrito la concentrazione durante il viaggio, avrei potuto riconnettermi e ristabilire gli obiettivi e l'intento.

Più tardi quel giorno, mentre Faith stava seduta supervisionandomi, iniziai il mio viaggio sciamanico per incontrare lo spirito dell'infiammazione. Nel mondo di sotto i miei spiriti mi presero tutti i vestiti e mi cosparsero di grasso e mi coprirono con un rivestimento di pelliccia d'animale. Capii che serviva a nascondere la mia vera identità allo spirito dell'infiammazione. Poi andammo ad incontrare lo spirito.

Quando arrivammo non ebbi la sensazione di cosa c'era, non c'era niente di solido, nessun pavimento, né un alto, né un basso e feci particolarmente fatica a rimanere concentrato, così pensai a Faith che reggeva lo spazio con il suo sonaglio ed appena lo feci, questo pensiero mi aiutò.

Chiesi cosa fare ai miei spiriti guida perché mi sentivo confuso e senza concentrazione, era come essere immersi in una nebbia o nuvola gialla: lo spirito non aveva una forma né un'identità solida, ma realizzai che si trovava tutto attorno a me, che mi trovavo all'interno dello spirito e che la nebbia “era” lo spirito.

Poi lentamente  capii che dovevo rivolgermi direttamente allo spirito dell'infiammazione così gli chiesi cosa volesse da me ed egli mi rispose con un “posto in cui vivere”.

La sua voce era molto alta e riecheggiava tutte le volte che parlava, era davvero un dolore fisico ascoltarlo parlare e sentivo che mi sarei dovuto difendere da quel suono.

Chiesi se stava cercando di insegnarmi qualcosa, ma sembrò disorientato dalla domanda.

Quando capii che semplicemente non era nel posto giusto e che voleva me come posto per viverci, pensai che non avrebbe dovuto stare dentro di me e mi arrabbiai.

Dal momento che mi arrabbiai, avvertii che il mio intento di volontà stava diventando più forte e gli dissi di andarsene. Sentii davvero tutta la mia volontà che lo attaccava e lo spingeva fuori. Quando feci ciò i miei spiriti guida si unirono a me e tutti assieme in coro gli urlammo “fuori-fuori-fuori” e lo bandimmo.

Poi arrivarono anche gli spiriti delle medicine e ci mettemmo tutti assieme per forzarlo ad uscire. Questo continuò per alcuni minuti in cui tutti noi respingemmo l'invasore.

Poi i miei spiriti guida mi tolsero la pelliccia d'animale e mi dissero che dovevo concentrare tutta la mia volontà nello scacciare fuori lo spirito dell'infiammazione per sempre usando qualunque metodo potessi trovare utile per generare l'intento fortissimo di non essere invaso.

Tornai dal viaggio, ringraziai Faith per l'aiuto e ringraziai tutti gli spiriti e diedi loro un'offerta di vodka.

 

 

Istruzioni sul Phurba

Alcuni mesi prima di questo viaggio di guarigione per i miei occhi, i miei spiriti mi avevano istruito su come celebrare una cerimonia di guarigione con un “phurba” per me stesso e gli altri.

Un phurba è un pugnale rituale fatto di ferro o di legno che proviene dall' Himalaya ed è usato nello Sciamanesimo sia Tibetano che Nepalese e nel Buddismo Tibetano.

Avvertii fermamente che questo era quello di cui avevo bisogno per rinforzare la guarigione appena compiuta.

Nel viaggio precedente i miei spiriti non mi avevano solo insegnato la cerimonia, ma mi avevano dato anche una “lista della spesa” di articoli vari facenti parte dell'apparecchiatura del rituale che dovevo radunare prima di procedere.

Nei mesi successivi al viaggio avevo raccolto questi articoli ed ero così pronto a celebrare questa cerimonia di guarigione.

La preparazione per la cerimonia del phurba che i miei spiriti mi avevano dato, era abbastanza complessa, ma ogni parte è importante quindi la riferirò in modo completo.

Per prima cosa mi sono dovuto procurare due piccoli cornici triangolari di ferro o di acciaio che dovevano essere unite assieme su un lato con un semplice perno per permettere loro di aprirsi come le ali di una farfalla.

I miei spiriti la chiamarono “trappola per demoni”. Costruii due triangoli adatti allo scopo con del filo di ferro ed avvolsi una sottile lamina di rame attorno ad un loro lato per fare il cardine.

Una volta che l'ebbi fatto avrei potuto celebrare la cerimonia.

Poi dovetti stendere una tovaglietta come altare e porci sopra una coppa per le offerte di vodka agli spiriti, una candela accesa, una ciotola di bronzo che avevo per l'incenso, un po' di ginepro per la fumigazione, la trappola per demoni, un paio di pinze, sette pezzi di carta, il mio phurba, un piccolo tamburo bifacciale chiamato “damaru”, una spada rituale, un “toli” (uno specchio sciamanico di metallo) con posto sopra un bicchiere d'acqua, una campana tibetana ed un set di “dorje” ed il mio tamburo sciamanico.

Una volta preparato tutto questo, fui pronto a celebrare la cerimonia che mi avevano dato.

 

Condurre la cerimonia

I miei spiriti mi dissero di prepararmi alla cerimonia cantando canzoni agli spiriti guida con il mio tamburo perché questo mi avrebbe aiutato ad entrare in uno stato alterato di coscienza.

Accesi il ginepro nella ciotola di bronzo, offrii la vodka agli spiriti, presi un piccolo sorso io stesso per brindare con loro, e suonai un poco in direzione di ogni angolo della stanza, verso il soffitto e verso il pavimento.

Poi posizionai il primo dei sette pezzetti bianchi di carta in mezzo ai due triangoli di ferro come quando si riempie un tramezzino ed iniziai ad indirizzare il mio intento per trasformare la carta nello spirito dell'infiammazione.

Con ogni espirazione, soffiavo fuori lo spirito dell'infiammazione forzandolo ad andare con la visualizzazione attraverso i due triangoli che sapevo che l'avrebbero intrappolato; ad ogni ispirazione inalavo luce bianca per riempire lo spazio che aveva lasciato lo spirito dell'infiammazione.

Questa fase continuò per un po' fino a che percepii che la carta si era trasformata da semplice pezzo di carta bianca nel rosa infiammato del disgustoso spirito dell'infiammazione. Durante tutto questo tempo di costruzione dell'intento tenevo in mano il purba e quando il mio intento fu pronto, colpii lo spirito dell'infiammazione con il pugnale per ammazzarlo, colpendo al centro della trappola triangolare per demoni, nella carta che ora era diventata il “demone”.

Quando uccisi il “demone” usai le pinze per rimuovere il cadavere di carta (così non lo toccai con le dita) e lo misi nella ciotola di bronzo per l'incenso, ci misi sopra il ginepro che stava bruciando e così lo cremai offrendo alcune gocce di vodka alle fiamme affinché lo bruciassero.

Poi raccolsi il piccolo tamburo “damaru” e lo suonai per rompere l'intento di tutto quello che avevo fatto (una campana avrebbe funzionato lo stesso) e dopo di che riiniziai l'intero processo con il secondo dei sette pezzettini di carta.

Feci così per tutti i sette pezzi di carta, ogni volta riconoscendo che l'intento che stavo costruendo si intensificava e che la visione della carta come spirito della malattia si faceva più intensa e reale.

Al momento di colpire lo spirito dell'infiammazione per la settima volta, sollevai la mia spada e come se stessi attaccando il demone con il pugnale, sferrai la spada davanti al mio viso per tagliare ogni legame d'energia che connetteva me ed i miei occhi allo spirito imprigionato nella trappola per demoni e poi finalmente bruciai il suo corpo.

Poi bevvi il bicchiere d'acqua che avevo posizionato sullo specchietto sciamanico rimasto sull'altare durante la cerimonia e lasciai che le proprietà rinvigorenti e benedette andassero ai miei occhi per dar loro energia e ripulirli dalle tossine.

La cerimonia richiese circa due ore e siccome era tardi quando finii, mezzanotte passata, coprii le ceneri del demone cremato nella ciotola di bronzo con un panno di broccato rosso, sopra al quali posi il mio dorje tibetano per sigillare il tutto ed andai a letto.

Al mattino portai fuori le ceneri e le sparpagliai su un altare di terra nel mio giardino insieme a molte altre offerte per gli spiriti.

La mia vista sembrò migliore il giorno successivo, ma credevo fosse soggettivo e così considerai quello che avevo fatto come una parte del processo di guarigione e che avrei dovuto continuare a lavorarci.

Tre giorni più tardi andai all' Eye Bristol Hospital dove una specialista fece delle foto al retro dei miei occhi e dopo averle guardate rimase molto scossa visibilmente.

Disse che era davvero impressionante come tutti i segni dell'infiammazione fossero completamente scomparsi.

Lo ripeté molte volte aggiungendo che non si aspettava di vedere nessuna differenza sostanziale rispetto all'ultima volta che mi aveva visitato, ma che l'infiammazione se n'era andata completamente e del tutto.

Il suo senso di ammirazione e stupore era palpabile.

Il dottore ridusse le medicine e mi chiese di tornare sei settimane dopo per una visita di controllo successivo.

 

 

Gli insegnamenti di Guru Rinpoche

 

Sapevo che la cerimonia del phurba che mi era stata data dai miei spiriti aveva alcune somiglianze con le cerimonie tradizionali tibetane, ma è stato qualche mese più tardi che, leggendo un libro con informazioni sui phurba, scoprii la traduzione in inglese di un “tantra” (insegnamento) riguardo ai phurba data da Padmasambhava (Guru Rinpoche) quando andò in Tibet nell' ottavo secolo.

Nel tantra, Padmasambhava insegna come intrappolare i demoni in un triangolo e ad usare il phurba per “liberarli” da questa vita (per esempio uccidendoli) in modo che non possano raccogliere altro karma negativo a causa del provocare sofferenze ad altri esseri.

Se questa liberazione viene compiuta da una posizione di compassione, è vista come qualcosa di quasi accettabile in alcuni insegnamenti del Buddismo Tibetano.

L'uccisione degli spiriti di malattia o di altri demoni nocivi, non solo li libera da un'esistenza negativa nella quale stanno attualmente vivendo, ma può anche essere considerato un metodo veloce ed efficiente per spedirli sulla soglia del loro posto legittimo (ed anche della loro prossima incarnazione).

Ma gli insegnamenti sottolineano come sia importante fare questa liberazione da una posizione di compassione per il demone infelice.

Il libro prosegue nel dare ulteriori dettagli circa l'uso della cerimonia del phurba come un modo con cui i locali sciamani lama praticano cerimonie di guarigione per membri ammalati delle loro comunità basandosi sugli insegnamenti di Padmasambhava.

 

Mantenere l'intento

 

 

L'intento è la chiave di ogni cerimonia ed anche conoscere la via verso il nocciolo del problema.

Non avrei potuto fare la cerimonia del phurba efficacemente, né costruire il giusto intento se non avessi avuto il contatto con lo spirito dell'infiammazione attraverso l'aiuto dei miei spiriti guida.

E' stato solo grazie alle loro istruzioni per parlare allo spirito dell'infiammazione ed all'aiuto di Faith per tenermi radicato che sono stato capace di vedere realmente il problema e così di fronteggiarlo e mi è stato dato l'obiettivo per costruire il mio intento.

Già da alcuni anni dopo questa guarigione i miei occhi rimangono sani senza nessuna infiammazione e circa ogni anno mi sottopongo alle visite di controllo all'ospedale locale.

Sono stato sottoposto per un certo periodo all'uso di un livello minimo di medicinali, ma circa un anno fa l'ho abbandonato completamente.

Durante la mia ultima visita di controllo in ospedale, il mio chirurgo era turbato che non stessi prendendo nessuna medicina e sorpreso che non ci fossero segni di infezione nei miei occhi.

Mi disse che siccome avevo già revocato le medicine per un tempo sufficientemente lungo e senza nessun effetto di malattia, avrei anche potuto continuare a vivere senza medicine.

Mi consigliò di contattare immediatamente un dottore qualora riscontrassi qualche deterioramento nella mia vista, cosa che ovviamente farò.

Sono certo che il processo di guarigione per i miei occhi non sia totalmente completato e non lo do per scontato - anche se scrivere questo articolo mi ha fatto preoccupare che non stessi “sfidando la sorte”.

Devo chiedere ai miei spiriti come posso riparare il danno residuo che i miei occhi hanno subito e come posso incrementare la mia vista; ho già compiuto alcuni viaggi per scoprire come lo spirito dell'infiammazione mi avesse potuto invadere in primo luogo e cosa posso fare per evitare un eventuale ritorno. Tutto ciò è, come ogni guarigione, un processo continuo.

La cerimonia del phurba che i miei spiriti guida mi hanno dato, di cui ho successivamente letto ed appreso più informazioni, è diventata parte del mie bagaglio di conoscenze sciamaniche dal momento che viene usata per “liberare” gli spiriti della malattia che vivono all'interno delle altre persone.

L'ho già celebrata molte volte per altre persone, sia con loro presenti o come forma di guarigione a distanza.

Spero che grazie al mio contributo su questo tema, sia possibile per altre persone adottarla e farla propria affinché faccia parte anche del loro bagaglio di conoscenze di guarigione.

Il mio sentimento di gratitudine e di ammirazione alla raffinatezza ed alla concretezza degli insegnamenti e delle istruzioni che ho ricevuto dai miei spiriti guida continua a stupirmi e deliziarmi dal momento che approfondisco la mia relazione con loro come negli anni passati.

 

 

L’articolo nell’edizione originale inglese è stato pubblicato sull’autorevole rivista americana di sciamanesimo “Sacred Hoop” (Issue n.69-2010). Ringraziamo Nicholas Breeze Wood, editore della rivista Sacred Hoop (www.sacredhoop.org) e autore del presente articolo, per la gentile autorizzazione concessaci.

Nichola Breeze Wood è praticante sciamano ed editore della rivista “Sacred Hoop Magazine”. Da tutta la vita studia gli oggetti sacri. WWW.3WORLDS.CO.UK

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