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Articoli e interviste su sciamanesimo e tensegrità Articoli e interviste su sciamanesimo e tensegrità

La Coca "Parla" - di Luciano Silva

La lettura delle foglie di coca è un antico metodo di divinazione ancor oggi utilizzato in tutta l’area andina. Questa pratica chiamata “coca qhaway”, letteralmente guardare la coca, richiede studio, pratica e, naturalmente, molta ispirazione per poter interpretare i messaggi inviati dalla Pachamama o dai Tirakuna (o Apus, spiriti maschili dei luoghi, abitanti le alte montagne) ai quali lo sciamano è connesso.

22/09/2009

Testo e foto di Luciano Silva

La lettura delle foglie di coca è una pratica di divinazione molto diffusa nell’area andina. Questo contributo è il frutto della testimonianza diretta ed indiretta di varie letture di coca eseguite dai Paqos (sciamani) nell’area del Cusco.

Il “coca qhaway” è un atto molto serio e ad esso si affidano molte persone per chiedere una diagnosi su una grave malattia od indicazioni per lo sviluppo di un progetto importante. I due casi, diagnosi per una infermità o una indagine sul futuro, normalmente comporta l’utilizzo di due tecniche differenti. Nel secondo caso il paqo (lo sciamano divinatore) è in grado di rilevare la causa di eventi passati così come fare una predizione per quelli futuri. La tecnica procede per invocazioni, iniziando dalla Pachamama, poi chiamando le divinità dei luoghi sacri importanti (hatun rurgrarkuna) sia locali ma soprattutto quelle presenti nei luoghi ove abita il cliente. Nella lettura della coca sono le divinità che abitano nei propri luoghi che trasmettono i messaggi agli umani tramite le particolari configurazioni che assumono le foglie di coca durante la divinazione, come se gli eventi passati e futuri relativi ad una persona siano legati nella loro manifestazione al luogo spazio-temporale ed ai geni che lo sovrintendono i luoghi ove si vive.

Le foglie di coca vengono anzitutto adagiate su una tela (unkhuna) che servirà da fondo sul quale l’indovino interpreta le varie configurazioni assunte dalle foglie ogni qualvolta vengono “interpellate”. L’invocazione iniziale può essere anche molto lunga e poetica in quanto proprio durante la connessone con gli spiriti del luogo del cliente il paqo racconta alle divinità il problema posto dal cliente stesso chiedendo appunto una risposta od un messaggio tramite la coca sagrada. L’invocazione termina sempre con l’esclamazione “Sut’ita willaway” (dimmi chiaramente!”). Lo sciamano prende allora una manciata di foglie con la mano destra e le lascia cadere tra le sue dita sulla tela per poi vedere in base alla configurazione che hanno assunto il messaggio. Le foglie che cadono diritte o con la punta verso destra esprimono normalmente un buon segnale, viceversa le foglie che cadono rovesciate o con la punta a sinistra un segnale negativo. L’indovino sceglie sempre alcune foglie diciamo rappresentative del soggetto o della domanda posta interpretando il linguaggio simbolico e metaforico dalle forme assunte, dal loro orientamento o dai colori.

La lettura delle foglie di coca per la diagnosi di una malattia o infermità può cominciare, durante le invocazioni, piegando la tela contenente le foglie di coca in due e poi in tre e dopo aver soffiato nella tela la apre lasciando che le foglie si dispongano a loro piacimento (questa prima operazione si è vista talvolta anche all’inizio di una predizione per il futuro). La prima occhiata alla conformazione delle foglie appena aperta la tela già rivela allo sciamano qualche messaggio circa l’origine della malattia ed un pronostico circa la sua evoluzione. Anche in questo caso le foglie cadute dal lato più lucido e orientate a destra rivelano una buona notizia, viceversa un segnale negativo. Se si identifica una foglia grande isolata dalle altre rappresenta il paziente e la sua collocazione rispetto allo sciamano rileva un indizio circa l’evoluzione dell’infermità: se la foglia punta in direzione opposta allo sciamano la persona peggiorerà o morirà, se nella stessa direzione il paziente recupererà una buona salute, se si trova orizzontalmente rispetto allo sciamano indica che la situazione è “soggetta alla Terra” e che si deve fare una offerta o un sacrificio (un Despacho ad esempio) alla Pachamama perché faccia evolvere la situazione in positivo. Le foglie che cadono a forma di croce si considerano un buon segnale mentre quelle rotte irregolarmente indicano una grave infermità.

 

Conclusione

Al di la della tecnica che può variare da zona a zona o talvolta anche da uno sciamano ad un altro si evidenzia che, come per altri metodi di divinazione sciamanica, la lettura della coca dipende fortemente dal contesto; il significato di una qualsiasi configurazione assunta dalle foglie cambia in base alla persona che ha chiesto il consulto ed alla sua situazione attuale. Si stabilisce inevitabilmente una connessione tra l’indovino, il paziente e gli spiriti di entrambi. Nel caso della lettura della coca alla quale si assiste nell’area del Cusco l’invocazione è sempre per la Pachamama, gli APUs delle montagne locali e poi anche gli APUs delle montagne del luogo ove vive il paziente (o in generale una divinità significativa ed importante per il paziente) e quanto più è precisa e puntuale la domanda quanto più precisa sarà la risposta. Qui entrano in gioco l’inspirazione e l’esperienza dell’indovino il quale comunque opera talvolta con astuzia e perspicacia per entrare in sintonia con il cliente e poter poi interpretare correttamente la risposta fornita dalle foglie. Tanto per l’indovino che per il cliente la coca sempre sa la risposta, le configurazioni assunte dalle foglie sono sempre significative e la sfida del Paqo è utilizzare tutte le sue conoscenze ed intuizioni per poter percepire ed interpretare il significato corretto. I particolari emersi durante la lettura della coca si sono rivelati talvolta talmente specifici e dettagliati in relazione alla domanda posta ed al consultante da risultare a dir poco sorprendenti.

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