Enheduanna, l’interprete dei sogni nell’antica Mesopotamia - di Luciano Silva
La luna, il canneto, le nozze sacre, l’oniromanzia
12/10/2026
La valle tra i due fiumi del Tigri e dell’Eufrate, più di 4000 anni fa quando i Sumeri e poi i Babilonesi svilupparono una delle più antiche civiltà umane, un tempo era terra fertile. Quei popoli che hanno inventato la scrittura, la ruota, l’aratro, i mattoni d’argilla, la numerazione sessagesimale, erano anche esperti di sogni. Siamo nel sud dell’attuale Iraq, ora zona desertica.
Ma procediamo con ordine. Chi era Enheduanna? Figlia del grande re Sargon di Akkad, venne nominata dal padre Grande Sacerdotessa di Ur, dove avrebbe poi vissuto, forse per esercitare un maggior potere e controllo sulle provincie meridionali a maggioranza sumera mentre Akkad, base del padre, era lontana a nord, vicino all’attuale Baghdad. Il suo ufficio sacerdotale è rivolto alla coppia lunare composta dal dio Nanna e la dea lunare Ningal. Le funzioni sacerdotali non procedevano solo per filiazione ma i Sumeri erano esperti di divinazione e dunque venivano assegnate anche da messaggi letti nel fegato degli animali (epatoscopia o aruspicina, praticata successivamente anche dagli etruschi, greci e romani), tramite la lecanomanzia (lettura delle forme assunte dall’olio gettato nell’acqua) e anche dai sogni (oniromanzia).
In una civiltà basata sull’agricoltura e la pastorizia, il garantire un buon raccolto propiziandone la fertilità dei campi, degli animali e delle donne era questione di sopravvivenza. E ben sapevano del ruolo che ha la luna nei cicli di semina, gestazione e raccolto ma anche in corrispondenza ciclica al periodo mestruale delle donne. Il sanguinamento mestruale di tutte le donne antiche, e probabilmente anche delle donne di oggi, è in sincronia con la fase oscura della luna. In tutta la Sumeria la luna viene osservata di notte sia per stabilire i rituali che per computare il tempo. Il calendario è lunare e per sincronizzarlo con le stagioni e dunque con il sole aggiunsero un tredicesimo mese lunare. Nanna, il dio luna, in fase calante si pensava visitasse il regno dei morti, il signore Negal, dio degli inferi e “fato decretato dai morti”. In Iraq, la posizione della luna nuova all’orizzonte nel cielo è orizzontale e, fatto non irrilevante per un popolo che vive in una zona paludosa e usa le barche come principale mezzo di trasporto, la forma della luna ricorda appunto una barca che trasporta Nanna, nel suo corso mensile, dagli inferi al cielo nella fase crescente.
In cielo, Nanna diventa il pastore che accudisce molte vacche che nella loro forma celestiale diventano stelle. Wolfgang Heimpel, eminente assiriologo e sumerologo tedesco, suggerisce da questo il nome della nostra galassia come Via Lattea. La figlia di Nanna, dio della luna, è Inanna. Il panteon sumerico ci presenta un prototipo archetipico di una divinità che unisce gli opposti, luce e ombre, vita e morte, cielo e terra, maschile e femminile. Inanna è l’unione degli opposti, dispensa fertilità e prosperità ma anche distruzione e catastrofi. E’ la rappresentazione della Natura, la divinizzazione della Natura e anche della materia. E per convergere al tema del presente contributo, ovvero all’arte del sognare sumerico, è connessa al cambiamento di stato di coscienza, al passaggio dalla veglia al sonno e viceversa, quegli spazi ipnagogici e ipnopompici noti a tutte le tradizioni oniriche come favoriti dagli incontri con gli dèi, gli spiriti e i defunti. Inanna, come tutte le divinità o gli spiriti liminali, non è n’è questo n’è quello, ma scivola velocemente tra gli estremi opposti superando i limiti che li separano.
Enheduanna, oltre a officiare come Grande Sacerdotessa nel tempio di Ur della coppia lunare, sviluppa una sua particolare devozione per Inanna. Se non fosse per i suoi scritti, scoperti dal 1921 dai primi scavi ad opera dell'archeologo britannico Sir Leonard Woolley nella città antica di Ur, dove rinvenne il famoso disco di alabastro frammentato che riportava il nome e l'immagine della sacerdotessa (vedi immagine sopra), insieme ad alcuni sigilli cilindrici, non sapremmo quasi nulla di lei, dei culti dedicati alla luna e di Inanna (immagine a lato). Le sue opere letterarie vere e proprie (tra cui l'Esaltazione di Inanna e i 42 Inni templari) non erano incise su quel primo disco di pietra, ma su oltre 100 copie in tavolette d'argilla di epoca successiva (periodo paleo-babilonese, circa 1750 a.C.). Queste tavolette, usate nelle antiche scuole di scribi per esercitarsi, scritte anch’esse con canne di bambù tagliate e affilate, sono state ritrovate in vari siti della Mesopotamia nel corso del XX secolo e identificate progressivamente dagli esperti, una miniera d’oro di informazioni culturali, cultuali e artistiche. Tutte opere della stessa autrice che potremmo ben definire la prima autrice della storia.
In questo disco in calcare conservato nel museo della Pennsylvania University a Philadelphia, si riconosce Enheduanna dietro a un sacerdote che fa una offerta versando qualcosa in un recipiente, davanti a un tempio a gradoni, probabilmente la Ziggurat del tempio di Ur, seguita da altri due assistenti di cui uno regge un vaso, forse un incensiere utilizzato in questo rituale di consacrazione. La sua figura predomina sulle altre per l’altezza e per l’abito a balze e il cappello conico che indicano la sua funzione sacerdotale.
Nel mito sumerico la moglie di Nanna, dio della luna, era Ningal, la dea luna. Per propiziare la fertilità dei campi e delle donne, ciclicamente venivano celebrate le nozze sacre, il rituale di ierogamia tra un rappresentante del dio e della dea luna. Nelle descrizioni del dio luna, sotto vari nomi e luoghi, solo a Ur Nanna è collegato a Ningal in maniera erotica. Il termine ierogamia non è di origine sumerica, è stato preso a prestito dai greci (dal greco antico hieròs, "sacro", e gámos, "nozze"), una cerimonia religiosa antica in cui dei partecipanti umani, spesso un re e una sacerdotessa. impersonavano gli dei per mettere in scena l'unione sacra per garantire la fertilità della terra, il raccolto, l'ordine cosmico e la rigenerazione della natura, rituale che ritroviamo tra gli egizi, greci e romani. E’ in quest’ottica che Enheduanna è sia sacerdotessa di Nanna ma anche moglie, nel rituale annuale della ierogamia lei “diventava” Ningal preparandosi ad incontrare Nanna nel letto nuziale consacrato nel tempio. A causa del suo ruolo di moglie di Nanna, venne chiamata “nin-dingir”, “signora che è un dio”.
Enheduanna interprete dei sogni
Enheduanna, sacerdotessa di Ur, devota e sposa rituale del dio luna Nanna nelle nozze sacre, conserva la sua personale devozione per Inanna, divinità delle soglie, colei che incorpora gli estremi opposti, luce e ombra, vita e morte, dea della sensualità, della fertilità, della procreazione e della guerra. Denominata successivamente “Ištar” dagli Accadi, dagli Assiri e dai Babilonesi, è identificata successivamente dagli Ittiti con “Šauška”, “Astarte” dai Fenici, stella del mattino e della sera e dunque associabile ad Afrodite per i Greci e Venere per i Romani.
Il simbolo di Inanna (immagine a lato) per i Sumeri è un palo cerchiato che è stato riconosciuto su una placca votiva rappresentante l’ingresso del tempio di Ur. In antichi segni provenienti da tavolette di Uruk è rappresentata con alti pali di canna sormontati da un cerchio simile a una testa in cima e una specie di nastro che scivola dietro la testa somiglianti a lunghi capelli di donna.
Divinità dunque della soglia, degli spazi liminali. Le canne nella paludosa Sumer erano proprio il limite che separava la terra ferma, lo spazio visibile della coscienza ordinaria, dalle acque nella cui profondità si producono e nascondono i sogni. Conscio e inconscio, in termini psicologici, ma ciò che più conta da questo insegnamento è anche questa cultura antica ci insegna di indugiare il più possibile in quegli stati intermedi tra sonno e veglia, laddove per gli antichi si ricevono sogni veritieri ovvero sogni mantici, sogni premonitori che ci avvisano dove stiamo andando o cosa è meglio osservare che sfugge alla nostra vista ordinaria, sogni iniziatici e incontri sacri, qualcosa che potrebbe salvarci la vita.
Non è dunque un caso che Enheduanna, tra le varie funzioni, assolva anche il ruolo di interprete dei sogni di Ningal, la dea luna, la dea dei canneti, delle paludi e della fertilità. Sa che i sogni oracolari sono di origine divina, sa che Ningal può trasmettere messaggi importanti per qualche individuo o per l’intera comunità. E i sogni per questi popoli sono tenuti altamente in considerazione in quanto veicoli di informazioni importanti perché garantiscono la sopravvivenza, un buon raccolto, il parto delle vacche e delle pecore, la fertilità delle donne e degli uomini, ma anche come prevenire o prepararsi ad affrontare siccità, alluvioni, guerre.
Uno studioso afferma che le posizioni supine, rinvenute in antiche incisioni, non sono riferite solo alle nozze sacre ma associate anche ai sogni. La dea luna Ningal era figlia di Ningikuga, una dea dei canneti, e Enki, dio della saggezza e delle acque dolci. Anche Ningal si ipotizza possa aver ereditato il ruolo di dea dei canneti, aver trovato casa tra le canne che crescevano nelle paludi tra il Tigri e l’Eufrate, in quella zona di mezzo tra terra e acqua, lo spazio liminale del sogno vocato all’incontro tra gli uomini e la divinità. Questa dimora acquatica fa si che Ningal diventa la dea che invita doni tramite i sogni, in questo spazio di transizione tra la coscienza conscia e lo spazio onirico Enheduanna si fa interprete di ciò nella notte definì “i doni dei sogni di Ningal”.
Oltre a ciò, come se non bastasse, il suo amore e devozione per Inanna, divinità liminale che tiene insieme gli opposti, divinità della soglia e dei transiti, rinforza la sua capacità di restare negli spazi tra la veglia e il sonno ad ascoltare le voci della Luna, nel riflesso delle acque dolci tra i due fiumi della Mesopotamia, tra i canneti, la barca galleggia verso la terra dei sogni per apprendere ciò che è essenziale vedere, ciò che lei interpreta con capacità e talento.
Nel suo poema d’esilio, Enheduanna lamenta:
Non posso stendere le mie mani
dal puro letto sacro
Non posso svelare
i doni dei sogni di Ningal
a nessuno
Ma la porte del tempio di Ur sono ancora aperte per chi vuole entrare..
Note bibliografiche
- Betty De Shong Meador in “Inanna, Signora dal cuore immenso” (Venexia, 2009), pag. 85.
- Gilgamesh, Adelphi
- Giovanni Pettinato, “I Sumeri”, Bompiani
- Pietro Mander, “La religione dell’antica Mesopotamia”, Carocci Editore
- Franco d’Agostino, “I Sumeri”, Hoepli
- Testi sumerici e accadici, Utet
- La lingua dei Sumeri, Hoepli
Restando in zona...: Articolo: Archeologia onirica: Il sogno rivelatore di Hilprecht - di Luciano Silva
I contenuti pubblicati in questa pagina sono protetti dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d'autore, legge 633/1941 e successive modifiche ed integrazioni. È vietata per qualsiasi fine o utilizzo, la riproduzione integrale su internet e su qualsiasi altro supporto cartaceo e/o digitale senza la preventiva autorizzazione. Immagini, grafici e testi, in originale, riprodotti o tradotti, appartengono ai rispettivi proprietari.
Corso di formazione biennale in Sciamanesimo Livello 1 - "La Guarigione Sciamanica e la Metamorfosi dell'Io" - 17^ Edizione 2027-2028

Partenza 13 Febbraio 2027. Sede Induno Olona (VA)
8 moduli/week end, uno ogni 2 o 3 mesi.
La Guarigione e la Divinazione sciamanica, Lo sciamano come psicopompo, La possessione e depossessione, Il Mondo di Mezzo, l'Arte del sognare sciamanico.
Iscrizioni aperte. Early bird entro il 31 Dicembre 2026. Posti limitati.
Guarigioni e Trasformazioni nel Tempo del Sogno - CORSO ON LINE

Un corso di 12 webinar ON LINE su l'Arte del Sognare in 12 Tradizioni
Avventure oniriche e viaggi sciamanici in regni immaginari e mitici verso luoghi di guarigione, iniziazione e creazione.
Ricevere doni dai sogni per illuminare la nostra vita quotidiana e il nostro mondo.
Tutti i giovedì sera, dal 5 Novembre 2026 al 11 Febbraio 2027, su Zoom.
Iscrizioni aperte. Chiusura 29 Ottobre 2026.
I prossimi eventi

Counseling sciamanico e aspetti Etici
1° modulo Corso di Formazione biennale Sciamanesimo 2° Livello
(24/10/2026 - 25/10/2026)

Sognare come gli sciamani - Webinar
1° modulo Corso ONLINE "Guarigioni e Trasformazioni nel Tempo del Sogno - L’esplorazione dell’Arte del Sognare in 12 differenti culture e tradizioni".
(05/11/2026)
Articoli e interviste

Enheduanna, l’interprete dei sogni nell’antica Mesopotamia - di Luciano Silva
La luna, il canneto, le nozze sacre, l’oniromanzia
(12/10/2026)

I luoghi del Sogno – L'importanza di luoghi sacri nei sogni e le pratiche di incubazione. di Nicholas Breeze Wood
La pratica dell'incubazione in alcune tradizioni nel mondo
(07/09/2026)

Il Tempio dei Sogni di Nodens - di Lorna Smithers
L'incubazione nei sogni di Nodens in un culto romano in Britannia
(03/09/2026)
Gli Spiriti della Natura - Pratiche sciamaniche per incontrare i Popoli Nascosti della natura. Vol.2 - di Luciano Silva

Disponibile da 1 Ottobre 2025 nelle librerie e on line.
News
Iscriviti alla Newsletter
Iscrivendoti riceverai periodicamente, con cadenza mediamente quindicinale, la newsletter dell'Associazione Il Cerchio Sciamanico, con tutte le informazioni necessarie per tenerti sempre aggiornato su attività ed eventi in programma.
Iscriviti qui >








