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Articoli e interviste su sciamanesimo e tensegrità Articoli e interviste su sciamanesimo e tensegrità

Le varie dimensioni del tempo - di Luciano Silva

Uno sguardo oltre Chronos

04/04/2024

La parola TEMPO risuona con tèmno, taglio, separo, e tèmenos, recinto, che indica la separazione di un intervallo, del fluire del tempo nella nostra coscienza ordinaria. Ma agli antichi Greci non erano sfuggite le diverse dimensioni del tempo, attribuendo ad esse una divinità tutelare.

Chrònos, il tempo che scorre, quello che scandisce, con Anassimandro, l’inevitabile ritorno dall’assoluto con la morte, destino ultimo di tutti gli esseri che dall’infinito si sono separati come unità individuali, portando con sé quel frammento di luce e infinitudine nella dimensione finita dell’esistenza, e che nei nostri esseri umani determina il tempo di vita, quello dove si sviluppa la storia.

Krònos per Esiodo è il più giovane dei titani che mutila il padre, dopo che questi, temendo di perdere il controllo del mondo, aveva fatto imprigionare i figli. Ma Krònos, sposandosi con Rea, avendo paura che i figli gli togliessero il potere, li divorava appena nascevano. Krònos verrà sconfitto da Zeus e dai suoi fratelli. L’immagine è quella di un Dio potente e distruttore che, però, cede di fronte al “padre degli uomini e degli dèi”, Zeus, custode dell’ordine del mondo e protettore della polis. Armonia, destino e civiltà sembrano quindi in grado di andare oltre il tempo. Arrendersi al destino, per quanto possa sembrare paradossale e poco avvezzo ai moderni che in quest’epoca sembrano solo interessati a consumare l’attimo presente, l’unico tempo che sembra esistere, dimentichi il passato e di conseguenza senza alcuna direzione futura (destino come destinazione), alla fine è ciò che ci fa sconfiggere Kronos.

Aiòn, il tempo mistico, metafisico. Rappresenta l'eternità, il tempo infinito, nonché il susseguirsi delle ere, ma anche il tempo vitale e il destino. E’ il tempo senza tempo, l’istante perfetto congelato per sempre, lo spirito vitale personificato da un fanciullo che gioca a dadi di Eraclito.

Kairòs, per i sofisti il momento opportuno, il giusto attimo, un istante interstiziale tra Chronos e Aion, non a caso all’insegna di Hermes perché in quel tempo facilmente ci giungono messaggi dagli dei e dagli spiriti. E’ attimo senza spessore, quasi sfuggente, data la sua iconografia che lo vuole dipinto con un giovane dalla lunga chioma che suggerisce che va preso per la chioma, va colto l’attimo altrimenti fugge via come il dio alato. E’ il tempo che Orazio ci invita a cogliere con il suo monito, Carpe Diem, cogli l’attimo.

Se Chronos da una dimensione quantitativa al tempo, Kairos invece ci proietta una dimensione qualitativa. Per questo Kairos è anche il tempo che conoscono bene i sognatori, perché Kairos si manifesta negli attimi in cui la sincronicità è in azione, quando segnali diretti solo a noi e solo da noi compresi che ci giungono attraverso i nostri sogni e le nostre visioni danno un senso o una conferma al nostro operato, ci fanno sentire che non siamo soli, che abbiamo spiriti e guide che ci accompagnano, è quando l’universo la mette sul personale.

Eniautòs, che può significare anno ma anche periodo, è la misura di Chronos proiettata nell’infinito come un ciclo che si ripete indefinitamente. Difatti, la radice sanscrita an- o am-, che ha dato vita alla parola “anno”, ha generato pure la parola “tempo” in sanscrito (“amati”) e in greco (“eniautòs”).

Le parole, però, stupiscono sempre. L’etimologia di “anno” è legata anche ad altre due radici sanscrite: amb-, “intorno”, e ak-, “piegare”, da cui “anulus”, l’anello ottenuto piegando il metallo. L’anno, del resto, è il tempo impiegato dalla terra per fare un giro completo attorno al sole, seguendo un’orbita non circolare, ma ellittica, dunque sempre piegata. Ecco perché l’augurio di “buon anno” dovrebbe contenere anche questo auspicio: “non girare attorno a chiunque e a qualunque cosa; scegli bene il sole della tua vita; che non ti venga in mente di impiegare i tuoi 365 giorni a gravitare attorno a pseudo-soli che hanno l’arroganza di spacciarsi per fonti ufficiali di calore e finiscono, di fatto, col sottrarre la luce a te.

Per Parmenide, il tempo è solo una illusione, figlia del divenire che contrasta con l’immutabilità dell’essere. Per Parmenide il presente non esiste, è un attimo tra un passato che non esiste più, il futuro che non esiste ancora e dunque ogni istante che definiamo presente l’istante dopo è già passato.

Platone risolve il dilemma dicendo che la percezione di passato, presente e futuro esiste solo nel mondo materiale, imperfetto e corruttibile, mentre nel mondo delle forme, delle Idee, noi diremmo nella realtà non ordinaria, il tempo è eterno, un presente senza tempo.

Aristotele distingue invece il tempo ciclico, definito dal movimento regolare delle sfere celesti e del tempo cronologico con il passare delle stagioni e degli anni, dal tempo eterno dettato dal primo motore immobile, colui che agisce senza agire (direbbero i taoisti).

Anche Agostino d’Ippona, pensatore cristiano, inizia a darci una anticipazione di un significato di tempo come tempo percepito mettendo in discussione la realtà di passato, presente e futuro, dal momento che il primo non è più, il terzo non è ancora e il tempo presente, se fosse sempre presente senza tradursi in passato, sarebbe eterno.

L’interiorizzazione del tempo viene poi spiegata da Agostino che recupera il tempo come successione di stati di coscienza, dice “Noi percepiamo intervalli di tempo”, i tre tempi sussistono solo nel nostro animo: “Il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l’attesa”.

Interiorizzando il tempo e riducendolo a una estensione dell’anima, nel IV Secolo Agostino anticipa quello che le moderne neuroscienze ci hanno fatto capire con una molte impressionante di evidenze, che il senso del tempo è alla fine uno strumento indispensabile alla nostra sopravvivenza come specie in questa dimensione terrestre.

La fisica quantistica unisce tempo e spazio in una sola variabile, lo spazio/tempo. Il tempo che misuriamo qui è diverso da quello che misureremmo altrove nello stesso istante. La luce di una stella che vediamo dalla terra non è emessa nell’istante in cui ci troviamo qui e ora ma ha avuto origine qualche anno luce fa (un anno luce è circa 9500 miliardi di Km). Quindi a noi arriva un segnale luminoso che, nella migliore delle ipotesi, è stato emesso quando sulla terra vivevamo all’età della pietra.

La Terra dista dal sole 150 milioni di Km, da Proxima Centauri, che è la stella più vicina, 4,2 anni luce. Per raggiungere il centro della nostra Via Lattea dovremmo imbarcarci in un viaggio di 2,54 milioni di anni luce. Quando siamo in presenza di distanze così vaste, che senso ha chiedersi cosa succede in questo momento in mondi così distanti? Il tempo presente, come lo percepiamo qui, non è il tempo presente di un altrove molto lontano, non solo geograficamente parlando, ma anche dimensionalmente parlando.  

Quando travalichiamo i limiti imposti dalla coscienza ordinaria, inevitabilmente legata alla dimensione lineare del tempo e tridimensionale dello spazio, accediamo al tempo eterno e ad uno spazio multidimensionale, a quell’infinito presente che racchiude tutti i tempi e in quello spazio dove non ci sono partenze o arrivi ma infiniti percorsi paralleli. E' il Tempo del Sogno degli aborigeni australiani, un tempo mitico nel quale possiamo ripercorrere le gesta degli eroi o delle divinità cultuali per rinnovare il nostro rapporto di sacra reciprocità con la sorgente creativa e partecipare creativamente alla generazione e rigenerazione del nostro mondo. Un tempo mitico al quel accediamo attraverso il rito e le cerimonie, il viaggio sciamanico e il sogno. 

Per questo sciamani e veggenti, rompendo le barriere del tempo e spazio ordinarie, “vedono” nel passato presente le tracce di memoria lasciate nel presente presente, e dove queste tracce si dirigono verso il presente futuro.

 

Per approfondimenti:

- Guido Tonelli, "Tempo, il sogno di uccidere Chronos", Feltrinelli

- Rober Moss, "Sidewalk Oracles: Playing with Signs, Symbols and Synchronicity in Everyday Life", New World Library.

 

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