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Articoli e interviste su sciamanesimo e tensegrità Articoli e interviste su sciamanesimo e tensegrità

Lo spazio per la guarigione - intervista alla Dott.ssa Mary Hoptroff

La Dott.ssa Mary Hoptroff, medico generico e praticante complementare ci parla dello spazio sacro che si può creare durante l'incontro tra il cliente ed il guaritore e come integra lo sciamanesimo nella pratica medica ufficiale.

14/03/2016

Questo articolo è stato pubblicato dalla rivista Sacred Hoop, Issue 37-2002. Traduzione italiana a cura dell'Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico

"C'è qualcosa di incredibilmente privilegiato nel ricevere la fiducia da parte di uno sconosciuto; lo spazio tra il cliente ed il guaritore è prezioso e profondo, simile a quello che si ritrova nello spazio sacro o cerimoniale. È un'interazione umana molto particolare e se si può onorare tutto il suo potenziale, allora coloro che giungono come guardiani di questo spazio sacro possono dare i loro doni perché c'è uno spazio in cui la loro partecipazione viene accolta. E' la creazione di un calderone, uno spazio per la grazia e per le benedizioni, una soglia sacra di potenziale tra le realtà. Questo può crearsi in ogni ambiente: sul ciglio della strada, nella casa del cliente oppure in sala operatoria".

 

Jan: La consapevolezza di un contesto sacro nella relazione di guarigione tra te ed i tuoi clienti, come interferisce nel tuo approccio?

 

Mary: La mia formazione in guarigione sciamanica mi ha insegnato ad avere una conoscenza interiore di essere parte di un tutto più grande. Mi è stato concesso di vedere quanto sia piccola io come individuo - e non che questo significhi che sia avvilente. Ognuno di noi è una parte di questo bellissimo Tutto.

In accordo con questa conoscenza interiore, la cosa più grande che possa fare è scegliere e prendermi la responsabilità per la parte che mi appartiene ed esplorare come posso agire per accelerare e rendere possibile che possano manifestarsi la bellezza, il cuore, la grazia, la pace.

Durante la mia adolescenza avevo fatto un lavoro di meditazione che mi aveva collegato con un'altra nebulosa 'unicità' ancora più irraggiungibile, mentre il lavoro sciamanico mi ha dato la sensazione di essere una parte del tutto ma in modo radicato, la vita di ogni giorno che vediamo tutta intorno a noi, il sole là fuori, il vento, gli alberi, le piante, la terra. In questo contesto sacro io non sono più 'la guaritrice' e coloro che cercano il mio aiuto non sono più 'i pazienti', perché ognuno di noi è una parte di un tutto più grande ed io posso imparare da loro di più di quanto loro imparino da me.

 

JMW: In termini pratici, come influisce questo sul tuo lavoro di medico generico?

MH: Pulisco la mia stanza prima di ogni intervento ed invoco i Sacri Poteri. Sulla mia scrivania ho una ciotola di pietre, ciascuna contrassegnata con un numero da 1 a 20 che rappresentano uno degli aspetti della Creazione, sia quelli visibili (tonal) sia quelli invisibili (nagual) tratti dal “Twenty Count” dei bambini maya (1). Così come riesco a mettermi in contatto, tipo altoparlante, con un cliente, così chiamo e scelgo una pietra a caso da questa ciotola che mi aiuterà con la consulenza successiva. Durante l'incontro ascolto la saggezza e gli insegnamenti che provengono da quella posizione sulla Ruota. Quando la consulenza termina, purifico la pietra e la restituisco alla ciotola prima che venga chiamato il cliente successivo ed invio al cliente le benedizioni di quella posizione nel Twenty Count e contemporaneamente le ricevo anche su di me. Ogni volta che finisco un intervento (od una sessione di guarigione) poi “richiudo” lo spazio sacro creato nella stanza, ringrazio gli Spiriti per esserci stati ed accolgo le benedizioni che sono arrivate.

 

JMW: Hai detto che impari dai tuoi pazienti – come avviene ciò?

MH: Se viene onorato il potenziale sacro che è presente in qualsiasi spazio di consulenza, si crea un'alchimia tra il guaritore ed il cliente in cui i ruoli sono di reciprocità creativa. Spesso nell'ascoltare le problematiche dei miei clienti e nel cercare per loro una guarigione, trovo la soluzione ad uno dei miei propri problemi, o getto luce sulla questione. Sono pienamente al servizio di coloro che vengono da me ed in questo luogo di sacra attenzione si trova il riconoscimento che lo scambio che accade è un processo a doppio senso per cui i clienti portano la propria umanità ed esperienza.

Ci vogliono entrambe le parti nel rapporto per raggiungere l'alchimia della guarigione. Se non viene onorato il dono che porta il cliente nel momento in cui varca la soglia, quell'alchimia, che è un atto di magia, di grazia, non si crea.

 

JMW: la formazione sciamanica ha espanso la tua capacità di diagnosi convenzionale o di trattamento nella tua pratica allopatica di ogni giorno come medico generico?

MH: Sì. Gli insegnamenti che ho ricevuto e gli spiriti alleati che mi onorano ora con la loro presenza, mi aiutano ad espandere le mie competenze di diagnosi convenzionale. I metodi di guarigione sciamanica che mi sono stati insegnati hanno ampliato ancora di più la mia pratica.

C'è una teoria che dice che ci sono dieci “lariens” - che potrebbero essere più o meno equiparati a doni psichici. Questa teoria dice che ogni essere umano nasce con due lariens, e possiede le capacità per svilupparne altri tre. Così con il percorso sciamanico ci si può rendere conto di quali lariens una persona sia stata dotata. Questi doni vengono poi destinati secondo una modalità sacra, attraverso un tubo, durante una cerimonia. Vengono dedicati al bene più alto e più grande possibile, al servizio di tutti i popoli - non solo della specie umana.

Così una parte della formazione sciamanica consiste nello scoprire quali lariens possano essere portati e sviluppati al servizio della guarigione. La formazione può essere paragonata ad una 'palestra psichica', in cui si possono sviluppare i muscoli e la disciplina e si possano praticare le competenze.

Questo esercizio e la disciplina sono molto importanti. Non è un approccio fatato campato per aria; non avviene standosene seduti e desiderandolo. Ci vuole disciplina ogni giorno per sviluppare e mantenere un corpo energetico sano e secondo me questo non può essere fatto senza la guida di un insegnante all'interno di un rapporto di formazione qualificata.

 

JMW: Incoraggiare la consapevolezza di sé e l'equilibrio personale non fanno parte della formazione medica convenzionale. Di conseguenza i fattori di stress professionali devono aumentare considerevolmente.

MH: Temo che questo sia stato il mio caso. Di sicuro, quando mi sono formata durante gli anni Settanta questo era il caso. Credo che ora stia cambiando un po'. La formazione sciamanica mi ha aiutato enormemente su questo: grazie al lavoro su quei blocchi e sui problemi irrisolti, posso trarre più energia ed essere più presente per gli altri.

Questo non significa che si diventi perfetti, significa solo conoscere le nostre 'cose' abbastanza bene da raggiungere una tregua pacifica con le principali problematiche della nostra vita. Se portiamo il nostro carico emotivo all'interno di un lavoro di guarigione professionale, blocchiamo la nostra capacità di impegnarci nello spazio di guarigione.

Per esempio, se ho una difficoltà emotiva a livello personale che ha a che fare con la morte o con il dolore, la prima volta che si ritrova per davvero con qualcuno che sta per morire o qualcuno a cui deve dire che ha una malattia terminale, sicuramente non potrà esserci completamente, emotivamente con il suo cliente ed il potenziale nello spazio di guarigione diventa nullo e vuoto.

 

Nella tradizione sciamanica all'interno della quale mi sto formando, ricerchiamo legami stretti, di cuore, con spiriti alleati di altri mondi di Nonna Terra. Con spiriti alleati che risuonino con gli stessi scopi della nostra anima. Il nostro percorso è quello di onorare e servire reciprocamente ed è quello della gioia di vivere. L'aiuto che i miei spiriti alleati mi danno nel mio lavoro come medico generico può essere molto diretto e concreto.

Ad esempio, uno che cammina con me in questo modo è il lupo ed io ho una foto di un lupo nel mio studio chirurgico. Un giorno stavo visitando una signora con un dolore di pancia misterioso. Sapevo che c'era qualcosa di grave, ma non riuscivo a capire cosa fosse. Insisteva dicendo di non aver mai avuto nessun incidente o colpi nella zona del dolore. Mentre ero confusa sulla causa, la foto del lupo cadde inspiegabilmente dalla mia scrivania sul pavimento. Mi avvicinai per raccoglierla e la signora disse che qualche giorno prima, mentre stava parlando al telefono con un suo amico proprio di lupi, il suo cane si era messo a correre e le era saltato addosso con una tale forza che era rimasta senza fiato – se ne era dimenticata fino a che non era caduta la foto. La mandai in ospedale ed in effetti aveva la milza rotta, una diagnosi insolita. Avrei potuto facilmente non arrivarci, soprattutto in assenza di una storia di traumi!

 

JMW: tu formi anche praticanti infermieri. Nel tuo lavoro di formazione sono incluse anche abilità sciamaniche?

MH: Non direttamente, ma ci sono delle capacità diagnostiche intuitive, che ultimamente vengono attinte dallo stesso nucleo di insegnamenti di pratiche di diagnosi intuitiva.

Per esempio quando si insegna l'esame di un addome, lo studente deve imparare a proiettare la sua attenzione attraverso la parete addominale fino a raggiungere l'organo o la zona colpita.

Faccio cominciare gli studenti con “l'immaginare” le loro mani in profondità nell'addome e poiché molti infermieri sono davvero intuitivi di per sé, imparano rapidamente semplici tecniche di diagnosi energetica. Questo tipo di consapevolezza estesa può essere sviluppata per visitare ogni sistema del corpo, per esempio mentre si usa lo stetoscopio per sintonizzarsi nell'ascoltare i battiti cardiaci. Oltre a questo lavoro con i praticanti di infermeria, ora sto lavorando con l'Università per sviluppare un corso per praticanti complementari per aiutarli a sviluppare ed integrare le competenze cliniche ortodosse con le diagnosi complementari ed energetiche, così si va avanti ulteriormente.


JMW: Gli studenti ti domandano dove tu abbia appreso queste abilità? - Quanto sei in grado di essere aperta alle prospettive sciamaniche all'interno della tua impostazione professionale?

MH: Sono consapevole del fatto che gli studenti siano lì per imparare delle competenze specifiche e non sarebbe appropriato dirottare quel tempo e trasformarlo in sessioni di insegnamento sciamanico. Ma se gli studenti mi domandano apertamente dove abbia appreso queste competenze non ortodosse, lo dico loro. Sanno che mi sono formata con una donna di medicina nativa americana. Sono privilegiata a fare parte di un dipartimento dalle grandi vedute dell'università di Swansea ed apprezzo entrambe le interazioni sia con i colleghi, sia con gli studenti e ciò mi permette di ampliare ulteriormente il mio lavoro.

 

E poi, naturalmente, la conoscenza diventa un cerchio perfetto; molte di queste tecniche di guarigione sono familiari a persone che le hanno praticate per venti o trenta anni. Di recente, assieme a due amici anche loro medici, ho tenuto a Londra un seminario per medici, introducendo semplici tecniche energetiche. Molti dei partecipanti, essendo medici esperti, conoscevano intuitivamente quello di cui stavamo parlando.

 

Queste modalità di lavoro possono salvare delle vite. Per esempio, un giorno avevo un giovane uomo. Sua moglie mi aveva chiamato perché “non stava molto bene”. Per la visita ortodossa era tutto normale fino a quando misi il mio stetoscopio sul suo petto e capii che c'era qualcosa che non andava col cuore, ma non sapevo bene cosa fosse. Da un punto di vista ortodosso era tutto normale. Tuttavia lo mandai in ospedale. Il medico dei ricoveri mise in discussione le mie ragioni per l'ammissione, ma potei solo dire che era malato ed aveva bisogno del ricovero. Nel momento in cui il giovane varcò la soglia dell'ospedale, il suo cuore si fermò. Aveva avuto un attacco cardiaco silente. Non avevo potuto capirlo dai segni clinici, ma lo “sapevo”. Quando raccontai questa storia al seminario pubblico quasi ogni medico generico nella stanza disse “So esattamente di cosa stai parlando!”.

 

La conoscenza interiore che si sviluppa in questo modo di lavorare deriva dall'ampliamento della nostra gamma dei sensi e dalla sua applicazione alla nostra vita di tutti i giorni. Mio padre era un falegname e talvolta, durante la mia infanzia, lo sentivo dire che un pezzo di legno non era “felice”. Era in contatto con un tipo simile di conoscenza interiore, raccolta in molti anni di esperienza lavorativa con il legno, nata dalla pratica di fare per tanto tempo quel mestiere.

Così questa sensazione di conoscenza e queste competenze sono un aspetto del ruolo del guaritore, ma è una parte che abbiamo perso per aver istituzionalizzato la pratica della medicina e solo ora la stiamo recuperando nella nostra società occidentalizzata.

Il percorso di formazione che ho il privilegio di frequentare è un percorso cerimoniale, che onora il sé sacro sia dentro che fuori. Con lo sviluppo della disciplina, dell'onestà e della consapevolezza di sé, ci si allena all'espansione della coscienza e delle competenze nella guarigione. E' richiesta una base solida, da cui il guaritore può poi negoziare le estensioni difficili.

Se la struttura dell'energia non è ben ancorata, le capacità vengono dimenticate, o l'energia non può essere direzionata; il lavoro non porta frutto e non si giunge a nulla. Il grande vantaggio della formazione sciamanica è che dà una struttura solida e comprovata. Nel corso dell'apprendistato o della formazione, viene tutto testato in ogni fase.

Uno può pensare di avere imparato tutto il necessario, poi però il test può rivelare il contrario e questi cade a pezzi e sbatte il naso. Dovrà poi provare ancora una volta fino a quando non ce la fa.

Si tratta di un percorso ormai consolidato per imparare quale sia il nostro posto all'interno del Tutto, per creare quel “calderone di grazia”, dove le piene risorse dell'energia sacra entrano in gioco e contribuiscono nei processi di guarigione. Si tratta di un percorso di molta gioia e moltissime benedizioni ed onoro coloro che hanno dato il loro tempo e la loro energia a mio beneficio ed a beneficio di quelli che vengono in cerca del mio aiuto e della mia consulenza.

 

 

Note sull'autore

MARY HOPTROFF è un medico di medicina generale con 22 anni di esperienza. Vive e lavora nel Galles del sud e detiene la cattedra principale all'Università di Swansea.

Si è a lungo dedicata alla reintegrazione del Sacro nella vita di tutti i giorni, tiene corsi di formazione in counseling, ipnositerapia e guarigioni occidentali così come la medicina tradizionale. Per dodici anni si è formata ed ha completato un tirocinio con Arwyn Dreamwalker, una Sciamana del lignaggio dei nativi americani. Mary continua a praticare, estendendo il suo lavoro con Dreamwalker, mira a portare l'insegnamento, la guarigione e la vita professionale su percorsi nuovi e più estesi che abbracciano il Sacro di tutti i mondi.

Mary sta preparando due seminari di guarigione a luglio con Arwyn Dreamwalker dove ci sarà l'opportunità per i partecipanti sia di ricevere la guarigione sia di imparare a fondo questi metodi tradizionali di cura.

 

Note

Nota 1: “The Twenty”, o “il conteggio dei bambini” è un insieme di insegnamenti sulla natura dell'Universo. Vedere Sacred Hoop Numero 29 per un articolo su questi insegnamenti. Il modo tradizionale di raffigurare i numeri nel Twenty Count è generalmente il sistema dei glifi maya, questi consistono in un singolo punto per ogni numero compreso tra 1 e 4 ed un trattino per ogni 5. Ciò renderebbe il numero 3 un glifo di 3 singoli punti, il numero 12 composto da 2 trattini e 2 punti ed il numero 19 un glifo composto da 3 trattini e 4 punti, ecc

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