Accettare il Potere - cambiare la Percezione - di Jonathan Horwitz
Il potere degli Spiriti, l'equilibrio personale e lo sciamanesimo
30/09/2015
Questo articolo è stato pubblicato dalla rivista Sacred Hoop, Issue 89-2015. Traduzione italiana a cura dell'Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico
Gli spiriti sono il potere nello sciamanesimo. Per sottolineare questo dico spesso: “se non ci sono gli spiriti - non c'è lo sciamano”. Quando si parla di uno sciamano di qualsiasi cultura tradizionale, qualunque sia la parola nella sua lingua per indicare gli “spiriti”, ci sarà una parola che usano spesso.
Comunque, so che non è proprio comune parlare di spiriti nella cultura occidentale tradizionale ed a volte può sembrare che sia così anche nella sub-cultura sciamanica dell'Occidente anche al giorno d'oggi. Penso che sia perché c'è un sacco di gente che semplicemente non vuole parlarne. Sembra che vogliano ripulire lo sciamanesimo e trasformarlo in una sorta di psicoterapia. Ed in un certo senso, lo sciamanesimo è una sorta di psicoterapia, ma è anche molto di più.
Lo sciamanesimo si stima in modo prudenziale che sia stato praticato almeno negli ultimi 100.000 anni, anche se personalmente ritengo che una stima più accurata sarebbe più vicino ad un quarto di milione, od anche di più.
E per tutto questo periodo gli sciamani hanno lavorato assieme agli spiriti - e questa è la linea di base da cui partire.
Ricordo che una volta, un giorno proprio all'inizio del mio cammino sciamanico, stavo facendo le mie pratiche mattutine, chiamando i miei spiriti alleati e chiedendo loro “per favore di venire a me ed aiutarmi durante il giorno”.
Era solo un giorno normale, ma poi ricevetti quella che per me sarebbe stata un'esperienza molto potente. Tutto ad un tratto i miei tre principali spiriti alleati giunsero lì, seduti sul pavimento di fronte a me. Fu una delle esperienze più fisiche della presenza degli spiriti che avessi mai avuto. Non me l'aspettavo. Stavo solo iniziando la mia “solita” giornata.
Mi guardarono per un attimo e poi uno di loro disse: “Ora ti sei dato a noi”.
Non ero pronto a dare me stesso a qualcun altro - in nessun modo - od almeno così pensavo. Ero solo un principiante. Ero così scioccato che iniziai letteralmente a svenire, ma il mio maestro spirituale mi prese e mi disse: “Non ti preoccupare. Anche noi ci siamo dati a te”.
Per me avvenne così il vero inizio di tutto. E credo che sia così che accada, e che questo sia il modo in cui debba accadere; quando ci addentriamo profondamente nello sciamanesimo, lo facciamo andando oltre la singola sessione psicoterapeutica ed accediamo ad una fase di pratica spirituale: ci diamo agli spiriti.
Gli Spiriti ed il Potere
Gli spiriti danno il potere sciamanico ed il potere è qualcosa di cui parlo sempre quando tengo un seminario introduttivo.
La maggior parte di noi, nel corso della nostra vita, ha sperimentato l'abuso di potere in un modo o nell'altro. Questo rende il “potere” una parola sospetta in inglese e la gente spesso si sente molto a disagio quando la sente. Tuttavia, in danese, svedese e nelle altre lingue germaniche, ci sono due parole per il potere - Macht e Kraft – ed hanno significati diversi.
Macht significa “potrebbe” o “potere su qualcosa” e Kraft significa “energia” o “potere di sostegno”.
Ad esempio, una centrale elettrica, dove si genera l'elettricità, viene chiamata “kraftværk”, cioè un luogo in cui viene generato il potere energetico, mentre le forze armate della Germania nazista sono state chiamate “Wehrmacht”.
Quando insegno, chiedo alle persone di pensare a questi due tipi di potere e poi chiedo loro di immaginare un grande cerchio, l'Universo e di disegnare una linea punteggiata che passa proprio dal centro di esso. Da una parte li invito a mettere la parola “Macht” e dall'altra a mettere la parola “kraft”. Quella linea che passa dal centro è veramente facile da vedere quando la si guarda là nelle nostre menti ed incoraggio le persone ad iniziare la carriera sciamanica stando coi piedi saldamente centrati nella parte del cerchio dove c'è l'etichetta “kraft”.
Ma come si sa, la vita è difficile e quelli che decidono di proseguire nel percorso dello sciamano vengono messi alla prova. Per esempio, una persona viene da voi per una guarigione. Ha una malattia pericolosa per la vita e vuole che siate voi ad aiutarla. Per aiutarla dovete raccogliere tutto il potere che potete ottenere. Così invocate tutti i vostri spiriti e chiedete loro aiuto. Raccontate loro di questa povera persona. Sistemate tutti i passaggi in modo che gli spiriti portino potere sufficiente per sostenere la guarigione. Iniziate a notare che vi sentite sempre più pieni di energia ed in grado di fare il lavoro, ma allo stesso tempo, il vostro piede è sempre più vicino a quella linea punteggiata.
Ma vi sentite che avete ancora bisogno di più potere per aiutare quella persona. E poi cosa succede? Quella linea si muove? Oppure fate un passo oltre la linea entrando nell'altra metà del cerchio di potere?
La verità è che il potere è potere. Non c'è differenza tra l'uno e l'altro. “Kraft” e “Macht” sono solo concetti che sono utili per voi per mantenere il vostro orientamento. Ciò che conta davvero è il modo in cui vedete ed utilizzate il potere.
Qual è il vostro intento? Bisogna assumersi la responsabilità per ciò che si fa ed anche se siete solo dei principianti ed avete lì i vostri spiriti guida, è molto facile fare un passo oltre la linea. E quando lo facciamo siamo messi alla prova.
Questi sono i momenti in cui si impara qualcosa. I test reali non riguardano una promozione od una bocciatura. I test reali riguardano un apprendimento. Ed a volte gli spiriti ce li preparano solo per insegnarci qualcosa e se non impariamo, veniamo messi alla prova ancora ed ancora ed ancora fino a quando avremo finalmente capito.
Può essere difficile a volte, perché tutti noi vogliamo delle cose; vogliamo questo o quello, una casa più confortevole, la pace in famiglia; vogliamo che il mondo sia un posto migliore e per noi che si diventi delle persone migliori. Così l'intento è molto importante ed è davvero importante averne uno chiaro. Ma le nostre intenzioni derivano sempre da un luogo dove c'è quello che vogliamo, anche se si tratta di qualcuno che arriva per una guarigione - si vuole fare la guarigione per quella persona e si desidera che la persona venga guarita.
So che molte persone hanno una piccola formula che recitano quando vogliono qualcosa. Dice così: “Voglio ..... se va bene per me”. Nella mia esperienza e ci ho sbattuto la faccia abbastanza volte da saperlo, è assolutamente indispensabile avere fiducia cieca nei vostri spiriti alleati. E così faccio io. Mi fido di loro più di quanto non mi fidi di me. Quindi so che se formulo qualcosa dal luogo dove c'è quello che “io voglio” - anche se rientra nel caso che “vada bene per me” - spesso non ottengo per nulla quello che voglio. Invece, ottengo quello di cui i miei spiriti sanno che ho bisogno.
Il Potere deriva dall'esperienza

Quando iniziai a lavorare con lo sciamanesimo avevo da pochi anni compiuto trenta anni. Lo approcciai per circa dieci anni leggendo vecchi documenti etnografici e di psicologia antropologica, ispirato ad approfondire questo argomento. E poi entrai in contatto con Michael Harner. Michael mi insegnò come viaggiare ed in quel giorno tutto il lavoro che avevo fatto da solo per dieci anni si sistemò al proprio posto.
Lavorammo assieme per otto anni. Imparai molto durante quel periodo, ma erano soprattutto tecniche. Allo stesso tempo i miei spiriti cercavano di insegnarmi altre cose. Ebbero un certo successo, ma stavo ancora cercando di imparare a come fare “questo” ed a come fare “quello”. Gli spiriti non facevano nessun vero progresso con me fino a quando iniziai a capire che ciò che dovevo davvero fare era imparare ad essere un essere umano.
Impariamo le cose dall'esperienza ed appresi sempre di più che l'esperienza è il più grande maestro che ci sia, perché l'esperienza cambia la nostra percezione. Quando la nostra percezione viene modificata, impariamo ad accettare gli insegnamenti che ci vengono dati, anche se non sono gli insegnamenti che vogliamo - e questo, a sua volta, acuisce la nostra percezione.
Se la vita ci infligge un insegnamento che non vogliamo prima che la nostra percezione sia cambiata, lo si può considerare come “cattivo” o “sbagliato”. Accettando gli insegnamenti che si ricavano dall'esperienza, otteniamo che la nostra percezione si modifichi e questo cambia la nostra comprensione di come il mondo prenda forma e di come ne facciamo parte.
Credo che il presupposto più importante per praticare lo sciamanesimo sia vivere consapevolmente chi siamo veramente; sappiamo che non è sempre facile, soprattutto se ci mancano esperienze di vita.
La maggior parte di noi si è trovata davvero confusa durante la propria adolescenza. Anch'io l'ho vissuta così. La mia confusione fu ancora più grave quando fui arruolato nell'esercito, avevo ventidue anni e fui inviato in Vietnam. Ebbi sufficiente fortuna per tornare a casa con il mio corpo intatto, ma poi guardando indietro, so che avevo sofferto di una grave perdita dell'anima e mi ci volle un bel po’ '- più di venti anni - per affrontarla e guarirla.
Fu attraverso quella perdita dell'anima e la sua successiva guarigione che giunsi alla conclusione che una persona può essere a conoscenza di tutte le tecniche del mondo, ma se non ha coscienza di chi sia in realtà, è una persona incompleta.
Il Potere e la Percezione
Quando le persone vengono da me e mi raccontano di certe esperienze traumatiche che hanno vissuto in passato, cerco di convincerli a rivisitare la scena assieme al loro maestro spirituale ed a rivederla attraverso gli occhi del loro maestro spirituale. Ovviamente devono avere familiarità con lo sciamanesimo e se possono andarci con un viaggio sciamanico, questo è uno dei metodi di guarigione più potenti che io conosca.
Quando si vedono gli eventi della propria vita attraverso gli occhi dei nostri spiriti alleati, li si vede in un modo molto diverso di come li si è visti e sperimentati in precedenza. In altre parole, la percezione cambia.
Quello che potrebbe non sembrare tanto estremo per un adulto potrebbe essere davvero terrificante per un bambino, ma molto spesso se la persona ha la possibilità di vedere ancora una volta l'esperienza attraverso gli occhi dei suoi maestri spirituali, può poi lasciare andare la storia che ha portato avanti da tutta la vita e può vedere che c'è un premio per lei in tutto ciò: un dono di potere.
Quando andai in Vietnam da soldato, spesso mi chiedevo “perché io?”. Come Giobbe nella Bibbia, non riuscivo a vedere nessun senso o significato in tutto ciò. Anzi, avevo la sensazione che fosse abbastanza ingiusto per me e lo affrontai nel modo consueto cercando di bloccarlo.
Anni dopo sentii la chiamata a tornare in Vietnam ed ebbi l'incredibile privilegio di andare in pellegrinaggio con un monaco buddista e quattordici pellegrini vietnamiti. Mi fermai lì per un mese e quando il mio viaggio finì mi fu chiesto da una giovane ragazza se fossi potuto diventare suo padre adottivo. Un onore che accettai con gioia ed umiltà.
Quel mese fu uno dei mesi più felici ed appaganti della mia vita ed alla fine capii il motivo per cui ero stato mandato in Vietnam mentre ero un giovane soldato: ero stato mandato là in modo che sarei potuto tornare indietro una seconda volta, per stare con il monaco, per viaggiare con gli altri pellegrini, per essere perdonato e guarito, per incontrare mia figlia adottiva e per vivere molte altre esperienze di quelle che ti cambiano la vita -e la percezione.
Arrendersi al potere
Se vuoi scoprire chi sei, sta tutto nell'arrendersi. “Arrendersi” è una parola interessante, e, come per il “potere”, ciò che molte persone scoprono, lo trovano scomodo.
Quando i miei spiriti mi dissero che avevo “dato me stesso” a loro, quello che stavano dicendo in realtà era che mi ero arreso a loro. Credo che sia stato questo il motivo per cui per me fu un forte shock. Ero stato cresciuto nel mondo occidentale e non ero per niente disposto a cedere niente a nessuno.
Quando le persone pensano alla parola “arrendersi”, spesso pensano ad una bandiera bianca che viene sventolata od ad essere presi come prigionieri di guerra od a perdere uno dei propri diritti che si considerano inalienabili – o ad una cosa del genere. Arrendersi significa perdere.
Cioè, se ti arrendi al Macht, al “potrebbe”, che potrebbe anche essere vero, puoi davvero perdere (a meno che non si cambi la propria percezione ed allora si possono avere delle sorprese).
Ma se ti arrendi al Kraft, all' “energia”, si diventa pieni di energia; e questo è quello che sento che l'aspirante sciamano dovrebbe fare: arrendersi all'energia, arrendersi al potere che gli spiriti gli offrono.
Non è sempre facile accettare il potere, forse perché sappiamo che nel momento in cui accettiamo il potere poi dovremo cambiare la nostra vita. Trovo che questo sia così interessante e l'ho visto molte volte. Alcune persone arrivano ad un seminario introduttivo e portano delle esperienze veramente belle e potenti.
Poi, alla fine del workshop sono i primi ad uscire fuori dalla porta perché semplicemente non vogliono per niente guardarsi dentro: hanno paura del potere, hanno paura di riceverlo, hanno paura di usarlo, hanno paura di venire cambiati. La realtà è che un cambiamento in una qualunque forma arriverà comunque, ma se cediamo al potere stiamo attivamente partecipando al nostro cambiamento.
Dal momento che gli spiriti scelgono delle persone che li rappresentino nel mondo fisico, se la persona che viene scelta non se ne rende conto e non si arrende a loro, poi questo lui o lei potrebbe finire in un ospedale psichiatrico o peggio - e questa è una situazione in cui si perde e basta.
Ma poi, naturalmente, ci sono anche delle persone che capiscono e dicono: “Lo voglio fare! Voglio conoscere di più il senso della mia vita ed avere più coinvolgimento in essa”. Fanno un passo nella direzione della sfida di arrendersi al potere e prendono più potere nei confronti del mondo.
Il Potere nella comunità
E' importante ricordare che lo sciamanesimo riguarda anche la comunità. Non si tratta solo della propria guarigione. In origine, la guarigione sciamanica per l'individuo era guarigione anche per la comunità ed è ancora così - ma molte persone o se lo sono dimenticato o non l'hanno mai capito dal momento che hanno cominciato a concentrarsi, comprensibilmente, solo sulla propria guarigione. Ma quando c'è una qualunque forma di malattia nella comunità, allora è tutta la comunità a risentirne.
Penso che ci sia un prerequisito per vivere la vita in modo sciamanico ed è avere una forte predisposizione ad amare. L'amore per gli altri membri della comunità, che viene dall'amore per noi stessi.
C'è una meravigliosa poesia intitolata “Amore e Paura” del poeta ed artista australiano Michael Luenig dalla sua collezione chiamata “Una preghiera comune”.
Ci sono solo due sentimenti.
Amore e paura.
Ci sono solo due lingue.
Amore e paura.
Ci sono solo due attività.
Amore e paura.
Ci sono solo due ragioni,
due procedure, due orientamenti,
due risultati.
Amore e paura.
Amore e paura.
Mentre si pratica la guarigione sciamanica è necessario risvegliare la fiducia nelle persone che vengono a chiedere aiuto - la fiducia in se stessi e la fiducia nella vita. La fiducia è quello che mi piace chiamare un “sintomo dell'Amore”, un aspetto dell'amore. Il mondo ha bisogno del nostro amore ora. Abbiamo del lavoro da svolgere qui. Adesso.
Note sull'autore
Jonathan Horwitz lavora con lo sciamanesimo dal 1972. Nel 1986, ha fondato lo “Scandinavian Center for Shamanic Studies” assieme ad Annette Høst e da allora ha insegnato a livello internazionale. Jonathan ha lavorato come editore europeo al “A Journal of Contemporary Shamanism” e contribuisce regolarmente con articoli su “Sacred Hoop Magazine”.
Conduce tuttora seminari e ritiri assieme alla sua compagna Zara Waldebäck, a livello internazionale e nei boschi del sud Svezia ad Åsbacka dove vivono.
www.shamanism.dk
jonathan@shamanism.dk
Questo articolo è stato ispirato da un'intervista a Jonathan realizzata da Michael Stone per “The Shamanism Global Summit 2015”, un evento online gratuito organizzato da “The Shift Network”.
www.shamanismsummit.com
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