Cavalcare il cavallo - di Raven Kaldera
Lo sciamano come oggetto votivo
30/12/2014
Questo articolo è stato pubblicato dalla rivista Sacred Hoop, Issue 64-2009. Traduzione italiana a cura dell'Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico.
Ho un cliente che verrà al crepuscolo e mi sto preparando per il suo arrivo. Di solito potrei suonare il tamburo e cantare, o meditare, o fare rituali fisici con il mio partner, al fine di aprirmi in modo adeguato alle divinità ed agli spiriti.
Ho bisogno di essere un canale aperto per comunicare correttamente i messaggi giusti, in modo da sapere le cose giuste da fare. Ho bisogno di essere in grado di estraniare completamente me stesso e tutto mio il bagaglio, in modo da raggiungere una buona “chiarezza di segnale”, come la chiamano alcuni dei miei colleghi che lavorano con gli spiriti.
Oggi, però, è un lavoro molto diverso e molto più serio. Mi è stato chiesto di fare non solo un lavoro di mera divinazione e di guarigione, ma di essere un vascello vuoto per una divinità, lo spirito guida del mio cliente.
A volte non sono sufficienti solo la preghiera e l'ascolto.
A volte le persone hanno bisogno di guardare il loro spirito dritto in faccia e di porgere domande e di sentire una risposta formulata in parole umane, con voce umana. Questo succede quando chiamano me od uno dei miei colleghi che ha questo dono. Viene chiamata “possessione”, ed è la più difficile e la più rara tra le tecniche degli stati alterati.
Gli spiriti cominciarono a venire nel mio corpo quando avevo circa vent'anni . Prima di allora avevo parlato con persone defunte, con gli spiriti delle piante, ma non erano mai entrati nella mia carne. Quando ebbi vent'anni, però, fui colpito da una lunga malattia che si concluse con una esperienza di pre-morte ed una visione di smembramento da parte del mio spirito guida (e della sua famiglia composta da vari spiriti).
Una delle cose che mi fece, mentre mi macellava come un animale morto, fu un grande buco astrale che fece nella parte posteriore della testa. Più tardi gli spiriti avrebbero potuto entrare... ma solo quelli che il mio spirito guida avrebbe approvato. Ho la sua protezione e questa è una buona cosa, o diventerei folle in breve tempo.
Sono un neo-pagano, ma a suo tempo c'erano poche risorse in quella comunità religiosa per i pagani che venivano costantemente contattati dagli spiriti ed avevano classiche esperienze sciamaniche di rinascita e tanto meno per quelli che venivano posseduti. Dovetti contattare un centro di pratica di Umbanda (1) per chiedere aiuto. Loro mi insegnarono come gestire il fenomeno e come negoziare in modo adeguato riguardo al tempo, al luogo, al contesto ed alla sicurezza.
I miei spiriti non erano i loro spiriti, ma imparai a sufficienza per procedere in tutto questo. Negli anni successivi appresi ciò che era uno sciamano e che ero stato trascinato volente o nolente su questa strada ... e che questo atto di dare il mio corpo era solo una parte del lavoro.
C'è sempre stata una buona quantità di argomentazioni tra i ricercatori sulla discussione che la possessione da parte degli spiriti faccia parte o meno del bagaglio di tecniche dello sciamano. La risposta sembra essere: a volte, a seconda della tradizione culturale. La maggior parte delle tradizioni sciamaniche dei Nativi Americani hanno davvero poco se non addirittura nulla a che fare con tutto ciò.
D'altra parte però, è spesso un connotato principale in Africa ed in Eurasia. In Corea, ad esempio, non solo ci si aspetta che quasi ogni “mudang” (sciamano) dovrebbe essere in grado di essere posseduto da varie divinità e spiriti, ma la loro competenza è spesso giudicata a seconda di quanti spiriti possano sostenere.
Mircea Eliade, padre molto stimato della ricerca sciamanica, preferì relegare altrove il tema della possessione da parte degli spiriti e fu diffidente nell'inserirla tra le tecniche di competenza dello sciamano.
Parte del problema riguardo a questo tema era la cattiva reputazione che la possessione aveva ottenuto, derivata da una storia lunga e condivisa a livello mondiale di possessioni dolorose e non pianificate che a volte affliggevano la gente comune.
Di certo questo genere di esperienze hanno più notorietà rispetto alle possessioni pianificate condotte da coloro che lavorano con gli spiriti - dopo tutto, a cosa pensa la maggior parte della gente quando sente l'espressione “Possessione spiritica”? Probabilmente a qualcosa riguardo al film “L' esorcista”, con scene di urla, vittime che si contorcono e uomini santi che cercano disperatamente di estrarre quei loro demoni. Tutto ciò ha creato una sfiducia nella mentalità occidentale riguardo a qualunque cosa, anche a degli schiaffi, da parte di un potere esterno che prende il controllo di un corpo umano, a prescindere dagli intenti, dal contesto e dal risultato.
Non sto cercando di dire che non accada quella sorta di problema prima menzionato; anzi, può succedere e mi è capitato di dover ripulire la situazione qualora le persone ignare venissero possedute da spiriti nocivi. Nella mia esperienza però, vi è un mondo di differenza tra tale scenario ed il tipo di lavoro che svolgo per i miei clienti e per il rito di gruppo. A volte le persone hanno bisogno di toccare il numinoso da vicino e la possessione da parte degli spiriti in modo esperto ed appropriato è uno dei modi in cui possono verificarlo.
Per il mio cliente questa sera, ho fatto un bagno rituale ed ho meditato, concentrandomi sul ripulire la mia mente da tutto tranne che dalla divinità specifica che abiterà nella mia carne, indossando il mio corpo come un abito, utilizzandomi come l'autista di una limousine spirituale, una interfaccia per parlare con il mio cliente.
Ho preparato un altare per questa divinità ed ho pregato prima di farlo, permettendole di estendere la sua energia dentro di me. Le è stata preparata una bevanda speciale a base di frutti a lei sacri, messa in bottiglia, posta sull'altare per tre giorni; quando la bevo, la sua energia diventa come un filo che lei può usare per dirigere dentro di me alcune piccole parti di se stessa.
Sono ancora come il mio assistente mi ha vestito con l'abbigliamento sacro della divinità. Il costume aiuta, in parte perché è intriso della sua energia, in parte perché aiuterà il cliente a vedere lei e non me (e questo aiuta perché non ho un corpo da femmina) ed in parte perché mi trasforma in un oggetto votivo. Io sto passivamente mentre mi vengono messi i vestiti, ponendo me stesso in una modalità passiva ed aperta, pronto ad essere “cavalcato”.
Essere cavalcato, così è come lo definiscono in Africa, nei Caraibi e nelle religioni scaturite dal matrimonio tra queste due parti del mondo attraverso la schiavitù. La persona che viene cavalcata è un “cavallo”. Così è come sono ora: imbrigliato e pronto per il fantino.
La possessione reale non riguarda il toccare il divino dentro; riguarda l'aprirsi al divino, senza quella parte che è più grande di te, che potresti toccare, ma che non puoi controllare. Il mio lavoro non è quello di collegarmi con la parte di me che è questa divinità o di trovarla dentro di me. Il mio lavoro è semplicemente tenere l'inferno fuori dalla situazione. Lei gestisce il resto.
Io lavoro all'interno della “Tradizione del Nord”, il che significa che sono uno che lavora con gli spiriti in uno specifico contesto culturale: lo sciamanesimo antico pre-medievale norreno-germanico. Dal momento che non vi è quasi nessuna informazione scritta su questa tradizione - veniva tramandata per via orale e mai scritta prima delle conversioni dell'Età del Ferro - sopravvive oggi come pratica spirituale insegnata ad un piccolo ma crescente numero di persone che lavorano con gli spiriti. Siamo stati tutti chiamati dalle divinità e dagli spiriti specifici di questa tradizione, confrontiamo gli appunti dal momento che stiamo reimparando da loro. A volte le cose sono molto diverse; a volte le somiglianze sono sorprendenti.
Le differenze sembrano per lo più risiedere nel fatto che noi che lavoriamo con gli spiriti siamo tutti diversi ed abbiamo vari doni e talenti e Loro sanno che è così ... e, naturalmente, diverse divinità e spiriti guida all'interno della stessa cosmologia chiederanno ad uno di fare cose differenti.
Tuttavia, sembra che la possessione sia decisamente uno degli elementi della lista.
Anche se non tutti tra noi sono cavalli, alcuni certamente lo sono e sembra che gli antichi vogliano che questa tecnica faccia parte della tradizione sciamanica moderna. Come ci dobbiamo muovere su questo tema? Tocca a noi navigare nelle acque di questa pratica, elaborare i nodi sociali e renderla sicura come qualsiasi altra pratica che coinvolge gli esseri degli altri mondi che possono eventualmente avere i propri scopi.
Alcuni anni fa andai ad un raduno neo-pagano e mi unii ai percussionisti ed ai danzatori attorno al falò principale. Rimasi lì suonando il tamburo ed ondeggiando quando improvvisamente qualcuno cominciò a ballare molto vicino a me.
Mi voltai, sorridendo e rimasi di ghiaccio quando lo guardai negli occhi. Li sentivo aperti e qualcuno passò attraverso di loro... i loro corpi urlarono e ballarono attorno al fuoco per un minuto o due, dopodiché se ne andò, dopo aver suscitato abbastanza scalpore. Io capii immediatamente che quella persona era un “cavallo” e che il mio tambureggiare aveva aperto la porta a qualcuno per passare attraverso e danzare. Il problema era che il personale dell'organizzazione dell'incontro non era preparato per una possessione e non ha capito cosa stesse succedendo. Pensarono di essersi ritrovati per le mani un viaggio fatto con la droga e finito male ed i loro tentativi di rimediare furono davvero inutili a causa di ciò.
Il giorno successivo il ballerino venne da me e si presentò come Kenaz Filan, un “si pwen” (un iniziato al secondo grado) di un Tempio Voudoun a New York.
Lo spirito Iwa Ogou era passato attraverso Kenaz, anche se certamente non per la prima volta. Parlammo delle difficoltà riguardo allo spiegare la possessione alle persone che ancora si stanno riferendo a “L'esorcista”, od a quelle che non ci credono affatto.
E' una cosa difficile: per credere in una possessione spiritica, uno deve credere negli spiriti; altrimenti il “cavallo” è semplicemente malato di mente od altamente manipolatore. Oltre a questo, è anche possibile che ci siano persone che simulano una possessione perché sono deliranti o stanno cercando di ottenere attenzione - c'è anche la possibilità molto reale che qualcuno abbia la giusta facoltà per essere scelto per questo lavoro. Come spiegare la differenza?
Kenaz ed io decidemmo di scrivere un libro su questo argomento, perché ci rendemmo conto che nessuno aveva scritto nulla con i piedi per terra, sul tema, da un punto di vista interno. Erano sempre stati ricercatori a scrivere di persone come noi, accademici che non credevano alla realtà di ciò che stavamo facendo ... e quindi sarebbero sempre mancati alcuni punti piuttosto importanti. Questo punto di vista non è utile per i principianti “cavalli”' che ancora non sanno come gestire ciò che sta accadendo loro, od il facilitatore del gruppo spirituale che ha un “cavallo” per le mani ed ha bisogno di sapere come capire ciò che è falso e ciò che è reale, ciò che deve essere cacciato e quello che deve essere onorato.
In alcune tradizioni spirituali che ancora una volta tornano a rivivere al giorno d'oggi, la pratica del rituale di possessione sta aumentando... ed i capigruppo sono troppo spesso disorientati su cosa fare. Le divinità e gli spiriti hanno voglia di tornare a camminare nel mondo ancora una volta, come facevano un tempo, ma è un altro mondo ora. Sta a noi, in qualche modo, fare in modo che tutto ciò funzioni.
La mia mano raggiunge la bevanda sull'altare e la gusto sulle mie labbra. Quasi immediatamente, comincio ad assopirmi. Le cose diventano sfuocate. Non c'erano droghe nella bevanda - quella è una tecnica che non ho il permesso di adottare - ma non sono nemmeno necessarie. L'energia di quella divinità piomba su di me come un impeto, come un'onda dell'oceano che si rompe sopra la mia testa ed io scivolo in un luogo tranquillo dove mi metto ad aspettare. A volte sono presente ma distante, non sentendo niente e vedendo come attraverso una finestra, mentre il mio corpo si muove e cammina, parla alla gente, a volte fa cose che non sarei in grado di fare. A volte scivolo nell'oblio e rimango bloccato nel tronco.
Questa è una di quelle volte. Qualunque cosa fosse quello che la divinità che ospitavo avesse da dire ai suoi devoti, non era per le mie orecchie.
Per queste poche ore sono stato un oggetto votivo, un semplice contenitore per il sacro.
Quando è tutto finito, vado a casa e continuo a fare il mio lavoro, non più divino di prima.
La luce negli occhi dei clienti, l'espressione sul loro volto quando sono tornato ancora intontito, tutto ciò è sufficiente per ripagarmi, ogni volta.
Note:
(1) Umbanda è una religione Afro-Brasiliana che mescola le religioni tradizionali Africane con il Cattolicesimo e lo Spiritismo.
Raven Kaldera è uno sciamano praticante della Tradizione del Nord, vive in una fattoria, astrologo, attivista transessuale ed autore di molti libri, tra cui “Northern Tradition Shamanism Series” e “Drawing Down the Spirits” scritto assieme a Kenaz Filan.
cauldronfarm@hotmail.com
www.northernshamanism.org
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