Considerazioni Etiche sulla nascita di una Psicoterapia orientata allo Sciamanesimo - di Daniel Foor - 1^ parte
Saggio di Daniel Foor - Saybrook Graduate School and Research Center - Prima parte
26/05/2014
Articolo tratto dall'archivio della Shaman Society e pubblicato su gentile concessione. Traduzione italiana a cura dell'Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico.
Introduzione
Questo saggio delinea l'uso di metodi di guarigione sciamanica in un ambiente di psicoterapia con particolare attenzione alle questioni etiche. La posizione dell'autore è che la pratica di guarigione sciamanica differisce dalla cultura della psicoterapia in alcuni punti importanti, ed i medici che utilizzano i metodi di guarigione sciamanica potrebbero beneficiare di un ulteriore approfondimento degli orientamenti teorici ed etici che influenzano la loro pratica. Dapprima vengono descritti i metodi di guarigione sciamanica tradizionale. Di seguito vengono a loro volta considerati gli aspetti teorici e clinici relativi ad una psicoterapia orientata allo sciamanesimo. Le fonti sono molteplici, tra cui una ricerca psicologica ed antropologica sullo sciamanesimo contemporaneo, testi scritti da medici che praticano lo sciamanesimo e risorse da internet sulla pratica della psicoterapia attuale come si relaziona allo sciamanesimo.
Considerazioni Etiche sulla nascita di una Psicoterapia orientata allo Sciamanesimo
Lo sciamanesimo nel contesto di questo saggio si riferisce ad un fenomeno complesso e diversificato presente in tutto il mondo che include i metodi di guarigione tradizionali o dei popoli indigeni. La descrizione dello 'sciamano' è un ruolo definito a livello culturale tra i popoli siberiani degli Evenki e dei Buryat (Chonbaatar, 2005). Questa parola degli Evenki ha dato origine al termine complesso 'sciamanesimo' che viene usato per indicare ciò che è ricorrente e quasi universale tra le pratiche spirituali tradizionali o indigene che sono grandemente diversificate. L' Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite stima che il 70 % di tutti gli esseri umani si basino su sistemi tradizionali “etno-medici” di guarigione (Mahler, 1977). Molti di questi metodi tradizionali condividono non solo principi comuni di base, ma utilizzano anche tecniche simili per affrontare l'intero spettro di malattie fisiche, psicologiche e spirituali (Grossinger, 1995). Ai fini di questo saggio, queste somiglianze saranno enfatizzate e riferite allo sciamanesimo od alla guarigione sciamanica. La psicoterapia si riferisce qui alla prestazione di servizi di guarigione psicologica da parte di professionisti della salute mentale per i singoli individui, per le coppie, per le famiglie o per gruppi di tutte le età. La psicoterapia è situata nel più ampio contesto della psicologia, un campo multidisciplinare di studio e di pratica che si è sviluppato in gran parte nel corso degli ultimi 100 anni, prevalentemente nelle nazioni industrializzate occidentali. Fino a poco tempo fa era stata limitata l'influenza reciproca tra la guarigione sciamanica tradizionale e gli approcci alla guarigione della psicologia occidentale. Ad oggi tuttavia c'è un numero crescente di professionisti esperti in salute mentale che si sono specializzati anche nei metodi di guarigione sciamanica, a volte ancora prima della loro formazione come psicoterapeuti (Society of Shamanic Practitioners, 2005). Questo saggio considera sia gli aspetti teorici che pratici dell'uso di metodi di guarigione sciamanica in un contesto psicoterapeutico e mette in evidenza alcune delle questioni etiche venutesi a creare in seguito a questa integrazione che è già in corso.
Panoramica sulla Guarigione Tradizionale Sciamanica nella Teoria e nella Pratica
Dopo aver vissuto tra sciamani e guaritori tradizionali in tutto il Sud-Est asiatico e sull'Himalaya, David Abram (1996) nel suo lavoro pionieristico “The Spell of the Sensuous” conclude che gli sciamani sono definiti principalmente dal loro ruolo di mediazione tra il mondo umano ed il mondo non-umano, un ruolo che include la responsabilità di essere un guaritore per la comunità umana, ma non è solo limitato a quello. Egli prosegue affermando che "la devozione primaria è all'uomo di medicina, quindi, non è rivolta alla comunità umana, ma alla rete di relazioni sulla terra di cui una comunità fa parte - è da ciò che deriva il potere di un guaritore o di una guaritrice di alleviare la sofferenza umana - e questo decreta chi sia lo stregone locale da parte di altre persone" (p. 8). Oltre alla qualità di essere un ponte od un mediatore, gli scrittori di sciamanesimo hanno ripetutamente sottolineato la capacità dello sciamano tradizionale di "Accedere a stati alternati di coscienza secondo la sua volontà" (Heinze,1991, p. 13). Facendo eco a questa rappresentazione del ruolo dello sciamano come un mediatore od un ponte ed un maestro di stati estatici, l'antropologa Joan Halifax (1979) descrive lo sciamano come "non solo uno specialista nell'anima umana, ma anche come uno specialista in generale le cui funzioni sacre e sociali siano in grado di coprire una gamma di attività straordinariamente vasta" (p. 3). Di particolare interesse per la vocazione della psicoterapia è il ruolo dello sciamano come guaritore di singoli esseri umani, delle loro famiglie e delle comunità estese. La questione di chi possa essere a ragione considerato uno sciamano od un guaritore sciamanico è in funzione di come sia definito il ruolo dello sciamano se in modo ampio o ristretto. Ad una estremità di questo spettro, a condizione che uno sia abile nell'uso di stati alternati di coscienza per relazionarsi a forze od esseri non-umani a beneficio di altri esseri umani, lui o lei possono essere considerati degli sciamani. "Uno sciamano è un guaritore che ha la capacità di viaggiare in altri mondi della realtà, comunicare e lavorare con gli spiriti alleati e con gli animali di potere per portare guarigione alle persone, alla comunità in generale ed alla terra ed a tutto ciò che abita la terra" (Drake, 2003, p. 193). Alcuni restringono l'uso del termine sciamano o guarigione sciamanica tracciando distinzioni cross-culturali tra guaritori sciamanici, sciamani, guaritori, medium, sacerdoti e stregoni (Winkelman , 2000). Distinzioni simili possono essere trovate tra gli insegnanti contemporanei di sciamanesimo che operano una distinzione tra guaritori che non sono sciamani ed il ruolo più complesso ed impegnativo degli sciamani completi (Sams, 1990). Alcuni sostengono una restrizione del termine sciamano ancora maggiore riconducendola al suo uso originale presso gli Evenki o culture indigene correlate presenti in Siberia (Kehoe, 2000). Queste polemiche che circondano la definizione di sciamano e di sciamanismo riflettono il fatto che ci sia un numero crescente di individui, spesso non di discendenza diretta indigena o tribale, che si sono specializzati e pretendono apertamente di praticare una qualche versione di guarigione sciamanica.
Indipendentemente dal fatto che uno sciamano si sia formato con gli anziani indigeni tradizionali o con il Core-Shamanism o con il movimento Neoshamanism (Wikipedia , 2005), ci sono alcune similitudini nel come la malattia venga concettualizzata e trasformata; in senso più ampio, nelle funzioni di guarigione sciamanica a livello del significato. Krippner (1999) caratterizza gli sciamani come i "creatori di miti primordiali" (p. 110) e scrive che "per lo sciamano, la totalità della realtà interiore ed esteriore e' fondamentalmente un sistema immenso di segnali" (p. 109). La diagnosi dello sciamano della malattia e del trattamento successivo conferisce un senso di significato alla sofferenza del paziente e questo ha contribuito a descrizioni degli sciamani come i primi psicoterapeuti (Krippner , 1991). Tuttavia, a differenza della maggior parte delle psicoterapie, le sessioni di guarigione sciamanica tradizionale spesso si verificano nel contesto della cerimonia della comunità. Winkelman (2000) afferma che "le cerimonie di guarigione sciamanica funzionano per migliorare la salute ed il benessere attraverso l'intensificazione dell'identità del gruppo, rafforzando la coesione nella comunità e l'impegno verso la persona ammalata, reinserendola nel gruppo sociale e risolvendo le difficoltà tra i membri della comunità "(p. 98). Inoltre, a differenza della psicoterapia, quando viene richiesto ad uno sciamano di eseguire una cerimonia di guarigione, questa è spesso un evento di una sessione unica, che varia a seconda dei casi da alcuni momenti ad alcuni giorni, in cui la famiglia o la comunità allargata è tenuta a sostenere la cerimonia ed a rimanere attiva nel processo di integrazione a seguito della guarigione.
La guarigione sciamanica tradizionale differisce dalla psicoterapia in gran parte anche per la sua metodologia e per la tecnica. La capacità dello sciamano di effettuare la guarigione deriva dalla relazione con una combinazione di spiriti alleati, forze naturali ed esseri ancestrali (Krippner, 1997). Dopo aver lavorato direttamente con 122 sciamani in tutta la Cina, l'Himalaya ed il Sud-Est asiatico, l'antropologa Ruth - Inge Heinze (1991) definì quale fosse il nucleo delle cerimonie sciamaniche, cioè che sono necessariamente precedute da invocazioni a queste entità spirituali e vengono concluse con il ringraziamento inviato alle stesse entità. Parentesi tra questa invocazione e l'invio del ringraziamento c'è la cerimonia stessa di guarigione, sia comunitaria che individuale, in genere comporta quello che è stato variamente definito uno "stato sciamanico di coscienza " (Harner , 1988, p. 179), "stati alternati di coscienza " (Heinze , 1991, p. 13) e "stati alterati di coscienza" (Winkelman , 2000, p. 113). Questo autore preferisce usare il termine tecnico degli stati alternati di coscienza (ASCs) per sottolineare che tali stati non sono univoci solo dello sciamanesimo e per evitare l'associazione degli "stati alterati" all'intossicazione fisica intesa nell'inglese di uso comune.
L'uso di stati alternati di coscienza è pratica comune ma non sempre necessaria allo sciamano durante una sessione di guarigione ed un tale spostamento di coscienza può verificarsi oppure no, od essere previsto per la persona che viene trattata. Un'ampia varietà di tecniche vengono usate interculturalmente tra gli sciamani per indurre stati alternati di coscienza, tra cui il suono del tamburo, il canto, la danza, la meditazione, la preghiera, il digiuno, l'alterazione di respirazione e l'ingestione di sostanze psicoattive. L'utilizzare stati alternati di coscienza durante una sessione od una cerimonia di guarigione, non significa che lo sciamano non sia in grado di agire come un normale membro della società quando non si trova in uno stato alterato (Heinze , 1991), né esclude la possibilità di interazioni lucide ed efficaci anche quando si trovi in stati alternati di coscienza. Dal punto di vista dello sciamano, stati alternati di coscienza sono legati alla funzione mediatrice dello sciamano e sono utilizzati per garantire una valutazione accurata delle condizioni del paziente, nonché un'efficace collaborazione con gli spiriti aiutanti necessari per effettuare la guarigione. Oltre a fare una guarigione per il paziente e la comunità, il cuore della cerimonia di guarigione prevede spesso l'intervento dello sciamano nello spazio psichico od energetico che comprende il corpo fisico del cliente e che gli sta attorno. Questo intervento diretto nello spazio personale psicofisico del cliente può comportare o no il contatto fisico o la comunicazione verbale e può richiedere un piccolo coinvolgimento attivo o nessuno da parte del paziente al di là della richiesta originale per la guarigione (Drake, 2003). Le azioni eseguite dallo sciamano in genere comportano la rimozione di energie giudicate fuori luogo od inutili, l'introduzione di elementi precedentemente mancanti od energie di sostegno ed il ripristino globale di equilibrio e di vitalità nei corpi fisico, energetico e spirituale del paziente. Dall'inizio alla fine lo sciamano è preposto a sorvegliare ed a dirigere la cerimonia di guarigione, guidato dai suoi spiriti alleati e più in generale dal sacro o divino come viene concettualizzato nella cultura dello sciamano. Si intende che lo sciamano sia guidato da una profonda connessione con gli spiriti, gli viene concessa fiducia ed autorità dall'ambiente culturale come ad un'autorità spirituale, ed è impegnato a sostenere i valori sacri e le cerimonie delle persone servite.
Psicoterapia orientata allo Sciamanesimo in Teoria
Il movimento di utilizzare i concetti e le tecniche sciamaniche nello spazio psicoterapeutico pone la questione di che cosa dell'approccio sciamanico, se non nulla, possa essere incompatibile con l'attuale prassi della psicoterapia. Può uno psicoterapeuta presumere apertamente o credere che ci possa essere un pieno significato nei rapporti reciproci con gli spiriti animali, con i parenti morti o con le guide ancestrali? Si può costruire un quadro coerente con un trattamento di psicoterapia con credenze che divergono significativamente dalle credenze della cultura dominante? Che cosa succede se entrambi, lo psicoterapeuta ed il cliente condividono lo stesso punto di vista di minoranza all'interno della cultura dominante? Se le credenze sottostanti o l'orientamento teorico dello psicoterapeuta non siano mai stati discussi apertamente, è ancora eticamente praticabile la via di sostegno alla guarigione di un cliente utilizzando metodi che il cliente rifiuterebbe se ne fosse pienamente informato? Questa è la posizione di questo autore secondo cui senza un quadro coerente teorico in grado di entrare in dialogo con la psicologia tradizionale, le tecniche sciamaniche non hanno alcun contesto o spiegazione razionale per sostenere il loro uso nell'impostazione della psicoterapia. Inoltre, senza nessuna teoria sottostante orientata allo sciamanesimo gli interventi vengono abbandonati con molta più probabilità, applicati al di fuori del loro contesto tradizionale, o considerati non etici dalla morale psicologica.
Molti aspetti importanti della guarigione sciamanica che possono entrare in conflitto con la cultura prevalente e le credenze della psicoterapia riguardano l'accento pesante messo sulla disconnessione dal mondo non-umano come fonte di disagio psicologico, la relativa mancanza di considerazione data alla ricerca empirica nella guarigione sciamanica, la percezione dello sciamano come un esperto con accesso alla conoscenza altrimenti inaccessibile (Krippner, 1999), il linguaggio descrittivo e la fede nell'energia sottile e la convinzione che si possano avere rapporti reciproci con esseri non umani e non-fisici. A ben guardare, le tre questioni correlate alla percezione dello sciamano come esperto che può accedere a conoscenze particolari, le questioni del lavoro con energia sottile e la consapevole collaborazione con gli spiriti non-fisici sembrano più una sfida alla visione del mondo in cui è immersa attualmente la psicoterapia.
Ognuno di questi potenziali ostacoli allo sviluppo di un quadro teorico per la psicoterapia orientata allo sciamanesimo viene considerato di seguito con maggiore approfondimento.
L'interconnessione sottolineata nello sciamanesimo non riguarda solo la comunità umana, ma si estende ad includere entrambi i mondi non umani e non-fisici. Al contrario, l'esperienza di disconnessione da questa grande rete di coscienza è intesa essere alla base di molte forme di sofferenza psicologica e culturale (Drake, 2003). Le teorie sistemiche e le ipotesi di interconnessione sono già state chiaramente definite, e regolarmente applicate nei rapporti umani da molti terapisti esperti di matrimonio e di famiglia (Hoffman, 2002). Nel campo della Eco - psicologia sono stati sviluppati vari modelli che si estendono oltre le semplici relazioni umane e tentano di indirizzare il nostro distacco percepito dalla vita non umana (Conn, 1995). Nel campo della psicologia trans-personale e di alcune espressioni della psicologia umanistica, viene data una notevole attenzione alla nostra connessione percepita od alla sua mancanza di un più grande senso di spirito, di sacro o di divino. Per citare Abraham Maslow (1968), una forza influente per entrambi i campi della psicologia, "Senza il trascendente e il trans-personale ci ammaliamo, diventiamo violenti e nichilisti, oppure rimaniamo senza speranza e siamo apatici" (p. iv). Nella teoria orientata allo sciamanesimo, unico elemento potenzialmente nuovo per la grande tradizione psicologica, è quello che le culture tradizionali tendono a sottolineare che la propria esperienza di vita non-umana o non-fisica è veramente reciproca, sia nella teoria che nell'esperienza vissuta. Il provare interesse per un salmone in un fiume ed il dialogare con il Salmone come spirito intelligente, questo differisce ma in modo simile dal pregare Dio ed ancora dall'ascoltare risposte chiare da parte di Dio. In ogni caso, non vi è alcun problema sostanziale nella teoria, ma la natura intima e vividamente reciproca del rapporto può essere una sfida per i terapisti ed i clienti più chiusi di mentalità.
Per quanto riguarda la ricerca empirica ed il suo ruolo nella creazione di una valida psicoterapia orientata allo sciamanesimo, tale ricerca è infine prevista come un approccio, nuovo od in via di sviluppo, alla psicoterapia. I metodi di guarigione sciamanica sono stati utilizzati dalla maggior parte degli esseri umani come mezzo primario di guarigione per almeno diverse migliaia di anni (Halifax , 1979). Nella misura in cui la guarigione sciamanica è anteriore sia alla scienza moderna che al campo della stessa psicologia, questo patrimonio consolidato può spiegare l'ambivalenza di alcuni guaritori sciamanici verso la necessità di ricerche empiriche per giustificare i propri metodi.
Inoltre, la guarigione sciamanica, come la psicoanalisi o la psicoterapia del profondo è un'arte altamente idiosincratica e complessa che rende difficile studiarla in modo strettamente empirico o quantitativo. Come evidenziato dalla piccola ma crescente quantità di ricerche sulla guarigione sciamanica, c'è tuttavia qualche movimento per studiare l'efficacia di questi metodi (Winkelman , 2000). Questa ricerca può essere contestualizzata con altri studi empirici su temi come gli effetti fisici della meditazione, della preghiera e del lavoro energetico. La cosa più importante per le prospettive di una psicoterapia orientata allo sciamanesimo è che non c'è nulla nello sciamanesimo che impedisca categoricamente tale ricerca empirica, si può concepire una ricerca efficace di strumenti che riflettano la conoscenza approfondita dei metodi e delle tecniche studiate.
Tradizionalmente ci si aspetta che gli sciamani “accedano alle informazioni che non sono ordinariamente disponibili ai membri del gruppo sociale che ha dato loro uno status sciamanico, e poi utilizzino queste informazioni per soddisfare le esigenze di quel gruppo e dei suoi membri" (Krippner , 1999, p. 109). Questo è sia simile sia diverso dalle aspettative culturali di uno psicoterapeuta. A seconda del proprio orientamento teorico, agli psicoterapeuti, così come agli sciamani, si richiede che guidino sessioni di guarigione e che agiscano da esperti o guide nello spazio terapeutico. Così come gli sciamani, anche gli psicoterapeuti possono impiegare una miscela di interventi di entrambi i tipi sia direttivi che non direttivi a seconda delle esigenze del cliente e dell'orientamento teorico del terapeuta. Anche tra i medici che adottano un approccio centrato sul cliente non direttivo il terapeuta riceve sempre il pagamento alla fine della sessione e viene visto come un esperto od una guida nel percorso di guarigione. In questo senso il guaritore sciamanico ed il terapeuta sono entrambi percepiti come esperti o guide nel percorso di guarigione.
A differenza degli sciamani, non si richiede che gli psicoterapeuti accedano alle informazioni attraverso mezzi speciali come la chiaroveggenza od il rapporto con gli esseri non-fisici. Per esempio la psicoterapeuta e guaritrice sciamana Sandra Ingerman (1991) scrive: "Il mio colloquio con i clienti si differenzia alla prima sessione, ci si potrebbe trovare nella psicoterapia tradizionale. Per fare un recupero dell'anima con successo non ho bisogno di sapere la storia di una persona" (p. 64). Sandra continua a segnalare che riceve informazioni dettagliate sulla storia personale dei suoi clienti, di solito durante la sessione e direttamente dai suoi spiriti guida. In un contesto tradizionale questa aspettativa che gli sciamani abbiano accesso a conoscenze specifiche amplia il campo di applicazione della pratica per includere non solo la guarigione dello squilibrio psicologico, ma anche sfide come determinare la posizione di ciò che ha perduto un cliente che viene per la prima volta (Sarangerel, personal communication, luglio 2005). Questa capacità degli sciamani di accedere a conoscenze particolari li allinea in qualche modo ai sensitivi ed ai chiaroveggenti, ad alcuni dei quali è stata concessa la licenza di operatori per la salute mentale e pretendono apertamente di accedere a conoscenze specifiche nella loro pratica clinica (Neimark, 1997). Né è limitato a sciamani, sensitivi o veggenti l'accesso a conoscenze particolari od altamente intuitive. Coloro che lavorano terapeuticamente con i sogni riconoscono che chiunque possa potenzialmente ricevere conoscenze specifiche attraverso un sogno (White, 2002). Che i sogni possano essere un canale per una conoscenza speciale od altrimenti inaccessibile, sottolinea l'impossibilità di escludere tutte le richieste di accesso a conoscenze specifiche sia da parte del cliente che del terapeuta. Eticamente, la maggior parte delle preoccupazioni riguardanti la questione delle conoscenze specifiche include il valutare la correttezza delle richieste di ciascuno per accedere a questo tipo di conoscenza e le dinamiche di queste richieste per il cliente che cerca la guarigione. La preoccupazione dell'accuratezza da parte del medico è quella di esporre chiaramente le proprie competenze, una necessità che si applica in egual misura a qualsiasi aspetto della pratica clinica. Proprio come le interpretazioni di uno psicoanalista a volte falliscono il bersaglio, così sono i veggenti o gli sciamani che si affrettano a sottolineare che a volte può capitare. Dalla parte del cliente la questione di accuratezza richiede che il medico sia in grado di distinguere tra psicosi, apertura spirituale e le varie forme di contatto con lo spirito, ognuna delle quali ha una dinamica diversa. Le preoccupazioni riguardo a come venga usata questa conoscenza riguardano aspetti relativi più alla pratica clinica che alla teoria e saranno affrontati come tali. A condizione che si rimanga focalizzati sul benessere del cliente, non sembra esserci alcun problema inconciliabile se un operatore autorizzato per la salute mentale lavori da un quadro teorico o visione del mondo che consenta sia al cliente che al medico di accedere alla conoscenza speciale, anche proveniente da guide o spiriti aiutanti. A seconda della popolazione coinvolta, mantenere un tale punto di vista può effettivamente essere più congruo con i valori e le credenze del cliente.
Nella misura in cui i guaritori sciamanici si basano su concetti di energia sottile, si allineano al campo emergente della psicologia energetica. L'Associazione Comprehensive Energy Psychology (ACEP) descrive la psicologia energetica come "una famiglia di tecniche per mente / corpo che sono clinicamente osservate per aiutare in modo consistente con una vasta gamma di condizioni psicologiche" (2005). L' ACEP individua tre principali fonti di influenza tradizionale nel campo della psicologia energetica tra cui i percorsi di energia che si riferiscono ai sistemi dei meridiani come previsto dalla medicina tradizionale cinese, i centri di energia che si riferiscono al modello dei chakra, ed il campo energetico umano che comprende qualsiasi sistema di energia inteso ad avvolgere il corpo fisico. Esistono tradizioni terapeutiche sciamaniche all'interno di ciascuno di questi tre flussi culturali con la maggior parte che rientra nell'ultima vasta categoria del campo energetico umano. Per quanto riguarda un supporto empirico ad una posizione teorica che dà credito alle energie sottili, l'homepage dell'ACEP fa riferimento a ricerche approfondite nel campo della medicina energetica e della psicologia energetica. Indicando un terreno comune tra la maggior parte delle guarigioni tramite psicoterapia e tramite sciamanesimo, la professoressa e sciamana Ann Drake afferma che "ciò che manca nella teoria psicologica è un quadro di riferimento che includa la realtà energetica dell'esistenza" (Drake , 2003, p. 92). Drake suggerisce che quando i medici lavorano con dinamiche relazionali come proiezione, transfert e contro-transfert, in realtà stanno già lavorando con l'energia sottile anche se non la nominano esplicitamente o la concettualizzano come tale.
Forse il problema teorico più complesso proposto dalla psicoterapia orientata allo sciamanesimo è l'importanza attribuita nello sciamanesimo ai rapporti reciproci con entità non fisiche o spiriti. Questo aspetto della pratica sciamanica evidenzia una chiara differenza tra visioni del mondo indigene o tradizionali e la visione del mondo prevalente tra i paesi industrializzati occidentali che hanno dato origine ai campi della psicologia e della psicoterapia. Il punto non può essere sottovalutato, che da un punto di vista tradizionale gli spiriti o gli esseri non-fisici che uno coinvolge nella pratica di guarigione sciamanica sono accolti ed operano autonomamente davvero in un “altro” stato. Essi non sono considerati solo come una parte del proprio sé personale o della psiche, non più di quanto siano considerati essere una parte del proprio sé i parenti dell'uomo o gli alberi di pino. Mentre gli spiriti possono anche riflettere o evidenziare un aspetto della nostra personalità nello stesso modo in cui le relazioni umane evocano qualità specifiche od abbiano una corrispondenza interiore, viene mantenuta la distinzione funzionale del proprio sé e dell'altro. In termini semplici, essi sono percepiti reali dagli sciamani nello stesso modo in cui noi siamo reali. D'altra parte questo non nega le modalità in cui tutte le relazioni forniscono anche qualche forma di specchio, piuttosto serve come un avvertimento contro la riduzione a soli simboli od esternazioni di sé degli spiriti incontrati nello sciamanesimo.
In contrasto con la cultura della psicologia tradizionale che vorrebbe in genere sminuire l'esistenza di entità non fisiche, molti, se non la maggior parte delle persone nel mondo ha opinioni meno sprezzanti. Nel DSM-IV i medici sono invitati a considerare le norme culturali dei loro clienti e molte delle cosiddette sindromi legate alla cultura, come le malattie fantasma, gli incantesimi, la perdita dell'anima si crede che implichino interazioni problematiche con diversi tipi di entità non-fisiche (American Psychiatric Association, 1994). A parte diversi gruppi etnici per i quali l'interazione con gli spiriti è considerata una pratica comune, ci sono molte persone ben integrate nella società americana le cui credenze riconoscono l'esistenza di esseri non-fisici. Le dottrine Cristiane, Ebraiche, Mussulmane, Buddiste ed Indù tutte discutono apertamente dell'esistenza di un insieme di esseri intelligenti, non-fisici dai nomi come angeli, demoni, spiriti dei defunti, dei e dee, antenati, spiriti della natura e fantasmi famelici. Secondo le caratteristiche specifiche di ogni tradizione questi esseri possono essere utili, neutri o dannosi per gli esseri umani. Punto di vista religioso a parte, in molti, circa un americano su quattro, dichiarano di credere in qualche forma di fenomeni paranormali (Humburg, 2003). I medici che hanno un punto di vista che permetta rapporti con esseri non-fisici possono fornire aiuti preziosi culturalmente sensibili ai clienti che abbiano le stesse opinioni. Al momento di affrontare la questione della diversità culturale, l'associazione American Psychological Association (1993) afferma che "i guaritori tradizionali (ad esempio sciamani, curanderos, spiritisti) hanno un posto importante nella comunità minoritaria" e che "un intervento psicologico per essere efficace possa essere integrato da una consultazione e/o l'inclusione di autorità o praticanti religiosi o spirituali pertinenti al sistema di cultura e credenze del cliente" (p. 47). Una psicoterapia orientata allo sciamanesimo, purché chiaramente presentata come tale, potrebbe trovare un parallelo con i medici che offrono la psicoterapia cristiana, la psicoterapia buddista e la psicoterapia ebraica.
A parte i gruppi di clienti che vorrebbero intenzionalmente cercare o beneficiare di un terapeuta con credenze compatibili, vi è anche un precedente nella teoria e nella pratica psicoterapeutica a lavorare con esseri non-fisici, non umani ed intelligenti come fonte di orientamento e di guarigione. Il lavoro di John Firman e Ann Gila, professori e studenti del defunto Roberto Assagioli, ci fornisce un esempio di questo tipo nel loro lavoro sul modello della psico-sintesi. In questo sistema il termine di “centri di unificazione esterni” si riferisce ad un rapporto dell'individuo con presenze esterne che forniscono uno specchio e quindi esprimono il collegamento Io-Sé (Firman e Gila, 2002). Dopo aver affermato che non vi è alcun limite su ciò che può essere avvertito come un centro di unificazione esterno, gli autori scrivono che "oltre alle persone significative, centri unificatori esterni possono essere anche cose come animali domestici, oggetti cari, discipline professionali, associazioni politiche e di business, la natura e le convinzioni religiose o filosofiche" (p. 119). Esistono numerose tecniche nella pratica della psico-sintesi per incoraggiare e nutrire questi collegamenti per l'orientamento e la guarigione. Dal punto di vista di questa teoria psicologica un cliente od un medico possono godere di un vivace rapporto reciproco non solo con gli altri esseri umani, ma con presenze come Gesù Cristo, il loro animale preferito, lo spirito di un'aquila, una nuova auto, o l'elemento del fuoco. Se tali relazioni possono essere intese come un aspetto della salute psicologica, l'unica domanda rimasta è quella del grado d'intensità quando un cliente od un terapeuta si riferisce apertamente a Cristo od allo spirito di un'aquila durante la sessione. In conclusione, mentre il tema dell'interazione con esseri non-fisici porrà probabilmente il più grande ostacolo ad una teoria di psicoterapia orientata allo sciamanesimo, ci sono vantaggi potenziali per alcuni clienti sia nello sviluppare e lavorare su un modello del genere, sia nel costruire una tale visione sui modelli precedenti delle teorie psicologiche esistenti.
Fine prima parte
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