Il Risveglio dei Giganti - di Nan Moss e David Corbin
L'atmosfera della Terra si sta surriscaldando e con essa anche gli animi e le paure delle nostre comunità e nazioni. Ecco le nostre repliche che vanno dalla smentita alla soddisfazione e alla domanda “Ehi voi!! Alla Madre Terra sta salendo la febbre, cosa possiamo FARE noi?”
27/04/2012
L’articolo è stato pubblicato nell’edizione originale inglese sull’autorevole rivista americana di sciamanesimo “Sacred Hoop” (Issue n.67-2010). Ringraziamo Nick Wood, editore della rivista Sacred Hoop (www.sacredhoop.org) per la gentile autorizzazione concessaci. Traduzione italiana a cura dell'Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico.
L'atmosfera della Terra si sta surriscaldando e con essa anche gli animi e le paure delle nostre comunità e nazioni. Tra tutte le nostre polemiche, la situazione difficile del surriscaldamento globale continua a rivelare cambiamenti minacciosi per il mondo così come lo conosciamo, per i nostri stili di vita e per la sopravvivenza di molti. La controversa Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico a Copenhagen nel 2009 ha dimostrato, a quelli che hanno prestato ascolto, che le nazioni del nostro mondo si sono invischiate in uno scoraggiante groviglio di interessi economici e specifici anche se c'era sufficiente accordo tra i delegati per presentarsi e riunirsi.
Che il riscaldamento globale sia stato causato interamente dai nostri comportamenti è meno importante in questo momento della nostra propensione a farci carico dello scetticismo e delle responsabilità come se fossero posizioni su un campo di battaglia. Un vecchio paradigma ci ha ridotto in queste condizioni e non ci indica come uscirne.
Come praticanti di sciamanesimo che viviamo con una visione del mondo allargata, abbiamo la capacità di trasformare la prospettiva prevalente, controversa e terribile del riscaldamento globale in un cambiamento di attenzione che non indebolisca la nostra motivazione ed il nostro ottimismo radicato di cui abbiamo bisogno per il rinnovamento. Il nostro compito non è quello si sconfiggere il riscaldamento globale, ma di capire e di allinearci con il suo flusso in nome di uno sviluppo sostenibile per tutti.
Alla Conferenza sul cambiamento climatico nel 2009, l'ex Vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore e la scienziata danese studiosa dei ghiacci Dorthe Dahl Jensen hanno presentato ad una platea dai posti tutti esauriti due sequenze di immagini sul rapido scioglimento del ghiaccio polare e dei ghiacciai (1).
Conscia com’è della gravità della situazione attuale, Jensen non parlò in termini polemici perché come ammise lei stessa “lo scioglimento dello strato di ghiaccio gigante della Groenlandia ci ha davvero sorpresi” e disse “con il riscaldamento globale abbiamo risvegliato i Giganti”.
Ruth Curry, una climatologa americana dell'Istituto Oceanografico Woods Hole è stata recentemente intervistata a bordo di una nave rompighiaccio di Greenpeace che ospitava un gruppo di scienziati a Sermilik Fjord in Groenlandia.
Disse “ Stiamo scongiurando di andare verso un clima estremo e questa è solo una palla di neve...credo che ce l'abbiamo fatta, abbiamo realmente dato un calcio al sistema climatico della Terra. E questo dice parecchio. E' una bestia. E' gigante. Ed averlo smosso in un periodo di tempo breve come un centinaio di anni, è stato un fatto enorme”.
Entrambe le esperte definiscono i cambiamenti che hanno molto a cuore attraverso dichiarazioni che riflettono un senso di soggezione ed ammirazione. La soggezione ha una modalità che genera rispetto ed il rispetto può aprire le porte alla comprensione ed a una visione di vita più compatibile con il mondo.
Quando dichiariamo “guerra” (come la “guerra al riscaldamento globale”) poi dobbiamo fronteggiare un combattimento che lascia poco o per nulla spazio a nutrire la possibilità di qualcosa di migliore.
Chiedere agli Spiriti
In un viaggio sciamanico ho chiesto una visione su questi problemi al mio antenato spirito guida del clima e subito ho visto che il riscaldamento globale siamo “noi”, in questo modo si richiedono attenzione ed azioni da parte dell'umanità.
Il cambiamento climatico comunque è qualcosa che va al di là dei suoi effetti ed è di certo intimamente correlato alla nostra realtà di “riscaldamento globale”.
Il nostro compito è di imparare che noi ed il tempo ci riflettiamo vicendevolmente, sempre.
L'insegnamento è continuato: la nostra popolazione sulla Terra ha raggiunto il punto in cui ogni cosa che ci riguardi è ingigantito, non da ultimo a causa del solo numero di persone, per esempio delle nostre emozioni, dei pensieri, delle attività, dei sogni... e questo è poi anche lo stato d'essere del tempo meteorologico, intensificato nella sua attività, meno prevedibile, meno ospitale nei territori dove una volta lo era di più e con una più ampia capacità di alterare la faccia della terra e delle nostre vite, esattamente come noi.
E dunque anche noi siamo la “bestia gigante” di cui parla Ruth Curry.
Gli uomini ne sanno qualcosa della familiarità con il cuore del clima, da qualche parte nei nostri esseri egli soffia la sua forza vitale nella nostra consapevolezza.
Continuiamo ancora a soffermarci sull'aspetto orribile quando parliamo della “furia” degli uragani.
La tempesta del 2009 che ha viaggiato sulla costa est degli Stati Uniti come residuo dell'uragano Ida, combinata con un altro sistema di bassa pressione è stata definita una “tempesta cruenta”.
Ancora una volta, come noi.
E' tempo di riconoscere che siamo davvero molto di più che la nostra attitudine di coraggio meschino e distruzione. Questa non è la nostra storia completa, né quella del tempo meteorologico.
Il mio viaggio si è concluso con l'ammonizione che il grande cambiamento è qui e sta arrivando e che le nostre scelte di lampadine, di riciclaggio e di tutte quelle altre azioni che valgono la pena e che possiamo fare non sono più importanti dei nostri stati interni, la nostra capacità di allinearci con tutto ciò che genera benessere ed equilibrio sia internamente che esternamente.
Faremmo bene ad allinearci con tutto quello che supporta il vivere sano, in altre parole il vivere in modo sostenibile per la Terra. Quanto lontano potrà andare il nostro cambio delle lampadine nella direzione del ripristino dell'equilibrio se siamo ancora frenetici, dispersi, confusi, sopraffatti, irritabili e paurosi?
Scenari storici

Di fronte all'enorme portata degli eventi e dei cambiamenti climatici che la terra e gli uomini hanno sperimentato un tempo ed ancora oggi, troviamo molte evidenze di cambiamenti lenti, alcuni a malapena degni di nota se non con il senno delle generazioni future. Quello che potremmo fronteggiare oggi è lo spettro di cambiamenti epocali di quelli che apportano avversità catastrofiche a numerose specie di piante ed animali in ogni zona e ciò riguarderebbe anche le comunità umane. Abbiamo l'esempio del periodo tristemente famoso che chiamiamo “Piccola Età del Ghiaccio” di alcune centinaia di anni tra la metà del secolo 16° e la metà del secolo 19°, un semplice puntino sulla linea del tempo della Terra in cui il clima apparentemente si rivolse contro di noi.
Prima di quello c'era stato un periodo di clima più favorevole e più ospitale da circa il 900 fino al 1300. Questo periodo di clima insolitamente mite e stabile è dipeso ragionevolmente dagli abitanti dell'emisfero boreale ed ha reso possibile le esplorazioni di successo e le colonizzazioni nel lontano nord dove i Vichinghi crearono insediamenti vitali in Islanda e Groenlandia.
In più, durante quel periodo mite, i pescatori baschi ed inglesi seguirono enormi banchi di merluzzi per il nord Atlantico e poi giù sulle coste dell'est dell'America del Nord a lungo prima che i Pellegrini sbarcassero a terra.
Ma quando arrivò la “Piccola Età del Ghiaccio”, il clima che sperimentarono i nostri antenati variò da gravi siccità ad anni di piogge torrenziali durante le stagioni di principale produzione agricola, da picchi di caldo torrido d'estate a rigidi inverni e con indizi davvero piccoli su cosa sarebbe venuto in seguito.
Ci furono anche anni di raccolti abbondanti con inverni miti ed estati caldi e tuttavia nel complesso il clima presentò condizioni meteorologiche molto meno ospitali a livello locale e regionale rispetto a quelle a cui era abituata la popolazione.
Brian Fagan scrive: “Cicli di eccessivo freddo e piogge insolite possono durare una decina d'anni, alcuni anni o solo una stagione. Il pendolo del cambiamento climatico difficilmente si stabilizzò per più di una generazione” (2). Di conseguenza i raccolti mancarono ripetutamente e ne seguirono la carestia e poi le malattie (la “morte nera” per citarne una). Tutto ciò provocò una grande agitazione sociale e devastazione. E' degno di nota considerare che la guerra dei 100 anni e la rivoluzione francese derivarono da questo periodo di clima aberrante. La situazione catastrofica del cambiamento del clima e del tempo meteorologico non si limitò all'Europa: seri disagi e sconvolgimenti si ritrovarono anche in Cina, Korea e Giappone durante quello stesso periodo. Pesanti carestie indotte dalla siccità, poi allagamenti, epidemie e violenze si aggiunsero alla morte di centinaia di migliaia di persone.
I problemi di questo periodo portarono anche ad emigrazioni verso quello che avrebbe dato una migliore prospettiva di vita e di benessere. E così le onde di malcontento sociale portarono a diaspore in cui molti individui lasciarono le città e si avventurarono verso altri territori in Europa e verso altri continenti, in modo particolare verso il Nord America. Le prime colonie norvegesi in Groenlandia erano cadute a causa dei cambiamenti del clima ed ora Inglesi, Francesi, Spagnoli ed altri cercavano ricchezze ed una casa nel Nuovo Mondo.
Per migliaia di anni città e stati in tutto il mondo sono stati eretti e sono stati abbattuti ed è sempre dipeso da quelli che erano capaci di ritornare ad una vita più semplice e legata alla terra (od a quelli che non l'avevano mai lasciata) il detenere e prendersi cura dei semi per la fioritura successiva della civiltà.
Al momento attuale molti sarebbero d'accordo sul fatto che la nostra civiltà stia fronteggiando il duplice fattore negativo del numero di persone assieme allo stile di vita che ci estranea dalla Natura, da quello che essenzialmente ci sostenta e che è sufficientemente capace di convocarci per farci pagare prima o poi il nostro debito.
Un messaggio in sogno
Quindi il nostro lavoro sciamanico come può affrontare l'immensità del cambiamento climatico ed il suo inesorabile rimodellare il nostro mondo? Quella che per noi ora è la chiave è che anche di fronte all'enormità del cambiamento climatico, abbiamo del lavoro reale da compiere a livello spirituale.
Mi ricordo un sogno vivido in cui ero con un gruppo di persone che stava per partire per una qualche destinazione. Sapevamo che saremmo dovuti partire abbandonando il luogo che ci aveva riparato e fare un lungo viaggio da qualche parte all'esterno su un grande pianoro dove saremmo stati vulnerabili durante l'attraversamento.
Non riesco a ricordare se sapevamo dove fossimo diretti o cosa speravamo di trovare oltre alla certezza che non saremmo sopravvissuti se fossimo rimasti lì dove eravamo.
E non appena finì, stavamo davvero fronteggiando una crisi, una minaccia immediata alla nostra sopravvivenza, dal momento che il tempo meteorologico cambiò inaspettatamente ed il mondo intorno a noi iniziò a ghiacciare.
Quando le temperature precipitarono bruscamente rimasi indietro con poche altre persone, mentre il resto del nostro gruppo procedette verso la nostra destinazione in modo da poter compiere una cerimonia per convincere il calore del sole a tornare.
Collegamento con il tempo meteorologico
Sebbene la pratica dello sciamanesimo del clima non sia per tutti, ciascuno può apprendere a relazionarsi al tempo meteorologico per iniziare a comprendere che noi ed il clima siamo strettamente connessi e che le nostre azioni, pensieri e sentimenti possono fare la differenza sulla terra.
Ciascuno può fare la propria parte in semplici modi per ripristinare una relazione sana e bilanciata tra noi Uomini ed i fenomeni meteorologi della Natura. Dan Petroski delle Vigne Larkmead nella Napa Valley, in California, negli Stati Uniti ha recentemente visto avvizzire le sue rinomate uve di merlot invece che maturare a causa di estreme fluttuazioni delle temperature. Ma lui dice “Il tempo meteorologico ci dice quello che abbiamo. Non vogliamo combattere contro il clima, vogliamo cooperare con lui (3)”.
Invece di lottare contro questi cambiamenti possiamo tutti lavorare per rinnovare e ricreare quelle importanti relazioni recentemente dimenticate tra gli uomini e gli spiriti del tempo meteorologico. Possiamo tutti imparare a rispettare il clima e le sue manifestazioni.
Come praticanti di sciamanesimo anche noi possiamo accettare questa responsabilità ancestrale della “vera natura dell'uomo” per risanare e salvaguardare l'intreccio di relazioni di parentela tra la comunità umana e tutto quello che c'è attorno.
Possiamo trarre ispirazione dai popoli che hanno mantenuto vive le tradizioni: gli Inuit del lontano nord per esempio, affrontano notevoli disagi e perdite nelle loro usanze di vita a causa del surriscaldamento globale del cambiamento climatico, ma ricordano ancora la loro stretta relazione con la Natura e chiamano il tempo di oggi “uggianaqtuq” come un amico di famiglia che si comporta in modo strano.
Uno sguardo d'insieme sulla situazione
E' in contrasto con tutto ciò un progetto attuale di Bill Gates, genio dei software umanitari e miliardario. Nel giugno 2009, il sito dell' Huffington Post pubblica Katherine Goldstein che descrive l'invenzione di Bill Gates per combattere gli uragani: “Lui e molti altri scienziati ed ingegneri hanno lavorato ad un progetto in attesa di essere brevettato che prevede di predisporre sul percorso degli uragani che si formano in alto mare delle turbine messe su barche simili a chiatte che pompano acqua fredda dalle profondità dell'oceano ed in questo modo calmerebbero il maltempo che è causato dalle calde temperature oceaniche”.
Sembra un'altra battaglia in cui “l'unico uragano buono alla fine è un uragano morto”, un altro caso di mancanza di immaginazione in modo che non possiamo riconoscere il nostro “nemico” designato come niente altro se non ciò che pensiamo come “cattivo”, “indegno”, “funesto” e “distruttivo”.
Non importa l'effetto generatore di vita delle grandi tempeste che sono co-creatrici e quantomeno sostenitrici della nostra atmosfera. Non importa l'integrità delle correnti e delle specie abitanti dell'oceano. Non importa che altre popolazioni in terre aride riconoscano l'importanza e dipendano dalle piogge degli uragani e delle tempeste tropicali. Non importa che rimanendo nella nostra ignoranza non si possa conoscere l'intera storia.
Una chiamata al risveglio

Per affrontare il riscaldamento globale non serve che dirigiamo la nostra immaginazione sul concetto di conflitto in modo che il termine “riscaldamento globale” sia automaticamente un urlo di battaglia. E' piuttosto una chiamata per risvegliarci, per affrontare noi stessi.
Per uscire con successo dal riscaldamento globale, dobbiamo assumerci tutta la nostra parte e scendere a patti con le esigenze di questa realtà. La Terra ha già visto in passato il cambiamento della propria magnitudine e come lei anche i nostri antenati. Se ora falliamo nella risposta possiamo ritrovarci con una battaglia tra le mani, ma non sarà un conflitto combinato tra due parti, sarà una battaglia per le nostre vite. La chiave è vivere con questo. Per questo motivo dobbiamo continuare ad apprendere maggiori informazioni riguardo alla situazione reale ed al potenziale di questo grande spostamento nel processo stesso di trasformazione del nostro mondo e dobbiamo sapere la situazione reale del nostro potenziale per allinearci con il cambiamento. Abbiamo brillantemente affrontato enormi sfide nelle nostre usanze di vita e siamo sempre sopravvissuti. Dobbiamo farlo ora. E comunque, il tempo è innegabilmente “ora”. Non abbiamo più possibilità di rallentamento se vogliamo conseguire un risultato positivo per le nostre altre relazioni con le pianti e gli animali e per i nostri discendenti.
Il potere della benedizione
Possiamo ricordare che i cambiamenti che arrivano dal cuore vanno a segno molto più in profondità rispetto ai cambiamenti che derivano dalla paura. Un compito primario ed un regalo, lungo il sentiero dello sciamanesimo del clima è il richiamo a benedire il tempo meteorologico, non ha importanza quale sia. Non c'è modo di mentire a noi stessi od al clima. E' un'opportunità per riconoscere i nostri sentimenti reali riguardo a condizioni minacciose ed ancora voler “baciare la Cailleach (Strega delle Tempeste nella mitologia scozzese) anche quando lei puzza” (4). Se siamo fortunati, questa tipologia di disciplina non solo ci porterà gioia, ma sarà anche contagiosa. Si riverserà sulle nostre vite in altre aree. Ci possiamo anche supportare vicendevolmente nel grande sforzo di trasformare una guerra in una relazione. Possiamo condividere ciò che apprendiamo, raccontarci semplici storie delle nostre esperienze dal momento che cerchiamo un allineamento di vita sostenibile con la Terra, la sua atmosfera ed i suoi tempi meteorologici.
Pochi di noi sono stati educati secondo le tradizioni indigene con gli anziani che possono mostrare la via, ma ora possiamo accedere a qualcuno dei loro insegnamenti ancestrali. Più fortunatamente abbiamo il vantaggio della nostra abilità a lavorare con gli spiriti guida compassionevoli di tutti i mondi. Siamo davvero tutti insieme in quest'intento, non importa da dove veniamo, non importa come andranno poi a finire le cose.
Penso agli “sciamani della pioggia”, di tanto in tanto si sente parlare di loro. Chi è davvero uno sciamano della pioggia e come lavorano? Non combattono o cercano di controllare il tempo meteorologico. Più semplicemente, viene detto che uno sciamano della pioggia “consente”.
Questo non è facile da afferrare per molti di noi. In qualche modo uno sciamano della pioggia trova il modo di allinearsi con quello che chiede. Può darsi che sia un talento innato e naturale di relazionarsi, o un livello di sensitività che può essere imparato e coltivato. I veri sciamani della pioggia non si lasciano andare ad affrontare o cercare di controllare ciò che non possono. Loro non combattono. Ma sembrano capaci di creare o di “richiamare” le condizioni meteorologiche che sono necessarie ed al momento giusto nel posto giusto. Per di più le loro abilità non sono limitate al clima. Si dice che gli sciamani della pioggia generino benessere senza sforzi ovunque si rechino. La mia supposizione è che essi comprendano quale sia il corretto allineamento ed apparentemente senza sforzo si portino in uno stato d'essere che crea armonia intorno a loro. Questa è verosimilmente una gran parte dei retroscena di molte delle reazioni del tempo in sintonia con il nostro operato (5).
Un nuovo sogno di equilibrio
Dovremmo sentirci chiamati ad un lavoro spirituale insieme al tempo meteorologico per conto di un mondo in necessità, dobbiamo rimanere consapevoli di non imporre il nostro senso di equilibrio personale senza avere una chiara sensazione sullo scenario più profondo.
E' vero che in quanto residenti in uno specifico mondo, contiamo come parte della sua stessa realtà. Anche noi siamo influenzati dal tempo meteorologico locale e noi, in cambio, lo influenziamo assieme agli altri esseri del luogo. Tutti noi condividiamo esperienze nel Mondo di Mezzo e come individui non siamo la storia completa come il clima locale non è lo scenario complessivo dell'intera storia del clima globale e la sua natura incessantemente mutevole. Se facciamo del nostro lavoro spirituale una priorità possiamo essere davvero d'aiuto alle nostre comunità in queste situazioni soprattutto allineando noi stessi ad uno scenario nuovo come per esempio il pianeta Terra bello e vitale e così tutto quello a lui relativo.
E non possiamo fermarci qui, dobbiamo continuare la storia, animandola ed affermandola con la propria riconoscenza ogni giorno, con la gratitudine per la realtà di questa storia, con la visione sostenibile e duratura del nostro mondo ovunque la troviamo. E dobbiamo viverla, in qualunque modo siamo in grado di gestirla, nel piccolo o nel grande.
In secondo luogo possiamo coltivare buone relazioni con gli spiriti e le forze della Natura. Al livello più basico possiamo esercitare la nostra consapevolezza per imparare meglio dove siamo o non siamo rispetto agli altri.
Ed essere consci di come reagiamo al mondo e di quando agiamo in modo abitudinario. Possiamo guardare i nostri pensieri, il nostro linguaggio e ricordare che quello che esce dalle nostre bocche risiede al nostro interno ed ha potere creativo.
Come sempre possiamo metterci in comunicazione con i nostri spiriti guida per attingere alla loro ispirazione, supporto e collaborazione. Assieme agli spiriti possiamo creare e condurre cerimonie dedicate al ripristino dell'armonia, alla continuazione della vita sulla Terra per come la vorremmo per i nostri discendenti. Oltre alle cerimonie possiamo celebrare. Quello che celebriamo fiorisce attraverso il nostro amore ed il nostro intento. Attraverso ciò tutti noi possiamo continuare a riciclare, riutilizzare, modificare le nostre attività in cui ci sono sprechi, prendere solo quello che ci serve e non di più solo perché possiamo.
Il potere della semplicità
Se questo approccio sembra troppo semplicistico in confronto alla complessità dei nostri problemi, allora è meglio approfondirlo in modo più dettagliato. E' una complessità incessante quella di cui abbiamo sempre più bisogno? Così succede spesso che il semplice sia fatto corrispondere a facile. Nella pratica comunque quello che è semplice può essere tutt'altro che facile. Accade spesso che le pratiche semplici siamo quelle più in grado di portare alle ricompense più grandi. Ed attraverso il lavoro di insegnamento che facciamo assieme nei nostri seminari e corsi, vediamo che sono proprio queste pratiche sorprendentemente semplici che gli studenti trascurano maggiormente, proprio quelle che possono favorire profondi risultati sono quelle tendenzialmente più sottovalutate.
Guardate semplicemente a quante varietà e scelte abbiamo oggi per una tazza di caffè lungo la strada! Chi si interessa ad una tazza di caffè semplice quando possiamo ordinare un “cappuccino-chai-senz'acqua-grande-alla soia” ed oltretutto ottenerlo? Opterò per una tazza semplicemente di caffè e lo voglio biologico, cresciuto nell'ombra, del commercio equo e solidale, a bassa acidità, abbastanza forte e dal buon sapore....”
Per rallentare i ritmi è necessario nutrire la fiducia che i risultati ne varranno la pena. Rende onore il percorso più che la destinazione. Questa è saggezza ritenuta comune che gli uomini hanno acquisito attraverso le epoche e che non ha perso nulla della sua rilevanza nei confronti delle nostre vite attuali.
“Cosa vogliono da noi gli spiriti delle condizioni meteorologiche?” Lo chiesi ancora una volta al mio antenato guida del clima. “Onorate il tempo meteorologico. E comprendete che gli uomini sono co-creatori nel mondo assieme a tutti gli altri Spiriti ed Esseri della Terra e dell'Atmosfera”.
Nan Moss, CSC e David Corbin, MS CSC sono consulenti sciamanici e membri di facoltà della “Fondazione per gli studi sciamanici”, un'organizzazione internazionale fondata da Michael Harner, PhD.
Insegnano ai corsi fondamentali della Fondazione nel Nordest degli Stati Uniti ed anche ai programmi della costa orientale “Due settimane” e “Tre anni” di Sciamanesimo Avanzato e Guarigione Sciamanica.
Nan e David sono profondamente impegnati nelle loro relazioni ed esplorazioni degli spiriti di natura del tempo meteorologico e del Mondo di Mezzo e condividono i loro lavori attraverso testi e seminari. Sono gli autori di “Weather Sciamanism: Harmonizing Our Connection with the Elements” pubblicato da Inner Traditions -Bear & Co, e “CloudDancing: Wisdom from the Sky”, un set di carte divinatorie e una libro guida. www.shamanscircle.com
Note:
1. Dorthe Dahl Jensen, Al Gore: “Polar Ice May Vanish in 5-7 years”.
2. B. Fagan, “The Little Ice Age”, New York, NY: Basic Books: 2000, p48
3. Elizabeth Svoboda, “Can Winemakers take the Heat?” Onearth, Winter 2010, p23
4. Tom Cowan, comunicazione personale 2009
5. N Moss, D Corbin, “Weather Sciamanism: Harmonizing Our Connection with the Elements”, Ro
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