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La neurobiologia del cambiamento di forma sciamanico


Articolo tratto da Sacred Hoop Issue 106-2019 e pubblicato per gentile concessione-

Traduzione Associazione Il Cerchio Sciamanico.


La capacità di mutare forma è una credenza riscontrata in varie parti del mondo e probabilmente ha le sue origini in un’era in cui gli antenati ancestrali si sono co-evoluti con il mondo degli esseri  non-umani.

Gli antenati ancestrali erano grandi osservatori dei comportamenti animali,  essenziale per la loro sopravvivenza durante l’era del paleolitico.

I primi esseri umani scrutavano con attenzione e in gran dettaglio il mondo degli esseri non-umani, gettando le basi per le loro credenze spirituali. Avrebbero osservato come certi animali subissero cambiamenti fisici – come i serpenti cambiavano la pelle o la metamorfosi degli insetti – e forse questa trasformazione era considerata come qualcosa di magico, simile alla rinascita. Data l’acuta consapevolezza della loro mortalità, è possibile che queste metamorfosi permettesero ai nostri antenati di immaginare una vita dopo la morte.

 

Nelle culture animistiche a sciamaniche moderne, i praticanti spirituali hanno spesso avuto atteggiamenti animalistici per poter incorporare il modo di pensare e i comportamenti degli animali che volevano imitare. A questo scopo spesso si avvalgono di una o più tecniche per entrare in uno stato di coscienza alterata (SCA).

Lo scopo di questo articolo è di cercare di fornire una panoramica sulla capacità di cambiare forma e di  individuarne alcune sue manifestazione storiche e culturali, come anche di esaminare come si manifesta in varie tradizioni sciamaniche e animistiche moderne. Si prepone inoltre di considerare alcuni dei fattori neurobiologici della capacità di mutare forma.

 

Origini ancestrali

Un elemento affascinante di moltre tradizioni sciamaniche e animistiche del mondo è costituito dal credere nel mutamento di forma e praticarlo. Ai fini di questo articolo descrivero’ questa pratica come:

a) una trasformazione immaginaria di uno sciamano o di una persona di medicina in un animale;

b) uno sciamano o una persona di medicina che si comporta come uno specifico animale.

La credenza nella capacità di mutare forma sembra essere molto antica e potrebbe avere le sue origini in varie parti del mondo nell’era paleolitica.

Dipinti preistorici trovati ad Altamira in Spagna, a Lascaux in Francia e anche nelle Americhe sembrano rappresentare  figure teriomorfiche (divinità con attributi animali).

Un paio di importanti figure teriomorfiche preistoriche sono il cosiddetto ‘Uomo Leone’, trovato in una grotta a Hohlenstein in Germania, e il dipinto rupestre,  conosciutio come  ‘lo Stregone’, trovato nella grotta Trois-Frères in Francia.

‘Lo stregone’, rappresenta una figura umanoide in posizione eretta e risale a circa il 13,000 a.C. La figura ha occhi arrotondati, corna, piedi simili a quelli di un essere umano e una coda animale. È lunga circa 0.75 metri e si innalza per circa 4 metri dal suolo della grotta (vedi foto locandina).

‘L’uomo Leone’ è la più antica statua teriomorfica conosciuta e risale a circa 30,000 anni fa (vedi foto sopra a destra). Meticolosamente scolpita in avorio di mammut, la figura rappresenta un essere umano con una testa da leone o un essere umano che indossa una maschera da leone. Probabilmente rappresenta un uomo di medicina o una figura sciamanica.

 

Teriantropia nel tempo

La teriantropica degli esseri umani ancestrali del paleolitico ha trovato seguito nel neolitico, periodo nel quale la cosmologia spirituale del periodo precedente sembra giocare un ruolo importante nello sviluppo della complessità religiosa che viene a crearsi nelle nuove società agrarie.

A partire dalle prime civiltà sedentarie, circa sei mila anni fa, si possono trovare diversi temi terantropici all’interno dei miti e delle pratiche religiose di tutte queste culture primitive, e molti di questi esseri  pare facessero parte di cosmologie complesse.

Per esempio, si crede che Vishnu, il dio Hindu dell’ordine universale abbia avuto dieci dasavatara (incarnazioni) precedenti di cui alcune in forma teriantropica, come per esempio Matsya l’uomo-pesce, Kuma l’uomo-tartaruga, Varaha l’uomo-cinghiale e Narasimha l’uomo-leone. Ciascuna di queste incarnazioni divine avevano la funzione di salvatore per superare le forze del caos dei rispettivi periodi d’incarnazione, e di ristabilire in essi l’ordine universale.

Gli antichi Greci  avevano una ricca tradizione spirituale con elementi che si ritrovano nello sciamanesimo. Questi includevano esseri teriantropici nella loro cosmologia. Nella Grecia antica, durante il festival Brauronia - un festival dedicato alla dea Artemide e tenuto ogni quattro anni – si svolgeva un rituale della pubertà, conosciuto come arkteia, durante il quale giovani ragazze di Atene dovevano impersonare degli orsi. Il rituale si basava sul mito secondo il quale un orso, amato dalla dea Artemide, fu ucciso. Per riparare a questo atto, Artemide pretese che giovani ragazze fossero messe periodicamente al suo servizio.

 

Racconti sul licantropo

Superstizioni che riguardano il licantropo sembrano essere molto antiche e già riportate nelle tradizioni della Mesopotamia, della Grecia, dell’India e dell’antica Roma.

Lo storico greco Erodoto (484-425 a.C.) ha osservato che gli antichi Neuriani – una tribù che probabilmente visse nell’area della moderna Ucraina – avevano la capacità di trasformarsi in licantropi.

I Greci appunto chiamavano questa creaura licantropo (uomo-lupo) mentre i Romani chiamavano questo esseri versipellus (che cambia pelle).

Durante il medioevo Europeo erano molte le convinzioni sull’esistenza del lupo mannaro, probabilmente influenzate in parte dai Berserkir Norreni ritenuti feroci guerrieri che indossavano pellicce di lupo. Per una persona ordinaria, un guerriero berserker avrà manifestato animalismo allo stato puro e una furia infernale. Alcuni studiosi hanno avanzato l’ipotesi che il modo furioso di combattere dei berserkir sia segno del  ritrovamento inconscio di uno stato animale pre-esistente.

Il licantropismo ha mantenuto il suo interesse fino ai tempi moderni in cui abbondano gli esempi del genere ‘lupo mannaro’ in libri, film ecc., che pero’ non sono di competenza di questo articolo.  Un unico esempio che vale la pena riportare è il film ‘Wolf’ del 1994 con Jack Nicholson. Nel film il protagonista, interpretato da Jack Nicholson, viene morso da un lupo. In seguito al morso subisce una lenta trasformazione che inizia con lo sviluppo di poteri olfattivi e auditivi straordinari e di una forza sovrumana.

Il costante interesse per la licantropia forse ha origine nella co-evoluzione, di lunga data, tra uomo e lupo che porto’ fino all’addomesticazione del cane. Probabilmente durante la preistoria umana i lupi furono i primi animali a essere addomesticati. Sulla base di campioni di DNA presi da 1500 cani, uno studio ha identificato che i nostri cani domestici originano da un gruppo di diverse centinaia di lupi della Cina meridionale del 10-15000 a.C.

Si pensa che i lupi ancestrali fossero inizialmente attratti dai luoghi di permanenza degli esseri umani per accedere ad avanzi di cibo, per poi finire per conviverci. Ne consegue che questi lupi, predecessori dei cani domestici, hanno avuto un ruolo attivo nella loro addomesticazione.

 

Mutaforma e magia

In termini generali, l’esemplificazione più drammatica dell’identificazione di una persona di medicina o di uno sciamano con i suoi animali di potere, è la sua abilità di trasformarsi in un animale, secondo la propria volontà. Ci sono innumerevoli storie provenienti da culture diverse che evidenziano questo aspetto affascinante del sacro magico.

Storie siberiane di mutamenti di forma, raccolte durante l’era sovietica, forniscono una finestra antropologica importante su questo fenomeno.

Il breve e semplice racconto che segue si riferisce a uno sciamano chiamato Parilop della regione del Srednaia Kolya in Siberia orientale.  A Parilop si riconobbero poteri di guarigione e capacità pre-cognitive e fu lui infatti che predisse un incendio a un impianto elettrico una settimana prima che avvenisse. Lo spirito guida di Parilop era un gallo cedrone.

Un bel giorno lo sciamano decise di far visita all’amico – Karkhi – del paese di Khatingnaakh. Karkhi aveva visto un uccello che volava verso di lui e aveva cercato di sparargli, ma l’uccello volo’ via. Un paio di giorni dopo Parilop si avvicino’ all’amico e lo rimprovero’ dicendo: ‘ l’altro giorno mi hai quasi ucciso. Perchè l’hai fatto’?

 

Vasily A. Kudrin, un ex-socio della Lega Comunista, narro’ la storia di un incontro che ebbe con uno sciamano di nome Gul’aev, del popolo dei Kolyma, che vive ai confini di Kanchatka nell’estrema Siberia orientale. Gul’aev mori’ nel 1965, ma prima di morire volle insegnare a Kudrin la sua tradizione sciamanica. Kudrin si rifiuto’ perchè aveva paura, ma narro’ la storia di un fatto avvenuto il giorno prima che Gul’aev facesse la sua offerta di insegnamento. ‘Improvvisamente ho visto un corvo abbassarsi in volo e spaventare dei cavalli. Li calmai e continuai per la mia stradà.’Il giorno dopo Gul’aev mi trovo’ per strada e disse...’Ti stavo cercando e finalmente ti ho trovato’. ‘Ero terrorizzato dal fatto che mi avesse visto con i cavalli quando aveva assunto la forma di corvo e che volesse che diventassi suo apprendistà.

 

Nella tradizione Sakha – popolo conosciuto anche come i Yakuts della Siberia orientale – gli sciamani hanno l’orso o l’acquila come spiriti alleati, mentre gli spiriti alleati degli sciamani più deboli sono il lupo o il cane. Tuttavia, alcuni spiriti alleati possono apparire anche sotto forma di corvi o altri tipi di uccello.

Questi esseri mediano i poteri dello sciamano e durante lavori sciamanici gli sciamani Sakha interagiscono con spiriti alleati aviari che li assistono nell’accedere ai regni cosmici dove lo sciamano puoì trovare spiriti di malattie o fare recuperi dell’anima.

La corrispondenza tra sciamani Sakha e uccelli viene ulteriormente evidenziata nella convinzione che i bambini delle divinità del cielo, spiriti chiamati Aty Darkhan, sono in grado di trasformarsi in corvi o aquile o di diventare mentori di anime umane. L’aiuto di uno spirito alleato come l'aquila è particolarmente premonitore, come dimostra il seguente estratto di un racconto riportato intorno agli inizi del ventesimo secolo dall’antropologo russo Andrei Popov: ‘Lei (l’aquila) era in piedi e inchinandosi a tutti i presenti, disse: ‘Salve. Perchè mi avete chiamata qui? In che modo mi ricompenserete? I miei occhi veloci e la vista acuta sono perforanti ... i miei artigli catturano e immobilizzano, strangolero’ chiunque stringe la mia coda! Perchè mi avete chiamata qui?

Secondo una tradizione Sakha, uno sciamano possiede anche ‘un’anima madre’ che può andare nel mondo degli spiriti dove è trasformata in il-kyyl (bestia madre). Il legame tra il-kyyl e lo sciamano è irrevocabile. La morte di uno dei due porta alla morte dell’altro.

L’Il-kyyl di uno sciamano può essere coinvolto in lotte con altri sciamani per questioni di supremazia. In una presupposta lotta tra sciamani, il summenzionato Parilop divenne un lupo e uccise la renna di uno sciamano Evenk in risposta a un reato commesso da partedi quest’ultimo.

 

Imitando la natura selvaggia

Un aspetto importante che deriva da questa narrativa sciamanica è la capacità di uno sciamano di riorientare la sua psiche secondo il modello di un mondo soprannaturale.

La capacità di cambiare forma prevede una straordinaria percezione in cui la psiche dello sciamano diventa tutt’uno con quella di un altro essere sacro, per creare unità di consapevolezza.

Inoltre, la capacità di mutare forma dimostra l’impressionante propensione dell’essere umano all’imitazione. L’attività di mutare forma in queste culture inizia nell’infanzia, quando i bambini imitano i comportamenti di vari animali.

Il processo di imitazione del non-umano è evidente anche in bambini selvaggi i cui comportamenti e sensi diventano simili a quelli di animali. Anche una volta reintrodotti nella società civile questi bambini spesso hanno difficoltà nel pieno apprendimento linguistico. È come se l‘'animalità innata' dei corpi prevalesse sugli aspetti culturali.

La propensione umana per l’imitazione del mondo non-umano potrebbe aver contribuito all’emergere di società totemiche in molte parti del mondo.

Società sciamaniche e animistiche sono profondamente consapevoli dei modelli presentati dalla natura. Il corpo dello sciamano fa da intermediario tra il mondo visibile e quello invisibile. La sua psiche si muove tra diverse realtà psichiche. L’invocazione fisica di animali da parte dello sciamano fonde la sua corporeità con l’intelligenza carnale degli animali.

A mio avviso il libro dal titolo ‘Becoming Human’ (diventare umani, n.d.t.), del filosofo ed ecologo americano David Abram, è rilevante ai fini di questa analisi, poichè rivela il proprio viaggio personale per diventare un essere animale, come insegnatogli dallo sciamano e amico nepalese Sonam.

Abram apprende alcuni modi sciamanici di imitare certi animali e si meraviglia di come Sonam riesca a imitare il gracchiare e i suoni gutturali dei corvi in modo cosi’ realistico che questi ultimi gli si avvicinavano. Lo sciamano abilmente imita anche la loro andatura e Abram sottolinea come questa sorta di imitazione sensuale dell’animale è il modo più viscerale di incorporarlo e questo richiede la riorganizzazione dei sensi dello sciamano.

Dopo aver passato settimane a ricalibrare i propri sensi per entrare in sintonia con i corvi che lo circondavano, un giorno Abram vede un corvo che beccava da una carcassa. Immediatamente senti’ delle sensazioni sul collo e sul petto come se il corvo stesse strappando pezzi dal suo corpo.

In questo suo racconto Abram vive una sorta di comunione tra se stesso e il corvo, costituita dalla trasformazione della sua psiche oltre il suo essere fisico.

 

Modificare il mondo

La nozione della ciclicità dell’esistenza è al centro delle culture animistiche e sciamaniche. La vita segue schemi indefiniti che coinvolgono la consapevolezza umana a vari livelli.

In queste culture, la topografia del corpo umano è spesso in relazione al paesaggio circostante, che a sua volta fornisce una traccia dell’esperienza umana. La natura e la rappresentazione animalistica del corpo, principalmente nella forma di un essere fisico, si intrecciano

Percio’, nella cultura Dogon del Mali in Africa occidentale, la casa viene concettualizzata come una persona sdraiata nell’atto della procreazione. Anche un villaggio Dogon èvisualizzato come un corpo umano orientato da nord a sud.

Ecco un esempio di come corrispondenze metaforfiche tra corpo e ambiente influenzano l’esperienza umana. Il corpo non è statico, bensi’ una camera ricettiva per le fluttuazioni della natura.

Nel ‘sognare’ dei Warlpiri nell’Australia del nord, l’ombra di una persona è legata all’ombra fornita dall’albero, creazione dell’antenato ancestrale Yunkuyirranu.

L’ombra dell’albero contiene l’essenza vitale di Yunkuyirranu e soffermarsi sotto di esso  significa ricevere l’influenza di Yunkuyirranu, paragonabile alla nascita (prendere vita) o all’esperienza di rinascita.

Secondo la visione del mondo dei Warlpiri, il corpo umano e il corpo della terra sono costantemente intrecciati e in movimento, e il ‘sognare’ rappresenta le dinamiche del cambiare forma.

 

Fattori neurobiologici

Secondo i neurofisiologi, il cervello umano è strutturato in modo tale da riconoscere per esempio stati di trance, mutamenti di forma, sogni e stati di meditazione. Molti studiosi nel campo della neurobiologia hanno sottolineato che stati di coscienza alterata  (SCA) formano una parte intrinseca della struttura biogenetica del nostro cervello. Alcuni studi hanno evidenziato come SCA possono sincronizzare regioni della corteccia cerebrale anteriore con il sistema limbico, l’area del cervello preposta alla motivazione, alle emozioni, all’apprendimento, alla memoria.

L’evoluzione della nostra specie ha fatto si’ che il nostro sistema neuro-ormonale subisse cambiamenti tali da permetterci di aumentare la nostra capacità di concentrazione e avere un’immaginazione più vivida. Questi sviluppi hanno contribuito notevolmente all’adattamento, in quanto costituiscono la base per la creazione di tecnologie e lo sviluppo di società complesse.

Migliore immaginazione e memoria nei nostri antenati ominidi ha senza dubbio permesso loro di immaginare una varietà di esseri spirituali e di creare nuove narrative e legami antropomorfici con gli animali.

Gli ominidi che possedevano capacità immaginative più sviluppate erano in grado di manipolare vari stati emotivi e di connetterli a specifici ambiti, un’abilità chiamata la ‘tecnologia della mente’. Al nostro antenato ormai estinto, Homo Erectus, sarebbe servita una consapevolezza capace di auto-riflessione per poter creare la sua ascia a mano di un alto valore estetico, conosciuta come ascia acheuliana.

Inoltre, le radici dell’animismo potrebbero affondare in questo periodo. Sembra che SCA e esperienze religiose abbiano la loro origine nel primo paleolitico, forse perfino due o tre milioni di anni fa.

Le prime società di cacciatori-raccoglitori potrebbero essere le prime ad aver manipolato la geografia della psiche per ottenere SCA,  e alcuni studiosi affermano che la capacità di entrare in SCA è un retaggio genetico evolutivo.

Gli stati ipnotici erano per i nostri antenati - e anche per noi oggi - in grado di produrre effetti analgesici per controllare il dolore e ridurre lo stress, grazie ai glucocortisoni naturali prodotti dal corpo umano stesso, e capaci di combattere infiammazioni e controllare il sistema immunitario per curare una vasta gamma di problemi di salute.

Ritonando all’apprendistato sciamanico di Abram, il suo maestro Sonam insisteva sull’importanza di modificare la sua percezione dei corvi in modo da unificare la sua e quella dell’uccello. Percio’ Abram imparo’ tecniche psico-fisiologiche per diventare un tutt’uno con il corvo.

Analogamente direi che la capacità di mutare forma include imitare in modo creativo – concetto di ‘Mimesis’ – come quando un attore immagina di fondere la sua psiche con quella dell’altro in modo da rappresentarlo sul palcoscenico.

Inoltre la propensione durante il mutamento di forma a produrre movimenti, gesti e suoni spontanei, come nel caso di Sonam quando imita i corvi – richiede uno stato psicologico di grande intensità.

Le caratteristiche del mutare forma sia nelle società preistoriche che in quelle moderne, denota principi arcani del cervello e della mente.

Sia la fusione uomo-animale nelle gotte di Les Trois Frères che le presupposte trasformazioni magiche degli sciamani Sakha, rappresentano i confini tra consapevolezza cosciente e inconscia.

 

 

Note sull’autore

Arthur Saniotis è un antropologo sociale e anatomista clinico e neuroanatomista. Ha studiato varie aree dello sciamanesimo e stati alterati di coscienza in vari paesi e tradizioni. I suoi interessi includono medicina evolutiva, tradizioni curative, filosofia comparata, ecologia e evoluzione futura. Attualmente vive in Iraq.

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