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Sciamanesimo e tempo atmosferico - esperienze e insegnamenti


Articolo tratto dal sito di Nan Moss e tradotto per gentile concessione.


“L'arco del cielo

E la potenza delle tempeste

mi abbracciano,

E vengo portato via

fremendo con gioia.”

(canzone Inuit)

 

“Tutti parlano del tempo, ma nessuno fa qualcosa”

Charles D. Warner Dudley – editoriale dell'Hartford Courant, 24/8/1897

 

 

È sabato pomeriggio al Pathwork Center, nel profondo cuore delle misteriose Catskill mountains a New York. Ventitré persone sono silenziosamente distese sul pavimento con gli occhi coperti da una bandana. Il suono dei tamburi riempie la stanza, con la sua vibrazione coinvolgente e armoniosa. Sto suonando con il mio partner, David, al centro della stanza dove c'è un semplice altare su di un telo, ed una candela. Stiamo suonando per delle persone che si differenziano nelle loro abilità, ed il loro livello di esperienza, ma nessuno si trova in una situazione nuova – il viaggio sciamanico nei regni non ordinari, i mondi della misericordia, saggezza e grazia. Oggi, comunque, sperimenteranno qualcosa di nuovo – la ricerca di uno Spirito del tempo, ed in caso lo trovino, ognuno ha una domanda da porre da parte del cerchio. L'eccitazione è palpabile.

 

Il nostro suonare continua, e sono in qualche modo sorpreso di sentire il famigliare desiderio di compiere io stesso il viaggio – persino mentre suono. Mi guardo attorno e tutto sembra pacifico. Guardo David, ha gli occhi aperti ed è vigile. Gli faccio capire che vorrei viaggiare anche io e quindi chiudo gli occhi e suono, suono, suono,...

Ho viaggiato nel mondo di sopra con alcuni dei miei animali di potere, chiedendo di poter incontrare lo Spirito del tempo. Non so perché ma mi sento estasiata. Voliamo attraverso uno strato di nubi temporalesche – su e ancora più su – cercando, finché finalmente ci ritroviamo faccia a faccia con un “essere delle nuvole”. È imponente, con fulmini scintillanti negli occhi, e quando parla, palle di neve cascano dalla sua bocca. Sono grato di avere al mio fianco il mio animale di potere. Mi presento e con rispetto chiedo un insegnamento per la nostra comunità. Sono genuinamente sorpresa e sconcertata quando ci lascia il suo insegnamento... È visibilmente contrariato! Sostanzialmente, mi dice, che la nostra cultura lo ha dimenticato – che nel passato, persone di tutto il mondo gli parlavano, pregavano, lavoravano con lui. Ora è ignorato. In questo momento la scienza, il “sapere”, cercano di depersonalizzarlo, privarlo del suo Spirito. Così per riuscire a farsi notare crea degli eventi atmosferici violenti, aberranti, in modo da farsi notare, spingerci a riflettere, e renderci coscienti che non sappiamo. Riesco a sentire lo stato d'animo dello Spirito e sono senza parole. Gli offro solamente un grazie per l'insegnamento e gli prometto di condividere quanto mi ha trasmesso con il cerchio e la comunità.

Questo viaggio mi lasciò molto su cui riflettere. Nonostante io abbia da sempre una passione per il tempo, nonostante io riconosca la vita, lo spirito in ogni cosa, ho realizzato che comunque risiede in me il pensare tipico della cultura del nostro tempo, che vede il tempo come una forza puramente fisica – una forza straordinaria – che abbiamo imparato bene a descrivere e a prevedere. Nonostante alcuni di noi facciano dei collegamenti tra l'umore e le condizioni metereologiche, e che si personalizzino gli uragani e i tifoni con nomi propri, anche io faccio parte della cultura collettiva arrogante che lascia ben poco spazio per vedere, sentire, cogliere gli Spiriti del tempo. Consideravo tabù i concetti stravaganti del saper far piovere o del lavoro sul tempo – sfuggente, fantomatico a rasentare il mito, dove tutto diventa troppo complicato, troppo pericoloso.

Perché esplorare o persino tentare di relazionarsi con gli Spiriti del tempo? Forse tutto questo è semplicemente una via verso un maggiore sforzo e verità spirituali? Ognuno di noi viene toccato ad un livello profondo dal tempo metereologico, ma al contempo ne siamo solo minimamente consapevoli. Quanti di noi sono veramente consapevoli dell'effetto, degli influssi che il tempo ha sul nostro umore, sul nostro comportamento e persino a livello fisiologico? Dietro molte tra le nostre più potenti esperienze con la natura ci sono le forze del tempo. Un evento metereologico ha la capacità di trascinarci fuori dal relativo isolamento a cui veniamo sottoposti nella nostra routine quotidiana. Ci unisce – tutti viviamo la medesima esperienza – e, cosa molto interessante, l'argomento del tempo è forse l'unico in cui ci sentiamo sicuri e che facilmente condividiamo in una conversazione con persone che non conosciamo!

Considerate come, sia individualmente che collettivamente, influenziamo il tempo. Non solo con l'inquinamento e lo sfruttamento eccessivo delle risorse (il tutto atto sostenere la nostra ormai enorme popolazione con il nostro moderno stile di vita) ma anche il nostro fisico e le nostre emozioni ed il senso di connessione o disconnessione dal mondo naturale. Ci sono degli indigeni e persone non appartenenti al mondo occidentale che riconoscono questa connessione e vivono nella verità in cui tutti e tutto sono collegati, interconnessi l'uno l'altro. Incarnano ciò che avevano i nostri antenati: una viva relazione con le forze spirituali del tempo. Questa relazione si esprime attraverso il principio della reciprocità: come sopra, così sotto, come all'interno, così all'esterno; il che è reale ed esattamente così funzionano le cose nel nostro mondo e nelle nostre vite, indipendentemente dal fatto che lo si riconosca, capisca, consciamente o meno.

Imbarcarsi in un cammino di esplorazione e relazione consapevole con gli Spiriti del tempo significa camminare su di un sentiero di insegnamenti spirituali ed esperienze che ci aiutano nella nostra connessione con tutta la natura. Facendo così possiamo guarire lo strappo, la ferita che causa questa disconnessione tra di noi e la natura, di cui molti nel mondo moderno soffrono. Lungo questo cammino avremo opportunità profonde di sperimentare e coltivare armonia per noi stessi, e quindi per l'universo. È un modo di camminare seguendo la guida degli Spiriti, per migliorare il nostro benessere, quello degli altri, e quello di Madre Terra.

Una parola Salish del pacifico del nordovest, “SKALALITUDE”, descrive come sia la vita quando si crea un legame profondo con la natura, e significa: “quando le persone e la natura sono in perfetta armonia. Allora la magia e la bellezza sono ovunque.”

Altre culture indigene sanno che ogni cosa ha uno spirito – rocce, animali, piante, luoghi, fiumi, tempeste, montagne, oceani... Molte di queste culture riconoscono e lavorano con gli Spiriti del tempo.  I saggi – gli anziani – di culture anche molto distanti fra di loro capiscono il bisogno degli esseri umani di onorare e relazionarsi al mondo degli spiriti a favore di un ritrovato equilibrio e armonia, per il benessere del proprio popolo, ed anche il benessere del singolo individuo. Vedono questo lavoro come una missione speciale da assolvere dagli uomini, adempiono a questa responsabilità mediante la promulgazione di rituali nelle comunità, come per esempio il rinnovo del mondo di metà inverno, rituale degli Irochesi, e anche attraverso il loro comportamento personale – esprimendo amore, onorando e ringraziando per le nostre vite e per tutte le nostre relazioni – visibili e non visibili – e per chi condivide la vita sulla bellissima Terra. Nel 1800 Alexander Carmichael scrisse a proposito degli Highlanders (abitanti delle montagne) Scozzesi:

 

“... gli anziani avevano delle rune che intonavano cantando agli spiriti che dimoravano nel mare e nelle montagne, nel vento e nelle trombe d'aria, nei lampi e nei tuoni, nel sole, nella luna e nelle stelle del cielo.”

 

Gli anziani del popolo degli Athapascan Koyukon nelle foreste del Nord in Alaska hanno notato segnali di un 'alterazione, di un disturbo, sia evidente che ancora appena percettibile, nel loro territorio selvaggio. Gli animali si comportano in modo non normale, come per esempio i corvi che si addentrano nei villaggi in cerca di cibo, “come orfani senza rispetto di sé”. I koyukon attribuiscono questo apparente disequilibrio alla perdita degli uomini medicina, alla perdita di quelli capaci e volenterosi di lavorare con gli Spiriti degli animali e delle forze degli elementi della natura.

Oggi molti temono che stiamo vivendo in un momento di condizioni anomale e di grande peggioramento del tempo atmosferico – tempeste enormi, onde killer, alluvioni e siccità causate da El Nino o La Nina. Vale la pena riflettere su quanto questi eventi siano esacerbati dal nostro stile di vita moderno che lascia ben poco spazio per la personificazione delle forze della natura, e un riconoscimento decisamente minore della realtà degli Spiriti! Comunque una reciproca relazione benefica con gli Spiriti del Tempo ad un livello culturale ancora non è da considerare oltre quanto possiamo comprendere o mettere in atto. Possediamo ancora l'abilità e auspicabilmente anche il tempo per rinnovare delle relazioni vive, consapevoli con questi spiriti, e con tutti quelli con cui condividiamo questo mondo.

E per quanto riguarda la pratica, il miracolo del “lavoro con il tempo”? Vi è un numero considerevole di prove, di aneddoti e testimonianze che attestano che i nostri antenati erano coinvolti in questa pratica, e che ancora ora è praticata tutt'ora. In molte culture, l'abilità di lavorare con il tempo sembra essere parte integrante del lavoro di uno sciamano – necessario per la sopravvivenza ed il benessere della comunità. Un lavoro con il tempo portato a termine con successo dimostra la forte relazione dello sciamano con gli spiriti e con le forze della natura. Ovviamente, è implicito che questi tipo di lavoro non è un mezzo per fare sfoggio della propria grandezza, idealmente è un’opportunità per sostenere la comunità e farci vedere che gli spiriti sono veramente al lavoro e che i miracoli possono davvero avvenire! Come per qualsiasi lavoro sciamanico di guarigione, gli sciamani si affidano alle forze spirituali, sapendo che i tentativi di comunicare, stabilire una connessione, di intervenire, alcune volte possono condurre ad un risultato identificabile, altre no. Tutto ciò che possono fare è sostenere, rispettare quella che è la loro parte in questa relazione, rispettare questo mistero, e lasciare che gli spiriti facciano il resto.

Per il popolo Koyukon gli antichi sciamani non erano visti come detentori di potere per sè stessi, ma bensì come quelli che sapevano come influenzare le forze spirituali della natura – sia nel bene che non, ma in accordo con il loro scopo. Nella tradizione Koyukon tutto in natura – incluso il tempo metereologico – è “investito spiritualmente”. È molto chiaro il concetto che la natura detiene il potere, e che ad essa bisogna “saper chiedere, riappacificarsi con lei, e non cercare di conquistarla con la forza”. Mentre per tutto il popolo è necessario comportarsi in modo moralmente accettabile, impegnarsi in una relazione reciproca adeguata tra di loro e tutto ciò che la natura comprende, è responsabilità degli sciamani lavorare con questi esseri e spiriti per mantenere il giusto equilibrio e la giusta armonia nel mondo. In passato se i corvi si fossero avvicinati ai villaggi elemosinando, gli sciamani avrebbero detto loro di tornarsene a casa, nella foresta, e di vivere come i corvi dovrebbero vivere. Come detto precedentemente, gli anziani stanno notando dei segni di evidente confusione ed alterazione nella natura – il tutto reso ancora più problematico vista l'attuale mancanza di sciamani che praticano questo tipo di lavoro. Oggi il tempo metereologico è ancora “talvolta manipolato da persone che ne conoscono i pochi punti vulnerabili.”

È abbastanza evidente a tutti che gli spiriti del tempo sono una forza con un potere neutrale, a differenza del potere misericordioso dei nostri spiriti guida del mondo di sopra e di sotto. Pertanto, anche noi, in ottica di un lavoro con il tempo dobbiamo relazionarci a loro con misericordia e saggezza. Tentare di influenzare queste forze, quando ancora non abbiamo imparato la saggezza del lavorare per il benessere di tutto e tutti, può portare a conseguenze disastrose. Pensate solo a quanto successo quando l'essere umano ha tentato di controllare la forza del potere nucleare! Nonostante possediamo la conoscenza per sfruttare l'incredibile potere racchiuso in un atomo, non possediamo un equivalente quantitativo di saggezza, così abbiamo usato quel potere per distruggere, sia intenzionalmente che inavvertitamente. In modo simile, i nostri primi “esperimenti scientifici” (nella seconda metà del 1800) per poter controllare il tempo metereologico furono messi in atto con metodi tanto quanto ingenui, quanto pericolosi, quali bruciare foreste, sparare al cielo con un cannone, e sganciare bombe per creare la pioggia! Anche se qualcuno di questi metodi avesse prodotto quanto auspicato, non fu messo in conto nessun pensiero riguardo le possibili conseguenze a lungo termine di atti di questo tipo, figuriamoci il pensiero dell'enorme portata degli effetti che possono scaturire nel cambiare il tempo. Queste sono le parole di James Swan,

“cambiare il tempo metereologico è un lavoro pericoloso. Un singolo temporale può rovesciare sulla terra circa 35 milioni di litri d'acqua. Un temporale nella media racchiude sufficiente energia elettrica per supportare il consumo degli interi Stati Uniti per 20 minuti, l'equivalente di una bomba nucleare di 120 kilotoni.”

In Sanscrito, il termine “siddhi” fa riferimento ad insoliti e straordinari poteri. I saggi Indiani insegnano che l'utilizzo ultimo di questi poteri non è di tipo manipolatorio, ma di tipo collaborativo e armonioso – in unione – per il più alto scopo della vita universale. Sanno che la saggezza e la conoscenza devono precedere il potere. È responsabilità dello sciamano rivolgersi agli spiriti non solo per saper padroneggiare determinate tecniche, ma per imparare come lavorare con queste forze per poter ottenere quanto è meglio per tutte le persone, gli animali, le piante, la terra e idealmente il mondo intero. I Warao, popolo del Sud America, per esempio, si aspettano un elevato grado di maturità dal loro potenziale sciamano del tempo. È importante rendersi conto che quanto può essere auspicabile per una regione o comunità potrebbe al contempo essere una maledizione per un'altra. Alcune tribù in Sud America lavorano scrupolosamente per scongiurare la pioggia, mentre contemporaneamente altre, in un altro posto, lavorano per assicurarsi delle abbondanti nevicate in previsione di un sufficiente apporto idrico in vista del periodo estivo. Mentre altri ancora, come alcune località sciistiche del Colorado (!) hanno recentemente chiesto ed ottenuto tramite il lavoro con il tempo di soddisfare la loro necessità di nevicate (che peraltro è anche di grande benessere per l'intero ecosistema locale.)

Vi sono sostanziali differenze stilistiche nei diversi modi di lavorare col tempo; come d'altronde ce lo si aspetterebbe vista l'ampia diversità di approccio e visuale della vita che i vari popoli hanno. Al di là di queste differenze, tutte le culture riconoscono che le forze del tempo sono spiritualmente vive e senzienti. Alcune persone lavorano con metodi intimidatori e minacciosi per raggiungere il risultato desiderato. I Guajiro del Sud America, per esempio, scoccano frecce o sparano colpi d'arma da fuoco alle nuvole per forarle e forzare il rilascio della pioggia. Altre tribù in Sud America sparano o brandiscono le loro frecce in modo minaccioso alle tempeste indesiderate per spaventarle ed allontanarle. Vi sono poi anche tentativi deliberati di invocare la pietà degli spiriti del tempo. Tra i Koyukon del Nord America, è usanza pizzicare un cane femmina finchè non guaisce per allontanare una tempesta. Gli Aymara e i Quechua potrebbero picchiare i loro figli o legare un consistente numero di pecore nere in una piazza cittadina finchè non muoiano di stenti, con la speranza che la loro sofferenza porti la pioggia – le lacrime degli spiriti del tempo. Plutarco, filosofo dell'antica Grecia, notò che forti piogge si abbattevano spesso sui campi di battaglia, una volta finiti i combattimenti.

Pratiche come queste possono suonare sgradevoli, e si è tentati di giudicare il tutto come disfunzionale e violento. Tuttavia, guardiamo a ciò partendo dal nostro punto di vista culturale, e non dal punto di vista di persone la cui vita può essere messa in immediato pericolo dalla presenza di una tempesta o dalla carenza di pioggia. Per loro non è una questione di “oh per favore fa che non piova il giorno in cui ho il pic-nic”. Va anche detto che questi popoli Sud Americani sono più bellicosi di altri, il che spiega il loro apparentemente conflittuale approccio al lavoro col il tempo. Mentre nella nostra cultura dove molti condannano l'alto livello di violenza e il militarismo, beh, guarda un po', anche noi abbiamo bombardato le nubi!

 

Per contro, troviamo più frequentemente testimonianze di approcci più armoniosi al lavoro col tempo. In generale questi metodi comprendono canti, danze, preghiere (dirette e non dirette), offerte quali il tabacco, e così via. Spesso, metodi di questo tipo, vengono utilizzati nei rituali, sia semplici che più complessi. Nella nostra cultura molti di noi da bambini hanno cantato (e probabilmente anche ballato) la cantilena “Rain, rain go away! Come again another day!” (pioggia, pioggia vattene via, torna un altro giorno a farci compagnia). All'altro capo dello spettro, abbiamo l'esempio degli Hopi del Sudovest che sono ampiamente conosciuti per la loro capacità di “far piovere”, per virtù non solo delle loro bellissime ed elaborate cerimonie ma anche perchè queste cerimonie provengono da una matrice di persone ampiamente dedita a vivere una vita spiritualmente reciproca e armoniosa. Infatti continuano a vivere e coltivare grano in una zona considerevolmente arida, così ora, come da centinaia di anni.

Forse più vicino a casa, è la storia del giovane Taylor Newton, 9 anni, del Connecticut, che nel settembre 1995 decise di effettuare da solo una performance di lavoro sul tempo. Colpito dalla lunghissima siccità estiva e la conseguente sofferenza dei giardini, alberi, animali e persone nella sua città, una sera indossando i suoi mocassini, si pitturò il petto ed il viso, prese il tamburo della madre e si recò nel giardino di casa per danzare, suonare chiedendo l’arrivo della tanto agoniata pioggia. Secondo Taylor, “Quando ebbi finito, il vento iniziò a soffiare. Pensai “wow, questo è fantastico”. Non ho mai avuto paura”. Disse che danzò per l’arrivo della pioggia “perché volevo aiutare la gente della mia cittadina”. La settimana seguente l’intervento di Taylor vi furono diversi episodi di pioggia. C’è poi ancora un altro “stile” di lavoro sul tempo, che potremmo apparentemente definire come non intenzionale, che si avvicina a ciò che definiremmo come “grazia”. Sembrerebbe una risposta comprensiva da parte degli spiriti del tempo alle nostre attività umane, e come per ogni lavoro intenzionale sul tempo, il principio di ambiguità va di pari passo col miracolo. (probabilmente è quello che cercano di raggiungere quelli che infliggono sofferenza agli animali e ai bambini.) Abbiamo già fatto riferimento al fenomeno descritto in tempi antichi dell’intensa pioggia sui campi di battaglia alla fine dei combattimenti, oggi possiamo notare accadere la stessa cosa ma in contesti più armoniosi. Questa dinamica è stata notata da molti, in relazione con le visite del misericordioso monaco Thich Nhat Hanh. Secondo un membro dello Staff dell’Omega Institute:

“… in almeno un paio di occasioni, ad Omega stavamo vivendo una situazione di siccità, ed il giorno in cui Thich Nhat Hanh arrivò per uno dei suoi ritiri di meditazione, arrivò anche la pioggia. E continuò a piovere per gran parte del ritiro. Tra i membri dello staff la programmazione dei suoi ritiri divenne un modo per prevedere il tempo meteorologico – sapevamo che in quel periodo avremmo potuto contare sull’arrivo della pioggia. La pioggia portava con sé un’energia ovattata di calma durante questi ritiri. Tra l’altro, la foto che usiamo maggiormente per promuovere i ritiri con Thich Nhat Hanh, è quella che lo ritrae durante una meditazione camminata con un ombrello in mano!”

 

Un altro esempio riguarda la Sacra Madre Indiana, Mata Amritanandamayi Devi, nota come, Amma. Le persone che la accompagnano nei suoi tour Statunitensi riferiscono di soventi prevedibili episodi di pioggia che si verificano in concomitanza con i ritiri e le cerimonie di purificazione, facendo anche riferimento a lavori intenzionali di Amma per richiamare la pioggia. Nel 1996 a Santa Fe nel Nuovo Messico, la regione soffriva di una grave siccità. Quando Amma arrivò per il suo ritiro le fu chiesto di portare sollievo. Poco dopo, arrivò copiosa la pioggia – così tanta pioggia che gli organizzatori le chiesero di fermarla temporaneamente per ragioni pratiche. Amma si rifiutò, spiegando che aveva fatto un “sankalpa”, un voto divino, e che nel modo più assoluto non lo avrebbe fermato per futili motivi di convenienza. Negli anni passati, nelle notti in cui avvenivano le cerimonie di Devi Bhava, i momenti in cui Amma dispensava la grazia a tutti erano spesso accompagnati da temporali. Quando poi la folla si apprestava a lasciare il luogo dell’evento il temporale cessava.

 

Vi sono innumerevoli esempi di questo misericordioso modo di rispondere del tempo, chi lavora con lo sciamanesimo, chi ha partecipato ad intensi cerchi di guarigione lo può sicuramente testimoniare. Ma cosa accade esattamente? Non lo sappiamo, ma di sicuro sta accadendo qualcosa, ed è reale e profondo.

Quindi, qual è realmente lo scopo del lavoro sul tempo? La più alta chiamata di uno sciamano è di aiutare a mantenere e ristabilire l’equilibrio e l’armonia, così da ridurre la sofferenza nel mondo. Il lavoro sciamanico sul tempo, così come il lavoro sciamanico di guarigione, non ha come unico interesse quello di “curare” un sintomo, sia questo un mal di testa o la siccità, ma piuttosto il riportare tutto il sistema in equilibrio, “guarire” la Terra. Comprendere e lavorare armoniosamente con le forze spirituali del tempo è una via potente, e possiamo intraprenderla. Gli spiriti del tempo vogliono che noi lavoriamo con loro. Vogliono che ingaggiamo un ruolo attivo e consapevole nel sano funzionamento del nostro pianeta. Se gli spiriti vedono che siamo interessati nell’imparare da loro, che vogliamo lavorare per il benessere di tutti e tutto, allora probabilmente lo noteranno e delicatamente ci insegneranno, mostreranno vie, modi in cui possiamo agire per far sì che la Terra continui ad essere un mondo vivo, sano e meraviglioso.

 

 

Note

Qualora qualcuno volesse portare la sua testimonianza di lavoro sul tempo, saremmo felici di accoglierla. Potete inviare una mail a: info@ilcerchiosciamanico.it

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