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Corso di formazione biennale in Costellazioni Familiari Sciamaniche®

2^ Edizione - 20 Ottobre 2018 - 10 Maggio 2020

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Uso del modello SIBAM di Somatic Experiencing™ nella rappresentazione sistemica e nel processo di rinegoziazione del trauma


 

Il mondo spezza chiunque e poi molti diventano forti

proprio dove sono stati spezzati”.

 

Ernest Hemingway

 

 

La presenza di un evento traumatico all’origine di un sintomo o di uno squilibrio si presta ad essere elaborato e risolto anche con le potenzialità offerte dalle costellazioni familiari sciamaniche. Sia che all’origine del problema si nasconda un irretimento genealogico, ovvero la persona si è identificata con un antenato che ha subito a sua volta un trauma e di cui se ne è fatta inconsciamente carico, sia che l’evento traumatico sia conosciuto ed è stato vissuto dalla persona in questa vita ordinaria, il campo morfico con l’aiuto degli spiriti compassionevoli sono in grado di mostrare la mappa dell’esperienza interiore che residua nel sistema nervoso e nell’anima del cliente qui e ora.

Lavorare con ciò che c’è nel momento presente è alla base dell’approccio fenomenologico delle costellazioni sciamaniche ed anche di Somatic Experiencing, la terapia specificatamente sviluppata da Peter Levine per la rinegoziazione del trauma. Non ha interesse andare a “scavare” nel passato del cliente o peggio ancora riportarlo nel vortice traumatico come alcune terapie catartiche propongono (con rischio di ri-traumatizzazione), ma piuttosto lavorare con ciò che è rimasto bloccato oggi nei vari piani dell’essere umano in risposta a quell’evento sopraffacente.

Le memorie traumatiche residuano per lo più nella memoria implicita procedurale, ovvero in quelle risposte d’emergenza che il corpo istintivamente ha attuato in risposta alla minaccia al momento del trauma. Questi ricordi sono costituiti da impulsi, movimenti, sensazioni corporee interne che vanno a costruire degli schemi motori che producono dei veri e propri programmi d’azione comprendenti reazioni di avvicinamento o evitamento e reazioni di sopravvivenza. Sono soprattutto queste memorie che nell’approccio di Somatic Experiencing si cerca di rintracciare come risposta che il sistema nervoso ha dato allora per fronteggiare l’evento traumatico, garantendo certo la sopravvivenza, ma creando al contempo schemi fissi di azione e reazione come ad esempio l’irrigidimento, il ritirarsi, contrarre i muscoli, movimenti di fuga o lotta, o di immobilizzazione e congelamento, che poi diventano abitudinari ogni qualvolta ci ritroviamo a far fronte a situazioni percepite come minacciose.

 

Un esempio di persistenza di ricordi procedurali disadattativi dove si sono presentate reazioni di evitamento e congelamento, lo vedo spesso in clienti che hanno subito abusi o violenze (reali e accertate) da parte di qualche familiare o conoscente in età infantile o adolescenziale. Nel caso di Maria (nome inventato per dovere di privacy), una ragazza che era stata violentata da uno zio, ora adulta, ha grosse difficoltà ad approcciare l’intimità col suo compagno, quando il compagno l’accarezza o si avvicina il suo corpo istintivamente si irrigidisce, si ritrae e infine subisce un collasso travolta dalla paura o dalla confusione. L’ambivalenza vissuta interiormente nel desiderare da un lato l’approccio col compagno ma al tempo stesso avvertire tutto ciò come pericolo, le impediva di vivere un rapporto sereno e soddisfacente, in particolare ovviamente nell’aspetto intimo e sessuale. La combinazione del contatto fisico e la vicinanza di una figura maschile andava a risvegliare quella memoria procedurale che agiva attuando implicitamente uno schema di sopravvivenza basato sulla fuga e sulla immobilizzazione.

Nella terapia, invito Maria ad abbandonarsi alla reazione di respingimento del compagno e sentendo la sua forza nelle braccia colgo una incompiuta reazione di sopravvivenza probabilmente impossibile allora nell’affrontare lo zio. Maria sente ancora l’impulso urgente di respingerlo e in quel momento affiorano in lei tracce di memoria implicita emotiva piene di rabbia, dolore e vergogna.  Un senso di nausea affiora nella mia bocca e nella sua, segnale che il suo sistema vegetativo sta iniziando a completare l’impulso di lotta e respingimento dell’abusatore. A questa reazione fece seguito una sensazione di calore diffuso in tutto il corpo, soprattutto nelle mani e braccia (direttamente coinvolte nella sua azione di respingimento), e poi lentamente subentrò uno stato di calma e di curiosa esplorazione di sensazioni mai sentite prima di allora. Invitandola a stare in contatto con quelle sensazioni, ora meno minacciose di prima, iniziò a scendere un flusso di energia sino al bacino e alla parte bassa del corpo (la sensazione iniziale era di congelamento dalla vita in giù). Dopo alcune sessioni successive (in caso di abuso e manipolazione, il lavoro terapeutico deve essere necessariamente lento e titolato), Maria fu in grado di accogliere le attenzioni del marito senza sentirsi sopraffatta e ad avvicinarsi a lui sentendosi ora al sicuro tra le sue braccia.

La rinegoziazione del trauma non consiste nel far rivivere l’esperienza traumatica al cliente, anche se momenti regressivi possono accadere, ma piuttosto nella rivisitazione graduale e diluita dei vari elementi senso-motori che formano la traccia che è rimasta nella memoria corporea procedurale e che ha prodotto stati anormali nel sistema nervoso in risposta al trauma, tipicamente eccitazione eccessiva (con conseguenti stati di iperattività, stress e allerta costante) o paralisi impotente (con stati dissociativi o di congelamento).

Il processo terapeutico di rinegoziazione consiste sostanzialmente nell’andare a completare quella fase di risposta alla minaccia che è rimasta in sospeso o non è stata possibile durante l’evento traumatico permettendo al sistema nervoso di scaricare quell’energia bloccata e di ripristinare la sua naturale auto regolazione.

 

 

Il modello SIBAM

Gli esseri umani, e in particolare i terapeuti, stabiliscono il contatto attraverso una sorta di risonanza corporea con il cliente. La risonanza costituisce la base dell’empatia necessaria per creare relazioni intime. Nel trattare le persone traumatizzate, il terapeuta deve anzitutto coltivare una profonda relazione di sintonizzazione col proprio corpo, solo una volta che ha incorporato e trasformato le sue esperienze sopraffacenti può fare da guida al cliente e aiutarlo a ripristinare la propria padronanza di sé. Come ha detto l’analista Leston Havens: “Forse la prova più sensazionale che l’empatia è riuscita si ha quando nel nostro corpo si presentano le stesse sensazioni descritte dal cliente riguardo al proprio”(1).

Nel corso degli anni settanta, Peter Levine ha sviluppato un modello teorico che offre uno strumento molto pragmatico per seguire le tracce dell’attivazione soggiacente un sintomo post-traumatico, ma in generale, anche per rappresentare le varie componenti dell’esperienza interiore umana.

Questo modello è stato chiamato SIBAM, acronimo costruito dalle iniziali delle cinque componenti che si vanno ad analizzare in termini di presenza o assenza, sovraccoppiamento (ovvero uno o più elementi troppo legati o sovrapposti tra loro) o sottoaccoppiamento (ovvero uno o più elementi troppo distanti, frammentati o addirittura assenti). Questi cinque aspetti che compongono la nostra esperienza interiore sono:

  • Sensation: sensazione.
  • Image: immagine, ma in generale le impressioni dei cinque sensi esterni
  • Behavior: Comportamenti
  • Affect: Affetto, le emozioni
  • Meaning: Significato

 

Nel rappresentare la fisiologia o i vari piani dell’essere umano in una costellazione sciamanica di un cliente traumatizzato, nella risonanza col cliente e col campo morfico, è possibile individuare quali di questi elementi del vissuto attuale del cliente sono assenti o dissociati, quali troppo sovrapposti, e dunque favorire il recupero e l’avvicinamento delle parti frammentate e lontane tra loro, o al contrario la separazione e l’allontanamento di ciò che si vede iper-accoppiato.
Il sovraccoppiamento in particolare può verificarsi all’interno di singoli elementi del SIBAM oppure tra elementi diversi.

Ad esempio, se una persona fa un incidente in un certo luogo, ogni volta che passa da quel posto si vede investito dall’auto. In tal caso, si ha un sovraccoppiamento a livello di immagine, ogni volta che vedo l’immagine di quel luogo vedo anche l’immagine del mio incidente. Di conseguenza (reazione a livello comportamentale difensivo) evito di passare da quell’incrocio…

Sovraccoppiamento tra elementi diversi vuol dire, ad esempio, tra Significato e Sensazione, ogni volta che mi sento in colpa (significato) mi si contrae il diaframma e trattengo il respiro (sensazione). Oppure, un sovraccoppiamento tra Emozione e Comportamento, un cliente sente rabbia (emozione) ed essendo incapace di contenerla picchia qualcuno (comportamento).

Analizziamo ora i vari elementi del SIBAM e come poterli rintracciare nella fisiologia di un cliente, sia che si sia seduto di fianco a voi nella risonanza, sia (o contemporaneamente) osservando la costellazione come si sviluppa davanti ai vostri occhi.

 

 

SENSAZIONI (S= SENSATION)

 

Questo aspetto nel lavoro di costellazioni è fondamentale, sia che si entri nel campo cosciente come rappresentanti sia ovviamente come clienti. Comprendiamo le sensazioni fisiche, interocettive, che nascono dall’interno del corpo e che possono essere più consapevoli o meno. Ciò che osserviamo in tal caso in un rappresentante (a prescindere da ciò che rappresenta in quel momento) e/o in risonanza col cliente, sono gli schemi di tensioni muscolari, la consapevolezza della posizione del corpo nello spazio (sensazioni propriocettive), sensazioni di accelerazione e decelerazione (vestibolari), sensazioni viscerali (provenienti dal cuore, polmoni, stomaco, intestino e vasi sanguigni).

La presenza di sensazioni fisiche o meno danno informazioni dirette sulle aree o organi interni affetti dalla attivazione traumatica o dove l’energia si è bloccata o ristagnata o dove è del tutto assente (sensazioni di flaccidità o collasso). Alternativamente, nello sviluppo della costellazione sciamanica, il mutare delle sensazioni fisiche ci comunica dove l’energia sta muovendosi o necessita di espandersi e dunque un buon segnale di sblocco o di una trasmutazione in atto.

L’importanza delle sensazioni fisiche ed energetiche nel lavoro di costellazioni sciamaniche, dove l’energia impegnata è solitamente molto più alta rispetto alle costellazioni tradizionali, suggerisce la necessità di compiere adeguate preparazioni ed esercizi, come proposto ad esempio dall’approccio ISP(2), per sviluppare il felt sense (il sentire interiorizzato del corpo) e incorporare anzitutto le proprie esperienze per poterle riconoscere in sé stessi e di conseguenza negli altri (o nello sviluppo della costellazione familiare).

 

 

IMMAGINI E SENSI ESTERNI (I= IMAGE)

 

Il lavoro immaginale nelle costellazioni sciamaniche coinvolge non solo la vista ma tutti i sensi. La fenomenologia che si sviluppa nel campo cosciente, soprattutto quando sopraggiunge la presenza di uno o più spiriti a supporto, si può esprimere in suoni, odori improvvisi, uno strano gusto amaro che si presenta sulla lingua, le mani che iniziano a sudare o che sentono il bisogno di strisciare improvvisamente sulle cosce. La “I” del modello SIBAM può essere interpretata come una qualsiasi delle impressioni che si generano dall’esterno, ad esempio nel campo morfico, e che trovano la loro corrispondenza interocettiva in termini di sensazione interna.

Questa componente del SIBAM in caso di traumi è estremamente importante rintracciarla e osservarla in quanto nel momento in cui sopraggiunge un trauma, tutti i sensi della persona si acuiscono per identificare e portare la totale attenzione alla sorgente della minaccia (fase di orientamento). Se sentiamo un’auto che dietro di noi frena rumorosamente, improvvisamente e istintivamente ci giriamo di scatto e con la vista, l’udito e in realtà con tutti sensi, in una frazione di secondo, cerchiamo di capire se scostarci immediatamente oppure, una volta visto che l’auto è a duecento metri ad esempio, uscire dallo stato di allerta, scaricare la tensione accumulata e continuare per la nostra strada. Di solito è una immagine visiva quella che rimane più impressa in un evento traumatico (in Somatic Experiencing come anche nell’ EMDR, si lavora spesso con gli occhi proprio in quelle situazioni dove la persona è rimasta bloccata o congelata nella prima fase di orientamento alla minaccia), ma molte volte si può avere una combinazione simultanea di parecchie impressioni sensoriali, se non addirittura tutte le sensazioni sovrapposte.  Ad esempio, una donna molestata da uno zio alcolista può entrare nel panico o avere reazioni di trasalimento alla vista di un uomo che gli somigli (vista/immagine) o all’odore dell’alcol (olfatto), se questo ricorda il suo alito pesante che aveva al momento dell’abuso, o al sentire passi veloci e pesanti alle sue spalle (udito).

Nelle costellazioni sciamaniche spesso si presentano degli spiriti “messaggeri” o direttamente antenati del cliente che mandano messaggi sottoforma di immagini percepite come visioni, ombre o immagini olografiche, odori particolari che possono ricordare traumi di guerra dove, ad esempio, veniva usato il gas nervino, oppure suoni, canti o messaggi che sono chiaramente percepibili da tutti i presenti e di cui, ovviamente, occorre tenerne conto. Sempre nella risonanza col cliente o con il campo, il terapeuta (costellatore) può sentire direttamente e seguire assieme ai rappresentanti o al cliente stesso queste tracce sensoriali che veicolano informazioni importanti circa la circostanza dell’evento traumatico oppure ancora una volta, una energia che si vuole manifestare in quel modo o nel processo di un cambiamento.

 

 

COMPORTAMENTI (B= BEHAVIOR)

 

I comportamenti sono gli aspetti più evidenti nello sviluppo di una costellazione o nelle reazioni di un cliente. Comprendono i gesti volontari, la mimica emotiva, la postura (ovvero da dove parte un movimento intrinseco, ad esempio la spina dorsale), i segnali autonomi del sistema cardiovascolare e respiratorio (il primo osservando la carotide, il secondo come si muove il respiro nel cliente). Altri movimenti che possono essere osservati in questa categoria, sono i comportamenti viscerali (osservabili dai rumori gastro-intestinali), oppure comportamenti archetipici, ovvero gesti involontari e posture che trasmettono un significato universale, che spesso accompagnano o segnalano l’arrivo di maestri spirituali dal mondo di sopra. Questi gesti possono anche comporre dei mudra oppure assumono un significato che riporta un messaggio di coerenza e integrazione da parte del cliente, segno che il processo si sta per concludere positivamente.

 

 

AFFETTO-EMOZIONI (A=AFFECT)

 

Qui rientrano le emozioni elementari, paura, rabbia, tristezza, gioia, ecc.., ma anche quelle sensazioni interiorizzate (che formano ciò che viene chiamato felt sense) di attrazione e repulsione, impressioni che qualcosa sia buono o cattivo che ci aiutano a guidare la nostra vita in una direzione o un'altra.

La componente emotiva è importante rintracciarla in quanto le emozioni ci mettono in contatto con le parti più profonde di noi stessi, ci suggeriscono cosa abbiamo bisogno. Esse costituiscono non solo il fondamento del rapporto con noi stessi ma anche con gli altri. Molta parte del nostro linguaggio relazionale è fatto di componenti emotive, basti pensare a quanti micromovimenti può fare il nostro viso e in base a quei movimenti già sappiamo in un istante l’umore della persona che ci sta parlando, a prescindere da ciò che ci sta dicendo. Uno degli effetti del trauma è anche quello di rompere i nostri rapporti sociali e possiamo rintracciarlo nel volto delle persone traumatizzate da una certa immobilità o congelamento della maschera facciale. Una patologia spesso associata al trauma è l’alessitimia, ovvero l’incapacità di provare, riconoscere e comunicare le proprie emozioni. Questa patologia lascia la persona in uno stato di torpore, quando si muovono (o in costellazioni analogamente un rappresentante del cliente traumatizzato) sembra “un morto che cammina”. Uno strumento efficace per far uscire la persona dal congelamento e aiutarlo a ripristinare la connessione sociale interrotta, ad esempio facendogli muovere lentamente i muscoli del viso. Sappiamo infatti dalla teoria polivagale di Porges che questi muscoli sono in connessione con il nervo vago e il tono vagale è un indice della capacità dell’individuo di esprimere le proprie emozioni.

 

 

SIGNIFICATO (M= MEANING)

 

I significati sono le etichette che assegniamo all’esperienza complessiva formata dai quattro elementi che la precedono ossia dall’insieme delle sensazioni, immagini, comportamenti ed emozioni. Tra i significati rientrano anche le credenze fisse che una esperienza traumatica può aver installato in una persona e che ancora costituisce un “mantra” che condiziona il suo comportamento in maniera angusto e restrittivo.

Ad esempio, se ho subito una violenza da piccolo posso maturare dentro di me che “il mondo sia cattivo” oppure che “la fuori nessuno mi capisce o è in grado di aiutarmi”, oppure che “non sono una persona amabile”. Purtroppo se l’evento traumatico accade a una persona in giovane età, quando si è più fragili e impressionabili, significati del genere possono diventare pervasivi e fissarsi in modo rigido.

Nello sviluppo della costellazione sciamanica, nel tentativo di rinegoziare il trauma e riordinando gli elementi del SIBAM ovvero risolvendo i sovra e sotto accoppiamenti tra le varie componenti, diamo la possibilità al cliente di rompere queste credenze spesso negative e limitanti e accedere a nuovi significati. Se nell’esempio di prima, separiamo l’odore dell’alcol dall’immagine della violenza subita dallo zio alcolista, ecco che la persona non avrà più una reazione di fuga o congelamento all’odore dell’alcol e neppure alla vista di un uomo che presenti le stesse sembianze dell’abusatore.

 

 

Lavorare in costellazione con i cinque elementi del SIBAM

Il modello SIBAM comprende dunque tutti gli aspetti neurofisiologici, comportamentali e somatici dell’esperienza di un individuo, traumatica o vittoriosa che sia. Quando ad esempio riusciamo a rispondere efficacemente in risposta a un evento sopraffacente, tutti gli elementi del SIBAM compongono una risposta fluida, continua e coerente del tutto adeguata alla situazione che ci troviamo a vivere in quell’istante. Dal movimento dei rappresentanti nella costellazione, osserviamo che i vari componenti dell’esperienza che il cliente sta vivendo e che si sviluppa nel campo davanti ai suoi occhi sono tutti presenti e in un rapporto di distanza, seppur con intensità differenti, di reciproco equilibrio (l’equilibrio tra le componenti del SIBAM va visto sempre dinamicamente).

Se invece la costellazione appare “frammentata”, ovvero i rappresentanti ad esempio si pongono molto lontani gli uni dagli altri, non comunicano, guardano in direzioni opposte o alcuni magari si dissociano uscendo dal cerchio (nel linguaggio corporeo e rituale della costellazione sciamanica significa che quella parte o chi rappresenta vuole “andarsene via” in qualche modo), ecco che allora occorre verificare quali elementi sono sotto-accoppiati e trovare delle risorse che possano “riunire ciò che è sparso”(3).

I singoli elementi del SIBAM possono anche essere introdotti ciascuno con un rappresentante se si vuole avere l’immagine chiara della relazione reciproca, i vari sottoaccoppiamenti e sovraccoppiamenti, e seguendo le tecniche di Somatic Experiencing fare in modo di riportare le varie componenti alla giusta distanza e ad un rapporto equilibrato tra loro. Ovviamente, come nel lavoro individuale, la guarigione dei traumi per forza di cose deve essere sviluppato molto lentamente e un piccolo passo per volta, proprio per non andare a sovraccaricare di nuovo il sistema nervoso del cliente con ulteriori cariche di attivazione che potrebbe ricevere con la pretesa da parte del terapeuta/costellatore di arrivare subito a una soluzione o sollecitando la persona con eccessive informazioni e risorse (nel lavoro vanno titolate anche le risorse).

 

Come si nota un sovraccoppiamento delle varie componenti del SIBAM?

 

Un elemento è sempre seguito a un altro, un rappresentante si attacca o segue a ruota un altro. Evidentemente segno che c’è un legame stretto tra i due al punto che i due non riescono a stare in uno spazio autonomo, sembra talvolta che non ci sia una via d’uscita. In caso di traumi, un sovraccoppiamento comune è dato dalla paura accoppiata all’immobilità. Davanti alla minaccia, o a qualcosa o qualcuno che mi ricorda la minaccia, ci paralizziamo di paura. Ecco che occorre separare, disaccoppiare la paura dal congelamento introducendo una risorsa a protezione del cliente, ad esempio, oppure allontanando o “congelando” la minaccia e dicendo al cliente che non si potrà più muovere da li. Questo mostrare davanti al cliente la minaccia e allontanarla da lui, consentendogli di stare in uno spazio sicuro o a contatto con un protettore competente (può essere il rappresentante di chiunque o di qualsiasi cosa che da a lui una sensazione di sicurezza), permette la suo sistema nervoso di prendersi il tempo e lo spazio (che probabilmente non aveva avuto al momento del trauma) per autoregolarsi e lo aiuta a far emergere quelle risposte di orientamento e difesa intenzionali verso la minaccia stessa che non ha avuto modo di completare allora.

C’è spesso una sequenza prevedibile di sensazioni che si manifestano prima che inizino i sintomi sovraccoppiati, ad esempio emicranie, attacchi di panico o dolori. Se si verificano nel cliente (o nel suo rappresentante nella costellazione o in entrambi), lavorare per disattivare la carica, e se è una sindrome, dove poter interrompere la sequenza prima che il suo sistema vada di nuovo in sopraffazione. E’ importante in questa fase, nel caso dovessero emergere in costellazione dei sintomi, rassicurare il cliente che sono momentanei e rappresentano il modificarsi dell’energia rimasta bloccata o legata alla sua risposta al trauma. Questo aiuta a normalizzare l’esperienza e a disaccoppiare la paura dallo stati di scarica e dunque permettere a questa di completarsi naturalmente. In fase di scarica il cliente potrebbe essere colto da tremori, agitazioni e scuotimenti in alcune parti del corpo, sensazioni di caldo/freddo, sensazioni elettriche, movimenti digestivi o intestinali. E’ importante in questi casi sostenere il cliente affinché dia spazio a queste scariche senza temerle, ma anzi fornire a lui la corretta interpretazione di ciò che sta accadendo.

Nella fase di disaccoppiamento è importante rallentare il più possibile il processo per ridurre la possibilità che il cliente entri velocemente in uno stato di sopraffazione. Se dovesse entrare, fornire a lui delle risorse per permettergli di ritornare ad uno stato di calma e ancorarlo (es. fargli aprire gli occhi, se li ha chiusi, e invitarlo a cercare un contatto visivo con qualcuno nel cerchio; invitarlo a respirare più lentamente, dargli istruzioni per rallentare e tranquillizzarsi).

Potrebbe capitare che separando, disaccoppiando due elementi del SIBAM, ad esempio, separo la paura della minaccia dalla reazione di immobilizzazione, emerge l’attivazione perché la costrizione associata ad essa si lega all’energia della sopravvivenza. Quando la costrizione inizia ad allentarsi, riappare l’attivazione a cui è legata. In tali casi è opportuno dire al cliente, o favorire questa comprensione nella gestione della costellazione, che quella attivazione non ha niente a che fare con quella provocata dalla minaccia ma anzi è “energia buona” che inizia a rifluire e scongelarsi e torna ad essere finalmente disponibile.

 

Come si notano i sotto-accoppiamenti?

 

Quando nella costellazione vi è una mancanza di coerenza tra i vari elementi del SIBAM o tra i rappresentanti, oppure gli elementi sono assenti o molto lontani tra di loro, o poco accessibili e frammentati. L’esperienza interiore del cliente, resa visibile dai movimenti dei rappresentanti il suo sistema nervoso o i vari piani del suo essere, distanza gli elementi uno dall’altro per poter gestire uno stato per lui soverchiante. Gli elementi sono frammentati, la disposizione della costellazione nello spazio è frammentata. Questo stato può portare a dissociazione e paralisi, può coinvolgere una parte del corpo, dell’anima o la sua totalità, oppure un canale sensoriale o un particolare ricordo. Il sotto-accoppiamento è un fenomeno adattativo, ma la mancanza di integrazione sensoriale porta a disturbi da stress post-traumatico (DSPT).

Nel tentativo di far avvicinare elementi lontani e disaccoppiati tra loro, occorre muoversi anche in tal caso molto lentamente perché potrebbe riaffiorare l’attivazione (come nel caso precedente), e in taluni casi al sotto-accoppimento può seguire un sovra-accoppiamento.

Segnali di sotto-accoppiamento sono dati da stati dissociativi (es. si possono sentire frasi tipo :”Ho un buco di memoria di ciò che è accaduto durante il trauma alla gamba destra, e sul lato destro ho perso un po’ di sensibilità, mi sembra più assente rispetto al sinistro”. Continuo inoltre ad avere incidenti sul lato destro o avere problemi fisici su quel lato); i sentimenti o le emozioni possono anch’essere essere disaccoppiate (es. si vede la paura sul volto del cliente ma lui non ne è consapevole); ci può essere disorientamento nello spazio e nel tempo (es. il cliente o il suo rappresentante inizia a girare a vuoto nello spazio come se stesse cercando qualcosa); i confini sono labili tra sé e gli altri; la presentazione cognitiva (ad esempio, ciò che il cliente dice o meglio, come lo dice, prima che cominci la costellazione per presentare il suo tema) è confusa e frammentata; il corpo ha un aspetto collassato. La strategia in tal caso è dunque rimettere insieme i pezzi, riassociare. E’ come mettere assieme i pezzi di un puzzle: si costruiscono i bordi, il contenitore, e poi si fa in modo che gli elementi dispersi si ritrovino all’interno per ristabilire le connessioni perdute e un nuovo equilibrio. Per questo lavoro, si notano gli elementi della connessione attraverso le somiglianze pensando alle varie componenti come complementari tra loro o simili. Un’emozione potrebbe ad esempio essere associata ad una immagine che esprime la stessa esperienza. In questo caso si aiuta il cliente a notare queste somiglianze per favorirne l’avvicinamento. Il cliente talvolta non si rende conto della connessione tra questi elementi, ma se lo si aiuta a tenerli entrambi nel suo campo di attenzione sostenendone l’incorporazione, questi elementi diventeranno coerenti e si ri-assoceranno da soli.

Anche in tal caso è opportuno stare attenti che avvicinando troppo velocemente gli elementi o troppi elementi alla volta potrebbe emergere di nuovo l’attivazione soggiacente con il rischio che il cliente rientri rapidamente in uno stato do sopraffazione. Procedere lentamente ancorando l’esperienza alla fisiologia facilita il ritorno regolato e coerente delle varie componenti. La memoria procedurale aiuta a collegare i frammenti, dunque osservare i movimenti impliciti dei rappresentanti e anche quelli del cliente nello sviluppo della costellazione.

 

 

Conclusione

La rinegoziazione del trauma lavorando con gli elementi del SIBAM e risolvendo le dinamiche di sotto-accoppiamento o sovra-accoppiamento, permette di ritornare ad un accoppiamento sano tra i vari elementi, ovvero ad un equilibrio tra di loro flessibile, variabile e congruente. Gli elementi tornano ad essere più accessibili e disponibili alla persona, si possono di nuovo collegare assieme ma non restano bloccati. Questo permette di sviluppare curiosità e creatività, offre alla persona una gamma di soluzioni più ampie, ora accessibili, alle sue risposte a stati di alta attivazione e di stress, aumenta la resilienza del sistema nervoso ovvero la sua capacità di sostenere ciò che prima era sopraffacente ma ora diventa gestibile e contenuto.

Ristabilendo le dinamiche di accoppiamento sane si ripristina la capacità del sistema nervoso di rispondere a una minaccia in maniera funzionale e organizzata.

La prossima volta che la donna traumatizzata da un incidente stradale dovesse sentire ancora il rumore di una frenata dietro di lei, sicuramente avrebbe ancora un’ondata di attivazione del sistema nervoso autonomo, il suo corpo si tenderebbe, il cuore batterebbe forte e inizierebbe a sudare. Orientandosi verso la minaccia, vede che l’auto è molto lontana da lei, e dunque inizia a scuotersi, respirare pesantemente, si rende conto di aver avuto paura ma ora contemporaneamente sente anche un sollievo. Inizia ad avere tremori, si sente traballare sulle ginocchia, si siede e si scuote per diversi minuti (segnali di scarica dell’energia accumulata durante l’attivazione). Dopo aver pianto, il suo corpo si rilassa, si riposa un po’ poi chiama il fidanzato che la sostiene e le propone di incontrarla in caffè. La donna si sente meglio, il suo sistema nevoso autonomo e la sua fisiologia si normalizzano e si incammina verso il caffè sentendosi bene. Quando racconta la storia al fidanzato è in grado di riderci sopra e non si sente attivata se non per un breve momento. Gli elementi del SIBAM (comportamenti fisici, emozioni, sensazioni e immagini) si sono disaccoppiati e è ora in grado di riprendere le sue normali attività senza alcun residuo traumatico di quella esperienza.

 

 

 

Note

1. Havens, L. “Esplorations in the Uses of Language in Psychotherapy: Complex Empathic Statements”, in Psychiatry, 42, pp40-8.

2. ISP™ sta per Integral Somatic Psychology™, un approccio ideato da Raja Selvam per l’incorporazione delle nostre esperienze e per la trasformazione e integrazione delle emozioni e degli stati sopraffacenti. Per approfondimenti vedere l’articolo di Luciano Silva “Terapia Psico-Corporea integrata (ISP™): l’incorporazione dell’esperienza per la trasformazione e l’integrazione delle emozioni e degli stati sopraffacenti” - Un approccio integrato corpo, mente ed energia per gestire gli stati tensionali ad alta attivazione emotiva” –pubblicato nel presente sito.

3. Si veda ad esempio Luciano Silva, “Costellazioni Familiari Sciamaniche – Storie dai giardini della preesistenza” – Edizioni Crisalide, cap. 5.

 

 

Per approfondimenti

  • Peter Levine, “Somatic Experiencing – Esperienze somatiche nella risoluzione del trauma”, Astrolabio
  • Bessel A. van der Kold, Alexander C.McFarlane, Lars Weisaeth, “Stress traumatico – Gli effetti sulla mente, sul corpo e sulla società delle esperienze intollerabili”, Magi Edizioni
  • Luciano Silva, “Costellazioni familiari sciamaniche – storie dai giardini della preesistenza”, Edizioni Crisalide.

 

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Strumenti sciamanici

Tamburi in pelle naturale e sintetica per il Viaggio Sciamanico, CD, DVD ed altri strumenti utili per la pratica.

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Sessioni, trattamenti e consulenze individuali con gli operatori.

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Coming soon

Corso di formazione biennale in Costellazioni Familiari Sciamaniche®

2^ Edizione - 20 Ottobre 2018 - 10 Maggio 2020

9 moduli (1 week end ogni 2/3 mesi) che offrono soluzioni uniche ai temi proposti tramite una completa integrazione delle costellazioni familiari nello sciamanesimo, arricchite con strumenti cerimoniali e rituali e i moderni approcci di risoluzione dei traumi su base corporea e di integrazione psico-somatica.

Chiusura iscrizioni 28 Settembre - Posti limitati

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Il nuovo libro di Luciano Silva

Costellazioni familiari sciamaniche: un libro di Luciano Silva

In questo spazio si respira un'aria diversa, risplende un'altra luce, regna un amore incondizionato e compassionevole in grado di accogliere tutto e tutti. In esso ci si apre a un nuovo futuro, a un altro futuro. In esso, riprendiamo a vivere la nostra Grande Storia.

I prossimi eventi

Costellazioni Familiari Sciamaniche®

(14/09/2018)

Serata di costellazioni sciamaniche a tema libero

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Sciamanesimo e Genealogia - La Pulizia delle Linee Ancestrali

(15/09/2018 - 16/09/2018)

4° Modulo - 8° Corso di Formazione biennale L1

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Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico - Tel 338.1838983 - Email info@ilcerchiosciamanico.it - Fax 0332.204364 - P. Iva 03109910129 - Disclaimer - Privacy Policy

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