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Corso di formazione biennale in Costellazioni Familiari Sciamaniche®

2^ Edizione - 20 Ottobre 2018 - 10 Maggio 2020

9 moduli (1 week end ogni 2/3 mesi) che offrono soluzioni uniche ai temi proposti tramite una completa integrazione delle costellazioni familiari nello sciamanesimo, arricchite con strumenti cerimoniali e rituali e i moderni approcci di risoluzione dei traumi su base corporea e di integrazione psico-somatica.

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La vita con gli spiriti dopo i seminari.

Come superare le prime difficoltà col viaggio sciamanico e facilitare la relazione con i propri spiriti guida


Questo articolo è stato pubblicato nella guida Sacred Hoop Free Guide to Shamanism su gentile concessione.

Traduzione italiana a cura dell'Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico.


Dopo 25 anni di lavoro al fianco dei miei spiriti guida, adesso lavoro come mentore sciamanico ascoltando i viaggi delle anime di altre persone.

Spesso sono proprio io a dire agli altri “ Sì, va tutto bene – è normale – buon lavoro!”

Di tanto in tanto, ne abbiamo tutti bisogno.

Le persone che mi contattano per essere seguite, spesso hanno già fatto dei percorsi sciamanici. Questo è il processo per entrare in uno stato alterato in modo controllato, solitamente con l'aiuto del ritmo del tamburo per supportare il cambiamento di coscienza, e con un intenzione o una missione – una domanda ai loro spiriti che li guidano in questa “realtà non ordinaria” in cui vivono.

Uno di questi primi “viaggi” è quello alla ricerca del proprio animale guida (spesso chiamato anche animale di potere), che guida e aiuta le persone nelle loro esperienze nel mondo degli spiriti. Durante il viaggio, allo scadere di un tempo già prestabilito, il viaggiatore è richiamato alla “realtà ordinaria” tramite un segnale concordato in precedenza; in seguito riflette su tutto quanto accaduto in risposta alla sua domanda originaria.

Quando le persone mi chiamano per essere seguite, alcune volte molto tempo dopo il loro percorso iniziale, mi chiedono se le loro precedenti esperienze con gli spiriti siano state reali o frutto della loro immaginazione. Posso solamente dire che, per quanto mi riguarda, durante il corso degli anni la vita con gli spiriti è stata decisamente reale.

Una volta, decisi di montare un tepee mentre soffiava un vento terribile – una mossa decisamente poco saggia. I pali erano al loro posto ed io ero all'interno della famigliare forma conica, pronta a fissare il telone – e quindi l'intera struttura al terreno. In pratica mi stavo tenendo ad un ombrello gigante, e molto pesante, e tre piccoli pali.

Improvvisamente una forte folata di vento si infilò sotto il telone, alzando l'intera struttura che stava per collassare su stessa- e su di me ovviamente.

In quel momento il mio spirito guida Lupo venne da me e in qualche modo mi guidò verso quella che era l'unica via di fuga possibile, l'apertura della porta che era sospesa rispetto al terreno a qualche metro di distanza da dove mi trovavo.

Non sono una persona atletica, ma sorprendentemente in un secondo, con un guizzo fui guidata verso l'esterno, appena in tempo. Un attimo dopo il tepee giaceva per terra in un ammasso di tela e pali rotti.

Un'altra volta, una giovane donna mi raccontò del forte legame che aveva con il suo animale guida, nel suo caso due tigri. Una sera, tardi,  mentre stava rincasando con la metro sotterranea (e la sua mente era decisamente lontana da qualsiasi pensiero sciamanico), era l'unica passeggera della suo vagone, quando alla stazione successiva salirono alcuni ragazzi. Erano decisamente su di giri a causa dell'alcool o di qualche droga, cominciarono a deriderla ed ad avvicinarsi. Non nutriva alcun dubbio sulle loro cattive intenzioni. Mentre si stava preparando a quanto stava per accadere, le apparvero le sue due tigri, erano nel corridoio centrale, proprio tra di lei ed i ragazzi, ringhiavano rabbiose pronte a difenderla. I ragazzi si fermarono di colpo e batterono in ritirata nel fondo del vagone con aria intimorita e sconfitta. A quel punto i due animali di potere si calmarono.

Naturalmente la nostra vita con gli spiriti guida raramente ci porta degli esempi così forti, così drammatici, grazie al cielo! D'altro canto non si può nemmeno pensare di vivere in una vita incantata – ma perché no? Potrebbe anche succedere. La vita con gli spiriti riguarda situazioni di vita reale, non solo lo sviluppo personale o gli scopi terapeutici.

La connessione con i nostri spiriti guida, e la grandissima consapevolezza che ne deriva, si sviluppa, cresce, con il passare del tempo e attraverso il tempo passato insieme.

 

Come insegnante vengo contattata spesso da persone che non riescono a viaggiare da sole a casa, o che è da molto tempo, talvolta anni, che non compiono dei viaggi. Sentono la mancanza dei loro animali di potere e del mondo degli spiriti, ne sentono il richiamo.

Talvolta percepiscono un segno della presenza degli spiriti nella loro vita quotidiana, per esempio uno “strano” foglio che cade dal loro quaderno degli appunti di un seminario, oppure ricevono da qualcuno una cartolina che raffigura il loro animale guida e sentono il loro cuore connettersi di nuovo. Indipendentemente dal motivo per cui non hanno continuato con i loro viaggi, ora si sentono tagliati fuori, isolati.

Da quando hanno incontrato gli spiriti per la prima volta, il loro mondo è cambiato, hanno fatto un passo verso una visione più ampia della realtà, acquisendo una nuova pelle, sia che questo li abbia fatti sentire a proprio agio o meno. Le esperienze fatte non possono essere cancellate in nessun modo.

La loro prima esperienza sciamanica durante un seminario può essere stata eccitante e reale. Avevano il supporto di un luogo di lavoro già creato appositamente, si sono sentiti sicuri grazie ad gruppo di guide esperte e a dei compagni di viaggio con cui condividere il tutto.

Spesso non si fa molto caso alla sicurezza che viene trasmessa nel vivere queste esperienze durante un seminario. Ma una volta tornati a casa, dove bisogna preparare la cena per i bambini, accertarsi che l'auto sia stata revisionata, andare al lavoro ogni giorno, fare i conti con le nostre relazioni personali, tutto ciò che abbiamo vissuto durante un seminario può apparirci decisamente irreale.

Spesso alcune persone credono di essere le sole a sentirsi in difficoltà, sentono di aver deluso loro stesse in qualche modo, e chiedere aiuto non è semplice. Quindi vorrei condividere con voi alcune delle tipiche domande che sorgono da situazioni come questa.

Ma prima, permettetemi di sottolineare che tutti i praticanti hanno sperimentato in alcune occasioni il valore estremamente prezioso del lavoro di facilitazione, del confronto con gli altri, indipendentemente dal loro grado di esperienza. Nei momenti in cui mi sento bloccata nella mia pratica o in generale nella vita, vi sono sempre delle persone con cui mi posso confrontare, sia incontrandole o sia semplicemente facendo una telefonata. E questo per me ha un valore immenso.

 

Queste sono alcune fra le tipiche domande che mi vengono rivolte:

 

“Quel viaggio non è stato solo frutto della mia immaginazione… come posso sapere con certezza che era reale…?”

Ovviamente non vi sono prove imprescindibili. Comunque, immaginare qualcosa non significa avere dei problemi mentali, o in ogni caso non è qualcosa da cui dobbiamo prendere le distanze; l'immaginazione uno strumento vitale che più viene usata, più impariamo a comprenderla, proprio come un muscolo.

Quando abbiamo maturato una certa esperienza nel viaggio sciamanico, impariamo da soli a distinguere, a saper riconoscere una nostra fantasia, qualcosa che può essere il frutto della nostra mente laboriosa, o proiezioni di paure personali, e a connetterci a ciò che è il reale mondo degli spiriti. Questa capacità di discernimento cresce con l'esperienza – e quando nascono dei dubbi prima di aver maturato una certa esperienza, allora ci possiamo trovare di fronte ad un grande ostacolo.

 

“Nonostante i vari tentativi, ancora non sono riuscito ad incontrare il mio animale di potere – significa che non ce l'ho?”

Facendo capo alla mia esperienza – e alla tradizione – posso affermare che tutti abbiamo almeno un animale di potere. Solitamente quando sperimentiamo delle difficoltà nel connetterci al nostro animale di potere è perché siamo noi che non riusciamo a vederlo. Spesso perché sentiamo di non meritarcene uno, perché abbiamo paura che gli spiriti siano reali (oppure che non lo siano), perché crediamo di essere “i soliti esclusi” , perché ci sforziamo troppo nel cercarlo, perché non troviamo ciò che ci aspettavamo di trovare, o il comunissimo “se non mi è andata bene la prima volta, sicuramente andrà male anche la seconda!”

Si può sempre chiedere aiuto a qualcun altro per recuperare il proprio animale guida, poi, però, spetterà a noi capire come “far conoscenza” con il nostro animale di potere.

Spesso durante i seminari non vi è il tempo per approfondire questo lavoro, ma è molto importante che vada fatto. Se sappiamo che durante il viaggio andremo ad incontrare un amico, qualcuno a noi famigliare, il tutto assume una prospettiva meno scoraggiante.

 

“Ultimamente non vedo il mio animale,  durante i viaggi continua ad apparirmene uno nuovo, possono cambiare nel tempo?”

Chiediglielo! Chiedi se è un tuo nuovo animale guida. Chiedete, chiedete, chiedete – una regola d'oro dei viaggi. Alcune volte gli animali di potere sembrano farsi da parte per un momento- ma questo di solito ha a che fare con i bisogni e l'evoluzione che la nostra anima ha in un determinato momento. Si riavvicineranno al momento opportuno.

Recentemente, uno fra i miei primi animali guida sembra essere sparito, lo conosco da più di vent'anni, ma ultimamente non lo vedevo spesso al mio fianco – magari solamente un veloce saluto all'inizio del viaggio. Poi, durante un seminario, mentre suonavo il tamburo – cosa che normalmente non faccio – eccolo lì, vicino, che danza e si gode il suono del tamburo. Così ho imparato qualcosa di nuovo su di lui, cercherò di suonare più spesso il tamburo per invitarlo a viaggiare con me.

 

“Durante un viaggio il mio animale di potere si è infuriato e mi ha attaccato. Mi sta suggerendo di smettere?”

Avete fatto una domanda agli spiriti – la vostra “missione”. Tutto ciò che avviene durante un viaggio fa parte della risposta che gli spiriti vi danno. Sempre.

Durante alcuni viaggi i miei animali mi hanno tirato le orecchie, mi hanno ringhiato contro,  mi hanno persino colpita… fa tutto parte della risposta alla mia domanda. Non è una questione personale. Le guide vi daranno questo genere di risposta quando sarete pronti per riceverla, quando sarete pronti per coglierne il messaggio – anche se vi ci vorrà del tempo. Loro sono qui per aiutarvi, non per rendervi tutto più semplice. Altrimenti non impareremmo, non saremmo in grado di andare oltre, di spingerci oltre la nostra “zona di comfort”.

Questo genere di risposta può anche essere un modo per testare il vostro vero intento, la vostra fiducia, la vostra volontà. Gli spiriti ci preparano a tutto questo. Ci muoviamo in un territorio estraneo a noi esseri umani, ma per quanto mi riguarda, resta un territorio colmo di amore.

 

“Ho provato a viaggiare con diversi praticanti, ma quando mi immagino di entrare nel tunnel vedo solo oscurità, non vedo nessuno scenario vivido come descrivono altre persone. Che cosa sbaglio?”

Nulla. Eccetto forse dubitare di te stesso, e confrontare la tua esperienza con quella degli altri. Chiedi al tuo animale guida di aiutarti. Lavora su tutto ciò che senti – con il nulla: la sua essenza, il suo suono, il suono odore. Connettiti, avvicinati, vai avanti – non dare per scontato che stai camminando nel vuoto. Non dare assolutamente nulla per scontato!

E' fondamentale essere proattivi nel proprio viaggio e non lasciarsi trascinare senza una direzione. Quindi, continua a ribadire la tua missione al “nulla”, fermati e aspetta che giunga una qualsiasi risposta. Spiega che non riesci a vedere. Usa la tua immaginazione per trovare nuovi “strumenti” che possano aiutarti. Una donna con cui ho lavorato, era bloccata in questa situazione, alla fine si è ricordata che poteva usare la sua immaginazione, così ha immaginato di avere con sé una torcia. L'ha accesa e… ecco lì l'entrata del tunnel, quando alzò lo sguardo vide il cielo all'interno del buco del tunnel che aveva appena varcato, ed il suo animale di potere che la scrutava dall'alto.

Molti sciamani tradizionali tengono attaccati al loro costume, al tamburo (oppure dipinti sui loro sonagli) delle riproduzioni di questi strumenti – il kit di strumenti varia a seconda della persona in base ai suoi bisogni, le sue necessità. Potrebbe essere una scala, un gancio, una spada laser, delle forbici, un'ascia, una tromba evocatrice, un bastone scaccia paure… Non vi è nessuna regola,  nessuna componente estetica – scegliete ciò che funziona per voi, ciò di cui sentite il bisogno.

Oltretutto, non tutti “vedono” immagini in Technicolor. Alcuni si muovono guidati da suoni, odori, forme,… Impariamo a interpretare questa conversazione con gli spiriti.

 

“Da un paio d'anni ho un animale di potere, ma ora un altro animale si è aggiunto durante i viaggi – Posso averne più di uno, e cosa ne pensa il mio primo animale guida?"

Sì, non vi è alcun numero limite, ma normalmente le guide principali sono al massimo due; gli altri possono rendervi visita in alcuni viaggi, durante situazioni particolari che richiedono la loro energia. Per esempio nel mio caso, ho un animale che mi guida nel mondo degli spiriti e mi conduce esattamente nel luogo dove devo andare; poi ve ne sono altri che compaiono quando ho bisogno di essere incoraggiata e sostenuta.

Chiedete alla nuova guida se è un animale di potere, e se così fosse, ringraziatelo e riconoscete, prendete atto di questa relazione. Il vostro primo animale guida probabilmente non ha idea delle vostre preoccupazioni in merito ai suoi sentimenti – La gerarchia emozionale è una pre-occupazione prettamente umana. Ma in ogni caso, chiedete ai vostri animali. Di nuovo – chiedete, chiedete, chiedete.

 

“Ero molto legata al mio animale guida, ma poi non avendo viaggiato per diverso tempo, abbiamo perso il contatto. Ora vorrei riprendere i miei viaggi e mi chiedo se i miei animali di potere saranno ancora lì al mio fianco, e se ci saranno, sono forse arrabbiati con me?”

Potremmo pensare di aver perso la nostra relazione con gli animali guida a causa della nostra assenza. Fate il grande passo e chiedete.

Recentemente durante una sessione un cliente si è commosso fino alle lacrime nel scoprire che dopo anni di assenza il suo animale guida, che credeva aver abbandonato, lo aveva invece seguito pazientemente. Nel mio studio, in un posto dove si è sentito al sicuro, nella fiducia, è riuscito a lasciar andare il senso di colpa e a percepire di nuovo la forte presenza del suo animale di potere.

Si è reso conto che è erano di nuovo l'uno al fianco dell'altro, e stato un ricongiungimento cuore-a-cuore, un vero privilegio per me potervi assistere. Questo accade veramente spesso. Quando l'uomo si è soffermato a pensare a quanto accaduto nella sua vita durante questo periodo di separazione, ha potuto riconoscere la presenza continua e l'influenza del suo animale di potere.

Nel viaggio della nostra anima non vi sono tempi stabiliti, e soprattutto noi non siamo a conoscenza del punto in cui ci troviamo. Alcune volte un'apparente assenza da un lavoro spirituale come il viaggiare – ma potrebbe anche essere la meditazione o un lavoro di tipo cerimoniale – è semplicemente una deviazione sul nostro cammino dell'imparare e del crescere da cui dobbiamo passare in quanto parte del percorso di crescita della nostra anima.

Se la vostra guida in determinate situazioni sembra quasi volersi tirare indietro, sembra essere chiusa o non esattamente entusiasta – chiedete il perché, chiedete se c'è qualcosa che dovete fare o sapere per potervi riconnettere. Forse sta cercando di trasmettervi un insegnamento, quindi prendete coscienza dei vostri sentimenti, di cosa provate mentre accade tutto ciò – è tutto parte della risposta degli spiriti alla vostra missione.

 

“Un insegnante di cui mi fido molto mi ha detto che viaggiare non fa per me. Esiste un altro modo per connettermi con gli spiriti?”

Il lavoro sciamanico attraverso il viaggio non è per tutti. Non tutti gli sciamani lavorano viaggiando – vi sono diversi modi per entrare in contatto con gli spiriti, infatti alcune persone trovano spontaneamente un modo che per loro funziona. Oppure potrebbe semplicemente non essere il momento giusto a causa di motivi di cui non siete a conoscenza. Potete sempre chiedere ad altre persone che viaggiano di porre una domanda per voi.

Gli spiriti non vi hanno esclusi. Questo non è un rifiuto – dovete semplicemente trovare un vostro modo di connettervi con gli spiriti. Gli spiriti sono una parte integrante delle tante dimensioni della vita, sono parte del paesaggio dell'anima. Non potete essere separati dagli spiriti tanto quanto il vento non può evitare il contatto con la terra. La preghiera è un mezzo molto potente – purtroppo molto spesso sottovalutata – per connettersi con gli spiriti, come d'altronde lo sono anche i rituali, il danzare e il sognare.

 

“Ogni volta che provo a viaggiare c'è qualcosa nella nostra realtà che mi ferma, può essere il telefono che suona, la lavatrice che perde… è un segno che non dovrei viaggiare?”

Oh sì – ecco il vecchio problema dei presagi e dei segnali! A volte tra la superstizione e il discernimento vi è una linea veramente sottile. La superstizione agisce attraverso le nostre paure irrazionali, mentre il discernimento opera attraverso la logica e la riflessione. E ovviamente la paura è ben felice di usare interruzioni o distrazioni per condizionarci. Possiamo anche attendere che arrivi il momento perfetto – ma questo non accade spesso, e difatti non è indispensabile. Un giorno, infatti, potreste sentire la necessità di fare un viaggio per chiedere l'aiuto degli spiriti, ed in quel momento le condizioni che vi si presenteranno potrebbero non essere quelle ideali. Per capire se vi state muovendo in base alla paura, chiedetevi se state cercando di evitare qualcosa. State rendendo le vostre missioni più difficili di quanto non lo siano? Oppure in realtà non volete sentire le risposte alle domande che vorreste porre agli spiriti?

Fate piccoli passi alla volta: prendete confidenza con ciò che implica il viaggiare a casa, organizzando lo spazio che usate, e soprattutto preparando voi stessi. Provate a sistemare il vostro spazio in modi differenti, in stanze differenti, da seduti o in piedi,… sperimentate! E' importante che vi sentiate a vostro agio e non vi è alcuna regola a riguardo.

Nel vostro primo viaggio durante un seminario la preparazione dello spazio è stata fatta in anticipo dalla persona che ha condotto il seminario, ora invece tocca a voi saper trovare cosa fa al caso vostro, nella vostra circostanza specifica.

 

 

RITROVARE LA MAGIA

Spesso le persone si rivolgono ad un professionista in quanto a casa si sentono isolate, scollegate da tutto ciò che è sciamanico. Sentono di aver perso il contatto con gli spiriti e con lo splendido e gratificante posto in cui essi vivono. Devono riacquistare la fiducia. Il primo messaggio è che quel posto è sempre lì che li attende, quando saranno pronti per ritornarci.

Per iniziare, per prendere confidenza con il viaggiare da casa, perché non vi accomodate nel posto in cui pensate di fare il vostro viaggio, magari accendete una candela, prendetevi un po' di tempo ed in tranquillità riconnettetevi col cerchio rileggendo i vostri appunti riguardo il vostro primo viaggio. Pensate alle persone che erano con voi nel cerchio, a chi lo ha condotto e mandate a tutti i vostri migliori pensieri. Mandate amore al vostro, o vostri, spiriti guida e riconnettetevi con i sentimenti che avete provato nell'incontrarli.

Magari mettete un cd con dei tamburi sciamanici ed immaginate di andare nel posto dove inizia il vostro viaggio. Questo posto, questa via d'accesso al mondo degli spiriti magari cambierà, sperimentate con questa visione.

Non è vi è la necessità di fare un viaggio, il vostro intento è semplicemente di fare una visita, di riconnettervi con il posto, di riviverlo, rivederlo e poi tornare indietro.

Magari potete chiedere al vostro animale di potere di incontrarvi e passare un po' di tempo insieme. Le guide lavorano con noi come persone reali, non come “performer” spirituali. Anche loro necessitano di una chiara e forte comunicazione.

Qualsiasi sia la nostra situazione nel mondo umano, sia che apparteniamo ad un gruppo che suona i tamburi, o che abbiamo amici che viaggiano, gli spiriti guida saranno sempre presenti nel loro mondo come una comunità e una rete di supporto.

Per quanto riguarda la vita di tutti i giorni, in internet trovate varie associazioni, forum e  anche delle chat sciamaniche online. Ma non aspettatevi la perfezione da altri praticanti, da altri cerchi – o persino dagli insegnanti – solamente perché hanno un nome che evoca il mondo spirituale, le persone restano persone, con tutti i loro difetti e sono tutte fallibili allo stesso identico modo. Se state cercando di ricominciare o di andare più in profondità con la vostra pratica, potrebbe essere una buona idea ripetere tutte le informazioni basilari, oppure trovarvi con un amico (anche via telefono o e-mail) con cui scambiare le vostre annotazioni e condividere i vostri percorsi e progressi. Stipulate tra di voi un contratto di riservatezza e di confidenzialità, promettetevi di dirvi se ritenete che vi sentiate troppo spesso o se i tempi vanno rivisti. Avere un “amico sciamanico” che possiamo contattare prima e dopo un viaggio, condividendo la nostra esperienza,  può davvero aiutarvi nel sentirvi più sicuri di voi stessi.

Anche la supervisione di un professionista può essere molto utile, per chiedere un aiuto nella formulazione della vostra missione di viaggio e con cui condividerne il risultato, oppure potreste anche compiere un viaggio insieme. Durante una consulenza sciamanica, gli spiriti sono i vostri consiglieri, voi viaggiate, mentre il professionista tiene il cerchio, funge da supporto e da testimone.

Potete ricontattare il vostro primo insegnante per chiedere informazioni a riguardo, se può magari consigliarvi qualcuno.

A chi fra di voi si è sentito bloccato, spero che leggendo questo magari si sia aperta qualche porta che vi sembrava essere chiusa. Vi auguro che la relazione con i vostri spiriti possa essere profonda e colma di supporto, che possa manifestarsi in tutta la sua bellezza e verità.

 

 

 

Note sull'autrice

Faith Nolton (precedentemente conosciuta come Jan Morgan Wood) è un artista sciamanica, un mentore e un'insegnante. Lavora anche con “The Medicine Wheel Teachings”. E' la fondatrice della rivista “Sacred Hoop”, di cui è stata anche direttrice. E' autrice del libro illustrato “Easy to use shamanism”. Conduce seminari, conferenze, consulenze individuali riguardo lo sciamanesimo, la consapevolezza dell'anima e la creatività. Il visionario lavoro artistico di Faith si trova in collezioni di tutto il mondo, e può essere visto sul sito www.soulgardens.co.uk

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