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Articoli ed interviste > La connessione con la nautra - di Damh McTavish

Sono dell'opinione che la nostra connessione con la natura sia tutto un fatto di relazioni. Ognuno di noi ha una relazione personale ed unica con tutto ciò che incontra lungo il suo viaggio nella vita.


Questo articolo è stato pubblicato dalla rivista Sacred Hoop, Issue 97-2017 su gentile concessione.

Traduzione italiana a cura dell'Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico.


Sono dell'opinione che la nostra connessione con la natura sia tutto un fatto di relazioni. Ognuno di noi ha una relazione personale ed unica con tutto ciò che incontra  lungo il suo viaggio nella vita. Tutte le cose all'interno dei regni della terra, del mare e del cielo stabiliscono con noi connessioni a livello energetico ed una volta che si sia risvegliata dentro di noi la connessione animistica verso questi elementi, non sarà facilmente disattivata.

Mi sembra che troppe persone tra quelle che seguono un percorso spirituale basato sulla terra pratichino questo percorso all'interno di quattro mura. Molti sembrano insegnare riguardo alle caratteristiche degli elementali e riguardo alla spiritualità basata sulla natura senza mai avere messo piede su una pista fangosa o sperimentando una veglia lunga tutta la notte sotto alle stelle. Ad essere onesto, mi fa anche infuriare parecchio quando vedo così tanti che si attribuiscono il titolo di "sciamano" e soprattutto insegnano da posti in città e richiedono anche un contributo oneroso – scusate volevo dire 'in cambio', siccome questa sembra essere al momento l'espressione più comune per il pagamento di questi insegnamenti

Credo che una gran parte della spiritualità basata sulla natura, lo sciamanesimo ed il paganesimo vengano insegnati da persone che possiamo quasi chiamare accademici, che analizzano troppo la semplicità della “natura basata sulla terra” di questi percorsi spirituali. Possono essere incredibilmente informati ed aver ben approfondito ogni ramo dello studio, ma sembra che manchi loro una resa, un'immersione all'interno della natura. Questo sembra essere un fatto moderno, credo che le persone in generale siano troppo “igienizzate” e troppo spaventate dalle cose che non possono controllare individualmente.

 

IN RELAZIONE CON LA NATURA

La natura comprende l'intero universo fisico e tutto ciò che è contenuto al suo interno e, senza nessuna eccezione, tutto quello che non è stato fatto dall'uomo.

Nel mondo industriale moderno, il mondo naturale cresce sempre più piccolo man mano il tempo passa; l'estendersi dei centri urbani, le strade, la deforestazione, l'estrazione mineraria ed i risultati del surriscaldamento globale, causato dall'uso eccessivo di combustibili fossili, tutti questi elementi hanno danneggiato catastroficamente il fragile equilibrio del mondo naturale -sembra che gli esseri umani siano stati, a livello di singolo individuo, la creatura più dannosa nella storia della Terra; e quindi, quello che abbiamo lasciato dal mondo naturale, deve essere mantenuto intatto.

Il mio legame con la natura è in costante evoluzione e mi spinge in direzioni che non avrei mai pensato che avrei esplorato.

Sono dell'opinione che la nostra connessione con la natura sia tutto un fatto di relazioni. Ognuno di noi ha una relazione personale ed unica con tutto ciò che incontra  lungo il suo viaggio nella vita.

Tutte le cose all'interno dei regni della terra, del mare e del cielo stabiliscono con noi connessioni a livello energetico ed una volta che si sia risvegliata dentro di noi la connessione animistica verso questi elementi, non sarà facilmente disattivata.

Come gestiamo questa connessione con tutto ciò che ci circonda in natura, viene fatto momento per momento. Devo colpire quel ragno che cammina sul pavimento del mio bagno o prendo un bicchiere ed pezzetto di carta e lo sposto? Diamo per scontata la nostra acqua potabile od onoriamo le sue qualità? Consideriamo l'impatto dei nostri acquisti, siamo consapevoli dell'origine dell'oggetto? Ci dà fastidio se quella pietra di quarzo costoso appesa al nostro collo è stata estratta da schiavi?

 

CONNESSIONE TRA I CESPUGLI

Ripensando al mio passato, non ricordo un tempo in cui non avessi una relazione forte con la natura. Mio padre aveva una connessione incredibile con il mondo naturale, era iniziata nelle foreste e nelle terre selvagge della Gran Bretagna ed era finita nelle terre selvagge dell'Australia.

Era stato per tutta la vita un osservatore di uccelli ed un amante di tutte le cose che crescevano dal suolo. Da bambino, una volta che ero malinconico, mi disse che mi avrebbe portato nel nostro terreno di cespugli se avessi pianto in modo incontrollabile. Lì mi fece riempire le mie mani con i coleotteri ed osservare gli uccelli e le bestioline che c'erano attorno al fine di lenire i miei stati d'animo. Ora faccio lo stesso con i miei due figli e funziona.

Quando ero un ragazzo e nei miei anni dell'adolescenza, il mio migliore amico viveva molto vicino a me sulle colline di Perth, nell'Australia occidentale. Potevo saltare oltre la recinzione sul retro, correre lungo la fascia taglia fuoco tra gli alberi ed essere a casa sua in meno di cinque minuti. Poi spesso ci avventuravamo assieme tra i cespugli del Parco Nazionale di Kalamunda e stavamo là fuori tutto il giorno.

Insieme abbiamo scalato gli alberi, abbiamo esplorati scavi rocciosi e ci siamo bagnati nei fiumi e nei ruscelli. Lì, abbiamo trovato pietre incredibilmente lucide sotto l'acqua, o noi scavavamo in cerca di rocce di quarzo in un luogo segreto che conoscevamo. Altre volte guardavamo sotto le rocce e gli alberi caduti in cerca di lucertole, scorpioni e gechi.

Non abbiamo mai danneggiato nulla e non ci è mai passato per la testa di farlo, eravamo lì solo per l'amore verso il mondo naturale.

Noi esploravamo, non ci portavamo bottiglie di acqua né alimenti, eravamo senza telefoni cellulari o dispositivi - e non abbiamo portato nessuno stress - solo la nostra connessione al luogo.

Ad essere onesti, non ho idea di come siamo potuti sopravvivere senza un morso di serpente o con l'acqua infetta. Ricordo di avere bevuto dai ruscelli o dai fiumiciattoli un numero incalcolabile di volte ed incontravamo regolarmente dei serpenti; abbiamo avuto più di qualche incontro ravvicinato e mentre lo scrivo ho un sorriso sul mio volto ricordando tutto ciò.

Soprattutto, la nostra più grande ricerca era quella di trovare quello che abbiamo chiamato il geco arcobaleno (per via dello spessore della coda del geco). Abbiamo trovato queste belle creature solo raramente, ma la ricerca era metà del divertimento.

Verso la fine dell'adolescenza ed all'inizio dei miei vent'anni, divenni un viaggiatore, un escursionista accanito ed un ciclista di montagna.

Lavoravo per pagarmi i viaggi e quando a vent'anni mi trasferii in Tasmania, reputai questa splendida isola come un paradiso sulla terra - è un luogo così diversificato ed incontaminato, con tutti i suoi antichi boschi e fiumi agitati, montagne coperte di neve e spiagge perfette. Vorrei essere rimasto di più dei due anni che ho vissuto lì, ma il fatto di non avere un lavoro retribuito per più di un anno durante il mio soggiorno lì, fece cambiare i miei piani.

Mi ricordo di essere andato nella regione a sud-ovest dell'isola, vicino ad un luogo chiamato Cockle Creek. Stavo camminando attraverso una foresta di pini, dove alcuni dei vecchi esemplari possono avere anche duemila anni. Lì vidi alcuni alberi enormi e rimasi colto da pieno stupore per le vibrazioni della foresta. Mi ricordo anche che vidi delle pietre in un fiume lì, non avevo mai visto la perfezione della pietra in mezzo allo scorrimento fino a quel giorno. Una volta, mi ricordo di essere rimasto bloccato da una bufera di neve sul Mount Field, nella regione centrale della Tasmania. E' nevicato per giorni ed era così emozionante ed allarmante al tempo stesso, anche se mi ricordo che  feci un gran leggere.

Verso i venticinque anni mi persi spiritualmente, perché caddi vittima di una relazione seria ed evitai il matrimonio. Mi ritrovai attratto da tutto ciò che ero e prendevo la forma di un essere che non riconoscevo. E così – scansato il proiettile matrimonio – me ne andai in Canada per pochi mesi a camminare con il mio zaino, lì facevo escursioni e mi accampavo e mi immergevo nella bellezza del mondo naturale ancora una volta.

Ricordo diversi momenti particolari di quel viaggio, come il campeggio per alcuni giorni nel parco nazionale di Jasper, nello stato di Alberta e ci fu un orso grizzly che aprì la mia tenda strappandola; e ricordo le notti quando i lupi grigi ululavano, le loro chiamate risuonavano lungo le valli. Non dimenticherò mai quella chiamata sacra da parte della natura, o gli enormi cieli, i boschi secchi ed il fiume Athabasca che scorre e sempre quei lupi. Perfetti.

Mentre ero in Canada, ho sentito il battito cardiaco di quella terra, ero un uno con gli elementi. Mi ricordo di quando navigai sul fiume Kicking Horse nella Columbia Britannica. Avevo incontrato un uomo della popolazione locale in un pub la notte precedente e si offrì di accompagnarmi lungo le rapide.

Mi ricordo che i salmoni stavano risalendo e mi ricordo di avere visto decine e decine di aquile di mare dalla testa bianca che pescavano dove l'acqua rallentava nei grandi tratti del fiume; questi magici esseri sacri in tutta la loro gloria ed il loro splendore.

Lo stesso giorno, quando oltrepassammo un'ansa del fiume, c'era un grande orso grizzly che strappava i pezzi di un salmone e come ci spostammo oltre, ci guardò senza nessuna preoccupazione al mondo; la meraviglia dell'incontro, vedere questa creatura massiccia e vivere un momento speciale, fissando i suoi occhi, mentre rimaneva perfettamente impassibile mentre scivolavamo via.

Cominciai a dedicarmi seriamente agli studi ed alle pratiche spirituali degli indigeni quando avevo circa l'età di 26 anni. Amavo gli antichi insegnamenti, la saggezza e la prospettiva della vita e del mondo naturale che gli indigeni suggerivano. Grazie a questo cominciai a connettermi con la natura ad un livello diverso.

A quei tempi il mio apprendimento derivava molto dai libri, non potevo permettermi i prezzi onerosi che gli “sciamani locali” richiedevano per il loro tempo e dopo aver parlato con la maggior parte di loro, non mi sentivo proprio attratto dagli insegnamenti di nessuno.

Alla fine intrapresi la mia strada per diventare un druido e ne fui appassionato dal primo giorno. Il mio primo insegnante fu un uomo dalla massima integrità e connessione, gli devo molto per la sua saggezza e la sua guida. Mi insegnò che l'esperienza è la più grande insegnante e così, come potete immaginare, la mia formazione, le prove e le iniziazioni furono completamente immerse nella natura e nel mio rapporto e nella connessione con essa.

Come padre di due figli, li coinvolgo costantemente in giochi con la natura e nel mondo naturale. Mia moglie è un'appassionata sostenitrice di studi della natura e della scuola della foresta ed amiamo accompagnare i nostri bambini in camminate nella foresta, lasciando i loro sensi aperti alla bellezza di tutto ciò, mentre salgono sugli alberi, camminano sui vecchi tronchi e schizzano nei ruscelli. Lasciamo che si sporchino ed incoraggiamo il loro rapporto con la natura.

 

LA PERDITA DELLA CONNESSIONE

Mi sembra una vergogna che debba scrivere su quella che vedo come una perdita di connessione con la natura che ha molta gente. Mi sembra scioccante che tante persone abbiano perso questa connessione personale e ciò riguarda in particolare molti bambini moderni, allontanati dal mondo naturale intorno a loro a causa delle paure e delle preoccupazioni riguardo la loro sicurezza da parte dei genitori.

Come individui, da genitori e tutori, sembra che viviamo in un mondo così sterile, dove spesso instilliamo la paura in entrambe le generazioni, quella attuale e la prossima.

Conosco persone che sembrano solo uscire dalle loro case attraverso il loro garage collegato alla casa; raramente viaggiano con i finestrini della macchina aperti.

E poi, arrivano alla loro destinazione – sia essa dove lavorano o dove devono comprare qualcosa – e di nuovo escono mettendo il piede su una pavimentazione, su calcestruzzo o sull'asfalto.

Cemento fino all'auto e cemento ancora. E poi, trascorrendo il loro tempo nell'ambiente di climatizzazione o di riscaldamento, continuano a fare quello che hanno bisogno di fare prima di invertire il processo e tornare a casa, in un altro calcestruzzo e costruzione in muratura con aria artificiale ed inquinamento elettromagnetico. Suona familiare a qualcuno?

La nostra società moderna tenta di sconfiggere l'ambiente - e se siamo onesti riguardo a ciò, fa un lavoro abbastanza buono in questo senso, in generale. Non fraintendetemi, anch'io ho l'aria condizionata, ma non la uso troppo, magari in quelle notti dal caldo insopportabile dell'Australia occidentale quando si è riluttanti a dormire a causa del caldo.

Quindi, perché abbiamo perso la nostra connessione con la natura? Beh, credo che già la generazione precedente abbia cominciato a perdere la connessione e questa generazione attuale sta aumentando ed aggiungendo altri effetti a tutto ciò. Penso sia iniziato con la televisione ed ora i nostri nuovi media - come i computer ed i tablets – accrescono la disconnessione, sovrapponendosi a quella paura crescente ed a quella “educazione” verso i pericoli che stanno là fuori.

C'è un luogo comune negativo verso la "natura cattiva"; gli squali assassini, il morso di un serpente, un attacco di un orso o le gazze che piombano all'improvviso. Non si è mai sentito parlare del geco pacifico che ha vissuto ed è morto senza incidenti.

I media spaventano le persone e come risultato le persone sembrano sempre di più riluttanti ad uscire dalla loro zona di comfort. Un genitore che lo instilla nei propri figli darà inizio ad una catena di paura perché, come i fatti generazionali, peggiorerà solo man mano che passano gli anni.

Molti bambini - ed adulti - non sembrano creare semplici giochi all'aria aperta ai giorni d'oggi, sospetto che molti direbbero che sono noiosi; chiedete come suona giocare con i bastoni nel ruscello locale piuttosto che ad un video gioco.

Essere intrattenuti dai videogiochi o dalla televisione ha il suo perché, ma sicuramente non al costo della nostra connessione con la natura. In questo mondo di Netflix, tablets ed internet, molti sono tutti completamente immersi in questo mondo virtuale. Quante volte vedete persone apparentemente "non presenti" nel mondo reale e completamente focalizzate sui loro dispositivi che tengono davanti agli occhi.

La natura è piena di pace, ha ritmi lenti e duraturi, eppure le persone sembrano volere scelte che hanno un ritmo frenetico. Sono colpevole di stare sui social media troppo tempo anch'io, come la maggior parte di noi, ma questa è un'abitudine che sto cercando di limitare; non voglio che i miei figli ricordino di me che stavo sempre attaccato al mio telefono.

I media rubano il nostro tempo che è limitato e ci bloccano nello sperimentare. Lo stare in natura ci porta nel presente ed espande la nostra esperienza. Quando ci connettiamo con il mondo naturale, siamo in un universo all'interno dell'universo. L'albero di quercia davanti a noi e tutto lo spazio che occupa di sopra e di sotto nel terreno, è il suo universo e con la sola visione ci siamo già connessi.

Direi che l'albero di quercia ci sta osservando e si sta connettendo anche lui con noi tanto quanto ci stiamo connettendo con lui e lo stiamo osservando. L'albero di quercia può essere dieci volte più vecchio di noi ed avrà visto il mondo e la gente cambiare intorno a sé. Se dedichiamo del tempo a sviluppare un'affinità con il nostro ultimo decennio - e la quercia con noi - allora forse, magari davvero, avremo vissuto la decade della quercia, portandole piacere perché è collegata a noi. Riflettiamoci.

Mia moglie ed io incoraggiamo i nostri figli a giochi rischiosi, sia nella natura che nei luoghi di gioco costruiti dall'uomo. Non dico mai: "Non farlo, potresti cadere", perché penso che quando diciamo cose come queste instilliamo la paura nei nostri bambini e questo li riporta indietro. Piuttosto, cerco di dire: "Perché non provi in questo modo?" od addirittura a volte li lascio fallire così devono ripartire da zero ancora una volta. In questo modo possono imparare dai loro propri errori, che è così importante.

Queste sfide possono essere qualcosa di semplice come l'arrampicata su un albero. Recentemente la mi bimba di tre anni e mezzo stava cercando di salire su un bellissimo albero di eucalipto in una zona naturale vicino a casa nostra. Raggiunse un punto in cui rimase bloccata e non poteva salire ulteriormente, quindi la aiutai a tornare in un punto dell'albero da cui poteva scendere verso il basso fino al terreno. Dopo un po' tentò di salire di nuovo sullo stesso albero, solo questa volta superò l'ostacolo che l'aveva bloccata prima e si trasferì più in alto sull'albero.

Stavo esultando per la gioia dentro di me. Mi congratulai con lei perché aveva superato l'ostacolo con coraggio e strategia e quando cercai di farla scendere, resistette per parecchi minuti a lasciare quel ramo più alto perché era così orgogliosa di avere raggiungere il suo ramo più alto.

L'altro mio figlio è un bimbo di quasi due anni ed ha un carattere brusco. Ama stare in natura – ciò mi dà molto sollievo - ed ama correre fuori dalla porta sul retro e giocare fuori. Cerca i pidocchi del legno, le forbicine, i maggiolini, i vermi, i millepiedi, gli uccelli, i ragni e qualunque altro animale attraversi il suo sentiero. Osservo il suo stupore riguardo alle sue scoperte e mi sento orgoglioso del suo entusiasmo. Lo incoraggio anche a correre qualche rischio mentre gioca e gli insegnerò a proseguire quando si insinuerà la sua paura.

Mia figlia va all'asilo tre giorni alla settimana e mentre scrivo questo, è inverno qui in Australia occidentale e quindi è più freddo ed umido - abbiamo avuto una settimana di pioggia un po' si un po' no.

Durante questo periodo di umido, mia moglie le chiese se avesse giocato fuori nel campo del parco giochi ogni giorno e scoprimmo che aveva trascorso solo brevi periodi fuori a contatto con gli elementi. Parlammo di questo con la sua insegnante e l'insegnante ci spiegò che era un problema di responsabilità dal momento che possono sopraggiungere malattie od incidenti in condizioni umide e fredde; e molti genitori non vogliono che i loro figli riducano i vestiti sporchi di sabbia, di strisciate e di macchie d'erba.

Temo veramente come sarà la prossima generazione riguardo al mondo naturale.

 

SICURI NELLE ZONE DI COMFORT

Porgetevi una domanda. Fuori nella natura cosa fa accelerare il vostro battito?

Prendereste in considerazione di camminare da soli in natura nel mezzo del nulla? Sareste disposti a trascorrere una notte all'aperto nell'oscurità di una foresta? Sono i ragni ed i pruriti di insetti che vi fanno paura, o i serpenti mortali (reali o immaginati) i lupi, gli orsi, gli spiriti o gli esseri umani che vivono nelle rocce nelle vicinanze? Rumori improvvisi al buio inizialmente fanno sussultare anche me - lo ammetto questo. Ma superare la paura è un passo importante nella nostra crescita personale e nell'avanzamento spirituale.

Il dizionario descrive la “zona di comfort” come una “situazione in cui ci si sente sicuri e tranquilli”. So che non è per tutti come una tazza di tè da provare e soprattutto da provare in natura. Capisco che stare da soli in un luogo selvaggio possa essere emotivamente molto forte e forse traumatizzante. Ma altri - come mia moglie ed io – amano mettersi alla prova e sentire la progressione attraverso il percorso in natura perché sia di grande beneficio.

Potrei sembrare come un uomo che ride di fronte alla paura e pizzica i nasi di tutte le creature che attraversano il suo cammino; ma ciò è lontano dalla verità. Quello che ho fatto è cercare di affrontare costantemente quello che mi rendeva ansioso.

Per quanto riguarda la natura, fortemente influenzato dal mio percorso spirituale, non voglio più avere paura di quello che attraversa il mio cammino o fa rumori improvvisi nel campo oscuro. Dal momento che sono animista, so che ogni cosa che mi circonda e che condivide lo spazio con me, ha un'energia e un'anima.

La comunicazione è la chiave per superare i pericoli della natura che la mente reputa tali, anche se questa comunicazione non avviene attraverso le parole, ma dal nostro sguardo invisibile, dal nostro sé naturale ed energico.

 

Forse è giunto il momento di suggerirvi un piccolo esercizio, o "prova del sé" - una possibilità di spostarsi un poco fuori dalla propria zona di comfort. È bello fare uno sforzo per far avanzare se stessi ed uscire dalla zona di comfort. Durante tutta la mia vita mi sono arrampicato sugli alberi, ho scalato le facciate rocciose ed ho interagito con la natura selvaggia - ma non dovete iniziare con una tale avventura che suona così estrema.

Quindi, mettetevi in un posto che vi sfida, fisicamente ed emotivamente, e fate quello che dovete fare. Ma non avventuratevi "troppo lontano" in un primo momento - e naturalmente, il "troppo lontano" dipende da dove siano i confini della vostra zona di comfort personale.

Forse sperimentando l'oscurità del campo da un parcheggio in una foresta di notte è sufficiente come primo passo. Parcheggi come questi possono essere dei luoghi impressionanti per l'osservazione della natura, anche solo muoversi di pochi passi dalla vostra auto e aprite le vostre orecchie, i vostri occhi ed i vostri sensi, là il mondo sta aspettando di comunicare con voi.

 

L'ESSENZA INVISIBILE DELLA NATURA

Da animista, la mia pratica spirituale è animistica al centro. La definizione di questo è sapere che tutte le piante, gli animali, gli elementi e gli aspetti naturali sono dotati di un'energia invisibile, attorno e dentro a loro stessi, che è uguale per tutti, a livello universale. Secondo la mia esperienza, ogni cosa all'interno di tutto il mondo naturale è unica ed ha energie individuali ed una volta che ci rendiamo conto di questo, siamo onorati di rispettarla come una seconda natura, per il resto dei nostri giorni. Recentemente ho parlato con un uomo che ho incontrato ad una manifestazione di protesta a Perth. Abbiamo parlato delle anime e degli spiriti della natura e naturalmente di animismo.

Lo lasciai guidare la conversazione, dal momento che mi aveva confessato che era animista anche lui e poteva percepire gli alberi che piangevano ed emanavano "vibrazioni distruttive". Chiesi quale fosse la sua professione e mi spiegò che era un esperto di esplosivi e lavorava per una grandissima compagnia mineraria australiana.

Pensavo a questo mentre parlavamo della sua professione e dell'animismo perché, per come la vedo io, un animista non avrebbe mai piazzato volentieri degli esplosivi e distrutto il tempio della natura. Quindi, gli chiesi come conciliava il suo lavoro con le sue credenze animistiche. La sua risposta fu schietta e pragmatica; "Devo pagare le bollette" mi disse.

Dopo che ci separammo andando ognuno per la sua strada, ripensai a lungo a quello che aveva detto. Mi sembra che un animista non abbia scelta, ma colui che protegge, onora e rispetta il nostro mondo naturale, qualunque sia il suo sacrificio personale.

Quando ci si connette, credo che si percepisca che esiste un'essenza invisibile che porta l'unione e l'equilibrio attraverso tutto il mondo naturale.

Posso sentirlo quando sono immerso nella natura, ma non posso quando gli esseri umani dominano qualcuno degli abitanti della Terra; siano le pietre, gli alberi, i fiumi, le terre argillose, la fauna, la flora, gli elementi, il nucleo, il pianeta o persino un solo granello di sabbia.

Recentemente un nuovo amico è entrato nella mia vita, un uomo di medicina dei Lakota Sioux, che stava visitando Perth. Avevamo programmato un'escursione di mezza giornata ad un antico sito aborigeno sacro nelle colline nelle vicinanze e quando arrivammo avvertimmo lì la sua presenza. Aveva piovuto pesantemente per tre giorni e non c'erano più di 15° gradi, un clima insolitamente freddo per Perth in gennaio. Conosco bene quel sito e lo visito ogni volta che posso ed avevo portato in offerta del rum speziato e del pane di farro fatto in casa. Anche solo camminando in prossimità delle pietre ci avvolgeva un'ondata di vibrazioni che ci colpiva come una forte brezza marina.

Continuò a piovere per tutta la durata della nostra visita e sapevo che questo era il costo da pagare per avere portato lì una nuova persona.

Enormi monoliti naturali sono sparsi in questo posto e sono rimasti lì per milioni di anni, ci siamo riparati sotto ad uno ed acceso alcune erbe al fine di pulirci con il fumo.  Mi sentii spinto a mettere la mia mano sulla pietra sotto cui ci stavamo riparando ed era molto calda al tocco, anche se la roccia sotto di noi era fredda al tocco.

Il mio amico fece lo stesso lungo l'altro lato di questa enorme pietra ed anche lì era caldo al tatto. Ora, sono sicuro che qualcuno potrebbe dire che era la risultante del calore immagazzinato all'interno, la massa termica della pietra assorbita dalla temperatura ambiente, ma il sole non lo si aveva visto da due giorni e le colline avevano ricevuto 15cm di pioggia, quindi dal mio modo di vedere, non ci sarebbe potuto essere rilascio di energia termica.

Secondo la mia intuizione e le informazioni del mio sentire che avevo ricevuto, c'era una vibrazione energetica proveniente dal nucleo della pietra, cioè l'energia centrale, l'essenza centrale dell'Essere della pietra.

 

RIACQUISIRE LA CONNESSIONE

Essere immersi nel mondo naturale può significare ricevere gli effetti più meravigliosi ed inaspettati sulla nostra mente, corpo ed anima.

Prendersi del tempo per brevi passeggiate in natura può essere un modo perfetto per iniziare a connettersi, o ricollegare il proprio sé al mondo più grande tutto intorno a noi. Sii consapevole quando cammini, usa tutti i tuoi sensi e sii consapevole del tuo respiro. Cammina con cura, cammina con intento e cammina usando i piedi come gli strumenti sensoriali che sono.

Apri le tue orecchie e sii conscio dei rumori della natura intorno a te – entrambi, sia quelli vicini che quelli lontani. Riconosci che l'uomo fa dei rumori senza che abbiano nessuno scopo e lasciali svanire nell'oblio; senti invece il vento attraverso le foglie, il canto degli uccelli vicini e lontani, gli insetti che chiamano senza che li vediamo e gli animali vicino alla tua posizione.

Non avere aspettative, ma senti i loro messaggi. Sii consapevole anche degli aromi naturali e dei profumi presenti in natura e lascia che le loro qualità riempiano i tuoi livelli. Inala l'odore di bagnato del pino, odora il caldo secco o l'umidità ed i suoi effetti diversi sul tuo sé fisico.

Tocca quello da cui ti senti attratto e quello che è fuori dalla tua zona di comfort.

Chiudi gli occhi e semplicemente stai, senza prestare attenzione se ci siano altre persone attorno. Riconosci orgoglio nel tuo riverire la terra; osserva attraverso i tuoi occhi come faresti se fossi un bambino meraviglioso e curioso. Dimentica tutto ciò che hai imparato attraverso l'istruzione ed affidati alla magnificenza della natura.

A volte sono stressato o mi sento il mondo sulle spalle; ma per me,la natura mi toglie quelle sensazioni e quando lascio il mondo naturale mi sento più leggero, portando nel mio essere interiore piccole parti della sua essenza calma.

Quindi, per la tua crescita, come guerriero spirituale, esci fuori ed abbraccia il dono della natura.

 

 

 

Note sull’autore

Damh McTavish è uno scrittore amatoriale, praticante basato sulla terra e creatore di strumenti spirituali. Si definisce lui stesso un druido animistico, con un rapporto evolutivo ovunque vada. Le energie primarie ed i paesaggi britannici ed australiani lo tengono impegnato con la loro diversità e con i loro cicli in continua evoluzione.

damhanimist@gmail.com

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