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Articoli ed interviste > La Cosmologia Sciamanica - di Crow Swimsaway

I tre mondi degli spiriti.

Uno studio interessante sulla cosmologia sciamanica secondo varie tradizioni, un contributo utile ai praticanti di sciamanesimo che utilizzano il viaggio sciamanico come metodo di esplorazione della realtà non ordinaria.


L’articolo nell’edizione originale inglese è stato pubblicato sull’autorevole rivista americana di sciamanesimo “Sacred Hoop” (Issue n.74-2011). Ringraziamo Nick Wood, editore della rivista Sacred Hoop (www.sacredhoop.org) per la gentile autorizzazione concessaci.

Traduzione italiano: Luciano Silva


Insegno sciamanesimo assieme al mio partner Bekki Shining Bearheart dal 1982, e siamo sempre stati affascinati dal “potere del luogo”, sia all’interno del lavoro tradizionale tribale sciamanico sia nel nostro lavoro contemporaneo. Questo ha portato, inevitabilmente, ad una certa consapevolezza delle molte cosmologie con le quali gli sciamani orientano e relazionano sia se stessi sia i loro luoghi di potere nell’universo; recentemente questo ha condotto ad una ricerca ulteriore e alle successive osservazioni sull’argomento.

Noi abbiamo insegnato sciamanesimo all’interno della tradizionale struttura di riferimento a “strati di torta”, i mondi di Sotto, di Mezzo e di Sopra, con le loro varie manifestazioni di spiriti e realtà in ciascuno di questi tre mondi. Questo modello è stato efficace, utile e ben si relazionava con le nostre stesse esperienze e quelle dei nostri studenti durante i viaggi sciamanici. Noi stessi incoraggiamo gli studenti a sperimentare il luogo di connessione al centro di ciascuno di questi tre mondi, l’Albero del Mondo o la Montagna del Mondo (l’Axis Mundi).

Tuttavia, in mezzo alle tradizioni di origine sciamanica, ci sono altri riferimenti rispetto a questa rappresentazione cosmologica a “strati di torta”: i praticanti di sciamanesimo contemporanei potrebbero perdersi se non espandono la loro comprensione per includere anche queste ulteriori e più ampie percezioni del cosmo.

Ci sono due temi consistenti nelle esperienze sciamaniche del tempo: anzitutto il tempo è ciclico, non lineare, e c’è una simultaneità. La simultaneità è il principio del “sia questo – che quello” piuttosto che il più comune paradigma occidentale del “o questo – o quello” (ndt: l’esclusività).

All’interno della simultaneità, due cose o due eventi possono occupare lo stesso spazio e-o lo stesso tempo simultaneamente.  Questa simultaneità può anche significare che ciascuno (o una intera cultura) può conservare un contrasto, un conflitto e idee sovrapposte su un dato soggetto ed essere indifferente circa le apparenti contraddizioni che questo crea.

 

Il Mondo a “strati di torta”

La visione a tre strati della realtà sciamanica è certamente quella più descritta dai resoconti etnografici che trattano lo sciamanesimo tribale nel mondo, sia in Mongolia, Siberia, Centro, Sud e Nord America e altrove.

Mihaly Hoppal nel suo libro del 2007 “Sciamani e Tradizioni” evidenzia la costante presenza degli elementi del cosmo siberiano in ogni aspetto dei costumi sciamanici. Noi tendiamo a pensare ai ritratti di sciamani dove l’Albero cosmico sul tamburo dello sciamano o sugli abiti rappresenti simbolicamente il credo degli sciamani. Questo è vero solo in parte perché “…il corpo stesso dello sciamano era visto come una replica ridotta dell’Universo, il suo abito e la sua creazione rappresentavano l’atto simbolico di creazione e ricreazione dell’Universo”.

Tre cose sono importanti per noi qui: i tre livelli del cosmo; il corpo umano dello sciamano come rappresentazione del cosmo stesso; l’abilità dello sciamano (che è il cosmo stesso) di essere in grado (e spesso gli viene richiesto) di creare lo stesso cosmo in una forma terrena e materiale.

Gli sciamani mongoli e turchi, hanno un complesso sistema di spiriti (inclusi numerosi dei e figli di dei e molti altri esseri spirituali) che sono intimamente legati con le loro percezioni ai tre livelli del cosmo e alle quattro direzioni cardinali.  L’importanza di ciascuno spirito in particolare è spesso determinata da quanto alto nel livello dei tre mondi si trova, dal momento che molte culture hanno molti sottostrati all’interno di ciascuno dei tre mondi, per esempio “il settimo cielo” è il settimo livello del mondo di sopra e sarà la casa di spiriti più importanti di quelli dei livelli inferiori.

Una alternativa all’Albero Cosmico che giace al centro di ciascuno di questo tre mondi disposti a strati è il Fiume dell’Universo o il “Ruscello del Mondo” che viene percepito dalla popolazione siberiana degli Evenki come mezzo di connessione dei tre mondi.

Gli sciamani Evenki compiono la maggior parte dei loro viaggi lungo le rive di questo fiume degli spiriti, andando verso le sorgenti per visitare le anime non ancora nate, al centro dove vivono le persone del clan oggigiorno, e a valle del fiume dove gli sciamani compiono il loro lavoro di psicopompo per aiutare le anime delle persone defunte a raggiungere la loro casa nel mondo dei morti.  Il tamburo dello sciamano è la barca, il batacchio è il remo e così via per gli Evenki (nella foto a destra, un bastone usato dagli Evenki per la caccia all'anima).

Mentre queste genti lavorano ancora all’interno della visione tripartita del cosmo, non è chiaro se le parti sono disposte a strati o, come l’idea del fiume sembra suggerire, sono tutte sullo stesso piano. Naturalmente, questo potrebbe essere un esempio perfetto di simultaneità, all’interno di una struttura verticale a strati, i vari strati sono connessi facilmente tra loro da un fiume che scorre orizzontalmente.

 

Muovendoci oltre la “della torta”

Gli sciamani tribali talvolta viaggiano “al di là della torta” in quello che si potrebbe chiamare il loro contesto astronomico. Cioè, vanno così in alto da raggiungere zone oltre il mondo di sopra.Abbiamo notato che questo talvolta accade occasionalmente, con un certo grado di entusiasmo, a qualche nostro studente durante i primi viaggi sciamanici, quando uno di loro si ritrova sulla luna, sul sole o in qualche altro corpo celeste identificabile presente nello spazio cosmico invece che nel Mondo di Sopra; le loro esperienze sono sempre credibili.

Gli sciamani tradizionali hanno appreso a visitare queste destinazioni da molto tempo. Un esempio è la storia, raccontata dalla scrittrice Clarissa Pinkola Estes, di uno sciamano tribale in Messico che era molto annoiato dai suoi racconti del primo atterraggio dell’uomo sulla luna. Lo sciamano spiegò come loro andassero (sulla luna) ogni volta e poteva raccontare molti degli aspetti “scoperti” recentemente dall’uomo nei suoi viaggi spaziali

Un altro esempio molto noto di viaggi oltre i tre mondi viene dall’antica tradizione dei Dogon in Africa dove gli sciamani conoscono da tempo le due stelle di Sirio, non la sola che appare ai nostri occhi nudi. Questo aspetto era conosciuto da loro secoli prima che gli scienziati occidentali con un telescopio sofisticato potessero vedere entrambe le stelle di Sirio: i Dogon reclamano la loro provenienza ancestrale da Sirio e i loro sciamani viaggiano là ancora oggi.

Un approccio alternativo alle realtà sciamaniche viene dalla popolazione dei Sami, abitanti nel nord della Norvegia, Svezia, Finlandia e parti del nord ovest della Russia. Nel “viaggio camminato” dei Sami, si continua a camminare nella realtà ordinaria finché la trance conduce la persona a lato, attraverso il velo che ci separa dalla realtà non ordinaria – la Terra Sacra – dove uno può trovare e costruire forti connessioni con luoghi di potere, spiriti alleati e cosi via. Questa entrata nella Terra Sacra implica che le realtà siano disposte a lato, l’una all’altra, piuttosto che impilate una sopra l’altra.  Non so se questa esperienza si correla con le teorie astrofisiche degli universi paralleli ma ha molti aspetti similari.

 

La complessità nella torta

Una recente espansione della mia percezione della realtà sciamanica venne dai Culina e dai Wakeuenai dei Sud America. In queste culture gli sciamani viaggiano sia verso l’alto che verso il basso in un cosmo tipicamente a livelli, tuttavia con la realtà ordinaria realizzano potenti connessioni con il Mondo di Mezzo anche con l’aiuto degli spiriti. Queste connessioni sono molto simili a quelle che si instaurano con gli spiriti alleati animali del Mondo di Sotto o con le piante di potere ma dal momento che avvengono nel Mondo di Mezzo, c’è anche una somiglianza con le esperienze con gli spiriti del luogo. Questo è interessante, dal momento che sembra molto raro che spiriti del luogo possano diventare aiutanti attivi per gli sciamani contemporanei.

Gli spiriti con i quali i Culina e i Wakeueni lavorano, sebbene siano accessibili in determinati luoghi di potere all’interno della realtà fisica, diventano delle guide, aiutanti e spiriti di guarigione per gli sciamani che sono forti a sufficienza per andare a scovarli. Essi esistono in specifiche direzioni come vengono viste dal villaggio dello sciamano,  e la correlazione tra la direzione e il luogo ove risiedono è una parte importante della loro natura e della cosmologia sciamanica.

Questa cosmologia, che ha coordinate sia verticali che orizzontali, ha altre espressioni per questi popoli. Le anime dei defunti necessitano di essere sottoposte ad un viaggio di potere, trasmutazione e guarigione che deve avvenire orizzontalmente nel Mondo di Mezzo, o su un piano sovrapposto. Una volta trasformate, le anime possono andare in paradiso nel Mondo di Sopra.

Ora le cose possono diventare realmente complicate dal momento che ci sono numerosi assi che relazionano in una apparente dicotomia giaguari e pecari, la natura selvaggia (la giungla, l’acqua, animali e piante) e la vita sociale di uomini e donne. I giaguari, gli uomini e la natura selvaggia sono raggruppati assieme, così come i pecari, le donne e la vita sociale.

Tutti e tre di queste coppie opposte esistono orizzontalmente nel Mondo di Mezzo e, simultaneamente, verticalmente tra il Mondo di Sotto e quello di Sopra. In un dato istante, un certo individuo è consapevole della propria esistenza lungo tutti questi assi all’interno di un cosmo multidimensionale in continuo movimento dinamico. Ad esempio, il cacciatore, l’uomo della foresta che invoca l’energia del giaguaro (vita selvaggia), è  attivo anche nella vita sociale delle persone (perciò influenzato anche dal pecaro).

 

Gli spiriti lungo la via

 

Lo scrittore e antropologo inglese Piers Vitebsky, nel suo studio sugli Evenky siberiani contemporanei, le genti delle renne, scrive le loro relazioni con gli spiriti del Mondo di Mezzo. Questi spiriti non si muovono; essi sono connessi ad uno specifico luogo e al suo potere, sebbene stabiliscono potenti relazioni sia con gli anziani che con gli sciamani Evenky. L’annuale circuito migratorio non avrebbe successo senza l’aiuto di questi spiriti presenti nei luoghi di sosta durante il tragitto. Questi li ho letti come spiriti del luogo ma con un potere e uno spazio nella percezione dei pastori nomadi molto più intensi di quanto uno spirito del luogo avesse testimoniato in precedenza.

La cultura Evenky è stata attiva nel suo luogo per molto tempo (nella foto sopra, un tamburo sciamanico Evenky); forse per questo motivo che queste relazioni con gli spiriti del luogo si sono mantenute tra le genti sciamaniche. L’aspetto significativo per il nostro discorso qui sulla cosmologia sciamanica è che il Mondo di Mezzo per gli Evenky è mappato con i luoghi di potere degli spiriti; esso si trova ad essere illuminato dagli esseri spirituali con i quali i pastori nomadi stabiliscono delle relazioni per i loro viaggi, la loro vita e il loro lavoro su una base regolare e auspicabilmente prevedibile.

 

Il Cosmo dei Dogon

Se guardiamo attentamente alle cosmologie terrene viene in mente la popolazione africana dei Dogon. Non solo i Dogon hanno una profonda connessione con le stelle gemelle di Sirio, ma essi sono anche intensamente integrati con il paesaggio nel quale la comunità vive. Nelle pianure attorno al fiume Sere che si distendono di fronte ai loro villaggi, vivono animali selvaggi, spiriti pericolosi e anime in attesa di rinascere. Nei loro villaggi, che sono costruiti ai piedi e parzialmente sul fianco di ripide colline, vivono famiglie, la comunità, si trova la vita, il cibo e tutte le altre cose che rendono viva una cultura. Nelle grotte naturali in cima alle colline dimorano i defunti e la casa degli antenati, e ancora più su sopra le scogliere ci sono le stelle, la casa degli antichi e la patria spirituale dei Dogon.

Le differenze e i confini naturali tra queste tre zone geografiche sono visibili e chiaramente conosciute a tutti i Dogon. Questa cosmologia è parzialmente orizzontale, connettendo la natura selvaggia e quella acculturata, e parzialmente verticale connettendo le persone con i poteri vitali spirituali sopra di loro. Le connessioni non sono metaforiche o solo metafisiche. Le persone si allontanano dai villaggi per far crescere il miglio, per cacciare ed affrontare la natura selvaggia nella foresta. Si arrampicano fino in cima alle colline al di sopra dei villaggi, anzitutto per seppellire i morti in una prima fase, poi per rimuovere le ossa per raggiungere gli antenati.  Questa è solo la prima metà del ciclo tuttavia,  dal quale c’è un meraviglioso ritorno, scendendo attorno al bosco, le anime sono pronte per rinascere e ritornare nella sicurezza del villaggio un'altra volta.

 

Figura sopra: celebrazione di un funerale presso i Dogon. Nei copricapi, portano il simbolo di Sirio.

 

Una cosmologia architettonica

Ora lasciateci confrontare tutte le variazioni della rappresentazione cosmologica “a strati di torta” che abbiamo descritto in precedenza con le cosmologie che sono inerenti con le strutture fisiche dei luoghi nei quali la gente vive. Molte culture tribali hanno speciali cerimonie durante la costruzione e al completamento di un edificio, evidenziando il suo significato come un contenitore cosmico. Dobbiamo però estendere la nostra forma mentis occidentale per comprendere che questa architettura cosmologica non è un mero simbolismo; gli edifici non “rappresentano” una percezione nativa del cosmo, esso “sono” il cosmo. Uno non dice che questo è il lato Ovest e ricorda l’oscurità, il viaggio sciamanico. Quando uno va verso il lato Ovest, uno è lì, nell’oscurità. Ciascun edificio è il cosmo. Quando uno è nell’edificio, con la sua struttura rituale (capanna del sudore, o kiva) o in una dimora (hogan o teepee), uno è nel cosmo, è parte di esso. Ciò non implica la condivisione di una identica cosmologia, ad esempio tra i nativi del Nord America. Ci sono tante esperienze del cosmo quante sono gli stili degli edifici. Inoltre, tutte queste espressioni cosmologiche sono familiari a coloro che praticano sciamanesimo oggi e tutti vanno al di là della rappresentazione verticale a strati. Alcune tribù paragonano la creazione del mondo stesso alla creazione di una casa.

 

L’insegnamento nelle stelle

Oggi ogni casa tradizionale Maya ha al centro un cuore fatto da tre pietre, e nelle case ogni giorno viene acceso un fuoco al centro. Questo cuore centrale e uno speciale riconoscimento dei quattro punti cardinali sono parte di un processo di centratura che i Maya contemporanei fanno per se stessi quotidianamente.  Essi per questo compiono delle cerimonie, lo fanno ogni qualvolta iniziano a coltivare una milpa (campo di grano). Questi cuori con tre pietre e le pratiche di centratura possono essere ritrovati nei templi maya fino a 3000 anni fa, e si trovano anche rappresentati nelle elaborate decorazioni sulle mura dei templi. Il cuore esiste anche nel cielo, sono le tre stelle di Alnitak, Saiph e Rigel in Orione. I Maya dicono che è stato originariamente fatto come primo atto di creazione dell’universo attuale: il Primo Padre (Hun-Hunahpu o dio del mais) dispose le tre pietre ancor prima di innalzare l’Albero Cosmico e dare il moto circolare al cielo.

Itzamna, il primo sciamano, portò il Primo Padre attraverso il cielo notturno fino a quando la canoa nella quale viaggiavano finì lasciandoli cadere nel luogo delle tre pietre della Creazione. Itzamna portò il Primo Padre là così che potesse rinascere e creare un nuovo universo.

I Maya chiamavano l’albero del mondo al centro del loro cosmo “Sesto Cielo” o “Cielo Sollevato”, per l’evento della creazione quando l’albero del mondo venne prima eretto e poi sollevato in cielo e viene possibilmente ancora eretto oggigiorno, nell’ombelico del mondo di molte comunità maya, come ad esempio nella città guatemalteca di Momostenango dove viene chiamato waqibal (il Sesto Luogo).

Gli esperti di cultura e geroglifici maya David e Linda Freidel scrivono nel loro libro del 1993 “Il Cosmo dei Maya: tremila anni sulla via degli sciamani”: Io davvero stavo nel luogo della creazione, non solo in termini spaziali come lo intendono i Momostekans, ma in termini temporali. L’asse del waqibal  perforava tremila anni di storia fino ai re rappresentati sulle pietre a La Venta (sito archeologico). Waquibil  veramente è ed era terra sacra e nel mio cuore ho centrato il mondo.

 

Ho trovato impossibile riassumere la cosmologia Maya, chiaramente condivide molti elementi di altre cosmologie sciamaniche, anche se resta focalizzata principalmente sull’ombelico del mondo, il centro del mondo o l’Albero del Mondo.  Apparentemente inusuale nella loro cosmologia è l’intensa connessione tra gli eventi celesti visibili, la pratica sciamanica e altri aspetti pratici (la guerra, la politica, la semina e il raccolto, ecc..) sulla terra. I Freidels aggiungono che “Gli dei scrissero tutte queste azioni nel cielo così che ogni essere umano, uomo comune o re che sia, può leggerle e affermare la verità del mito”. Questo mito continua ad attuare se stesso nei cieli ancor oggi, in maniera visibile per i Maya, così com’è da almeno 3000 anni.

 

Trovate la vostra cosmologia

L’approccio che Bekki e io abbiamo nell’insegnamento dello sciamanesimo comporta l’aiutare ciascuno studente a stabilire il proprio cosmo sciamanico, la propria personale visione cosmologica. Questo implica abilitare ciascuno di loro a percepire dove sono, e se siete praticanti esperti nei viaggi sciamanici i suggerimenti riassunti in calce a questo articolo possono aiutarvi ad attivare ed espandere questo processo per voi.  Queste idee sul viaggio sciamanico vanno bene per ciascuno di voi che desidera espandere la propria mappa del cosmo e fare esperienza magari di parti che avete trascurato.

 

I mondi dello sciamano sono complessi, e sebbene condividono molti aspetti in comune in tutto il mondo, sono personali per ciascuna cultura e ciascuno sciamano. Tutti gli sciamani e le culture hanno costruito un corpo di conoscenze nel tempo attraverso la pratica continua e come praticanti occidentali di queste antiche arti anche a noi aspetta il medesimo compito.

 

 

SUGGERIMENTI PER ULTERIORI ESPLORAZIONI NEI VIAGGI SCIAMANICI

  • Tornate e rivedete le vostre esperienze di viaggio nel vostro Mondo Inferiore e Superiore e fate una piccola mappatura della geografia di questi mondi.
  • Mantenendo uno spirito guida fidato con voi, viaggiate al di là del vostro limite consueto nel quale vi fermate in ciascuna realtà. Potrete scoprire dei luoghi differenti, più ampi e più complessi di quelli già a voi conosciuti.
  • Concedetevi un viaggio “oltre i limiti”. Fate un viaggio per visitare la Luna, ad esempio. Ciascun praticante che lo ha fatto, anche accidentalmente, ha riportato un grande divertimento e anche guadagnato inaspettate conoscenze.
  • C’è qualche aspetto particolare nel paesaggio nella realtà ordinaria che ha una particolare attrazione per voi ? Se è così, fate un viaggio nel Mondo di Mezzo con l’intento di connettervi con gli spiriti di potere che vivono in quel luogo. Chiedete di connettervi con loro ed essi vi aiuteranno come i vostri spiriti alleati.
  • Viaggiate spesso nella realtà ordinaria, magari per lavoro ? In tal caso, fate un viaggio nel Mondo di Mezzo in qualcuno dei luoghi di potere che si trova lungo il vostro percorso. Potete farlo da casa se non vi è possibile fare un viaggio sciamanico mentre siete in movimento: andate nel Mondo di Mezzo con l’intenzione di visitare lo spirito che popola le bellissime montagne che amate visitare spesso o un altro luogo. Gli spiriti che trovate là possono aiutarvi durante i vostri viaggi ordinari.
  • Noi possiamo invocare gli spiriti delle quattro direzioni quando apriamo un cerchio o quando iniziamo un viaggio per noi stessi, ma cercate di fare questo con questa nuova consapevolezza del potere di ciascuna delle sette direzioni (nord, sud, est, ovest, alto, basso e il centro). Cercare di fare un viaggio in ciascuna direzione per incontrare il suo spirito; prestate particolare attenzione al centro.
  • Possiamo migliorare i nostri viaggi sciamanici creando una forte connessione con l’ombelico del mondo, con l’Albero Cosmico o il Sacro Albero. Potete fare un viaggio sciamanico dai vostri spiriti per chiedere degli insegnamenti circa questo punto cosmico di connessione.

 

 

Crow Swimsaway e Bekki Shining Bearheart sono praticanti sciamanici, istruttori e autori della Church Earth Healing in Ohio. Compiono il loro lavoro sciamanico dal 1982 nell’est degli USA, Irlanda, Inghilterra ed Europa. I loro libri sono “Circe of the Ancestors” (Capall Bann, 2010), “Spirit Knife, Soul Bone and Anecdotal Evidence” (Capall Bann 2011).

Una versione estesa di questo articolo fu pubblicata originariamente nella Newsletter della Church of Earth Healing. Per maggiori informazioni su altri esempi di cosmologia tribale (incluso il materiale dall’antico Egitto) e altre referenze, vedere l’articolo originale.

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