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Articoli ed interviste > La forza degli Antenati - di Daan Van Kampenhout

Il fuoco è la forza della vita, la sostanza stessa della creazione, e dunque direttamente connessa ai nostri antenati.


L’articolo nell’edizione originale inglese è stato pubblicato sull’autorevole rivista americana di sciamanesimo “Sacred Hoop” (Issue n.61-2008). Ringraziamo Nick Wood, editore della rivista Sacred Hoop (www.sacredhoop.org) per la gentile autorizzazione concessaci.

Traduzione a cura dell'Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico


Nel lavoro sistemico, la forza proveniente dagli antenati ha un’enorme importanza. La forza ancestrale dà alla vita il senso di uno scopo e una direzione e rende capaci di accettare e sopportare ogni genere di difficoltà. Molte tradizioni spirituali insegnano che si può accogliere la forza degli antenati concedendo loro uno spazio nella propria abitazione e nel proprio cuore.

E’ comune a molte culture ospitare in casa un piccolo altare con oggetti che rappresentano le generazioni passate. Ogni tanto su questo altare si pongono incenso, cibo e bevande: sono offerte agli spiriti degli antenati. In alcune tribù siberiane, le persone che abitavano sotto uno stesso tetto avevano in comune una scatola o un piccolo baule pieni di antenati sotto forma di minuscole bambole. Quando arrivava un ospite, per prima cosa chiedeva se ‘i vecchi’ erano a casa. Gli ‘antenati’ venivano tolti dalla scatola per i saluti di rito e tutte le bambole ricevevano un goccio di vodka. Solo allora la famiglia e gli ospiti si sentivano autorizzati a bere e a mangiare.

 ln quasi tutte le tradizioni sciamaniche, non sono solo le vecchie generazioni della famiglia a essere considerate antenati. A questo punto, per meglio comprendere le immagini sciamaniche legate agli antenati, sarà utile considerare l’elemento del fuoco. Secondo la visione sciamanica del mondo, il fuoco è il primo e più importante potere dispensatore di vita. Qualsiasi tipo di fuoco, anche quello che arde lentamente al nostro interno e ci riscalda il corpo, fa parte del fuoco della creazione, della forza primordiale grazie alla quale si esiste. Quando si è vivi, il corpo fisico é riscaldato dal fuoco interno; quando si muore, non solo si smette di respirare, ma la temperatura corporea comincia a scendere e si diventa freddi. Il fuoco interno si spegne o per meglio dire se ne va insieme all’anima che si separa dal corpo fisico. In molte culture sciamaniche (e buddiste), quando una persona smette di respirare viene lasciata stare per un po’ di tempo, spesso per diverse ore, finché il corpo diventa completamente freddo. Solo allora il processo fisico della morte sarà completo. La moderna scienza medica conferma che la morte non sopraggiunge immediatamente quando cessa la respirazione, perché l’attività elettromagnetica del cervello continua a essere misurabile ancora per diverse ore. Non si conosce il significato dei tracciati, ma possiamo stare certi che il cervello di un essere umano rimane attivo per diverse ore dopo l’esalazione dell’ultimo respiro.

L’insegnamento fondamentale sul fuoco é che esso comprende due diversi aspetti: la fiamma e il calore. La fiamma é l’aspetto che cambia le cose, che trasforma e che crea da una cosa un’altra nuova. Il potere  specifico della fiamma consente agli uomini e alle donne di medicina di compiere certi tipi di guarigione. Per esempio, ci sono guaritori sciamanici tradizionali che con l’aiuto della fiamma riescono a far saldare le ossa fratturate in qualche giorno invece che in molte settimane. Se si sa come utilizzare la fiamma, la sostanza fisica del corpo può cambiare e trasformarsi molto velocemente. L’altro aspetto del fuoco, il calore, ha una diversa natura: possiamo considerarlo come forza allo stato puro, una forza che entrerà in un veicolo disponibile ad accoglierla. Nelle pratiche sciamaniche di guarigione, il calore non viene utilizzato per trasformare ma, per esempio, per rafforzare il sistema immunitario e altre capacita di autoregolazione del corpo o della psiche.

Nello sciamanismo tradizionale, l’uso della fiamma come elemento di trasformazione é affidato agli uomini e alle donne di medicina. Si ritiene che per le persone comuni sia pericoloso usarla. La fiamma brucia tutte le impurità di chiunque ne sia toccato. E chi mai riesce a sopportare la nuda e cruda verità? Ci vuole  coraggio. Se non si é preparati alla verità, si può anche impazzire. Quando si viene toccati dalla fiamma, le impurità affiorano e in qualche modo vanno affrontate. Il secondo aspetto del fuoco, il calore, può invece essere utilizzato da tutti perché è più facile percepirlo, capirlo e regolarlo. Tutti ricercano e possono assorbire il calore, anche se può essere pericoloso rimanere esposti troppo a lungo a questo aspetto del fuoco che equivale alla forza. Un eccesso di calore può causare sofferenza al corpo e alla mente. Quando si uniscono le proprie preghiere a quelle degli altri durante una cerimonia di purificazione come quella della capanna sudatoria, abituarsi al calore e assorbirne la forza diventa un’esperienza diretta e molto intensa. Durante questa cerimonia, il calore può essere davvero intenso. Il risultato più ovvio è l’eliminazione delle tossine attraverso la sudorazione, ma lo scopo principale della cerimonia é di fortificarsi assorbendo l’energia vitale prodotta dalle pietre incandescenti. Persino vecchi e bambini entrano nella capanna, anche solo per qualche minuto. Le capanne sudatorie si organizzano quando qualcuno sta male o si sente debole e privo di energia; nelle riserve indiane del Nord America se ne organizzano appositamente per gli alcolisti e i tossicodipendenti, molti dei quali desiderano sinceramente liberarsi dalla dipendenza ma non hanno la forza di mettere in pratica la decisione di smettere. Secondo il pensiero sciamanico, le cause di un fallimento sono più spesso riconducibili a una mancanza di energia che a una mancanza di risorse (materiali e psicologiche). Gli uomini e le donne di medicina cercheranno di portare le persone dedite all’alcol e alla droga nella capanna sudatoria dove alle preghiere, attraverso il fuoco e il potere delle pietre roventi, si aggiunge la forza. Qui troviamo un importante paradigma sciamanico: quando c’é energia, la gente deve pregare, altrimenti l’energia che si è resa disponibile seguirà i consueti modelli di pensiero e chi aveva dei problemi potrebbe finire per sentirsi ancora più perso di prima. Non si può avere a disposizione una grande forza e comportarsi come se non stesse accadendo niente di speciale: si correrebbe il rischio di ammalarsi o di indebolirsi ancora di più. Sembra un paradosso, ma anche la debolezza può diventare molto forte. Il potere spirituale é di per sé cieco, é pura energia e può quindi rafforzare sia la salute sia la malattia. Ecco perché deve essere attentamente guidato e si è scoperto che pregare costituisce il modo migliore per farlo.

 

Potrei continuare a lungo a parlare dell’uso e del significato del fuoco nello sciamanismo, ma questo capitolo ha per tema la forza ancestrale. Mi limiterò quindi a dire che uno dei cardini dello sciamanismo tradizionale é la padronanza del fuoco in tutte le sue manifestazioni. La fondamentale divisione del fuoco in due aspetti distinti è talmente semplice e ovvia che la maggior parte delle persone tende a ignorarla, ma essa assume una dimensione significativa se si considera il fatto che, secondo la tradizione sciamanica, il fuoco é la vera forza della vita, la sostanza della creazione stessa ed é quindi direttamene legato ai nostri antenati. Essi ci hanno creato, ci hanno dato la vita nel senso più letterale: fanno quindi parte della forza vitale creativa, sono parte del fuoco della vita e, dato che il fuoco si divide in due diversi aspetti, anche gli antenati possono essere divisi in due gruppi distinti. L’aspetto fiamma della forza vitale e quello che ci plasma, mentre l’aspetto calore ci fortifica.

E questo fanno dunque i nostri antenati: ci plasmano o ci fortificano. Del primo gruppo fanno parte i nostri genitori, i nonni e le persone che ci hanno cresciuti quando eravamo piccoli; essi rappresentano l’aspetto fiamma del fuoco creativo, creano il nostro corpo fisico e guidano lo sviluppo della nostra personalità, ci insegnano a parlare e consapevolmente (ma anche inconsapevolmente) ci inculcano modelli emotivi ed etici. Anche gli antenati che personalmente non abbiamo mai incontrato ma ai quali siamo inconsciamente legati fanno parte dell’aspetto fiamma, perché anche loro influenzano la nostra emotività, i nostri valori, le nostre spinte interiori. La personalità e il corpo fisico, creati dalla fiamma, costituiscono un veicolo per la forza. Questa (che rappresenta l’aspetto calore del fuoco primordiale) è data da quegli antenati, in genere vissuti almeno tre generazioni prima di noi, che non ci hanno direttamente plasmati e non hanno avuto influenza diretta sulla nostra vita. Quindi, la forma effettiva della personalità e la forza che la personalità é in grado di accogliere sono due cose separate. I due gruppi di antenati sono due energie distinte, possono operare in armonia ma é anche possibile che ciò non avvenga. L’energia che ci modella non necessariamente ci fortifica e ciò che ci rafforza contribuisce in modo limitato a plasmarci.

Nello sciamanismo tradizionale ci si preoccupa soprattutto della forza, considerata una medicina per quasi tutti i tipi di disagio, malattie o problemi. Mentre nell’approccio sistemico i legami inconsci vengono considerati come una delle cause di molti problemi, ragion per cui le persone cercano di liberarsene per riacquistare la salute, nello sciamanismo invece quando si sta male si cerca la forza. Le persone che hanno problemi tenteranno di trovare nuove fonti di energia per tornare a essere forti e una volta raggiunto questo obiettivo staranno di nuovo bene. Il primato della forza nello sciamanismo tradizionale é uno dei motivi per cui esistono solo alcuni rituali e modelli per guarire i problemi derivanti dagli intrecci sistemici, che spesso vengono semplicemente tralasciati per puntare direttamente a ritrovare la forza. Questa é una strategia che é possibile osservare in tutte le culture sciamaniche e che diventa perfettamente comprensibile tenendo conto dello stile di vita nomade delle popolazioni legate a questo tipo di tradizione. Tutti i membri di una famiglia nomade dipendevano completamente gli uni dagli altri e riuscivano a sopravvivere solo lavorando tutti insieme come parti di un tutto perfettamente integrato e funzionante. In un sistema cosi piccolo e chiuso, un confronto diretto costituisce una minaccia troppo grave per la sopravvivenza del gruppo e va quindi evitato a ogni costo, soprattutto in inverno quando tutti se ne stanno nella tenda per interi giorni, settimane o addirittura mesi. Nelle culture nomadi sciamaniche, esistono svariati codici sociali il cui scopo é quello di evitare confronti che a noi sembrerebbero inevitabili quando molte persone devono condividere uno spazio cosi ridotto. La tradizione stabilisce quali membri della famiglia non debbano mai rivolgersi direttamente gli uni agli altri. Per esempio, una donna entrata a far parte di una certa famiglia attraverso il matrimonio andrebbe a stare in una tenda con suo marito, ma in molte culture non guarderebbe mai il suocero dritto negli occhi né parlerebbe direttamente con lui.

Di fronte a problemi e motivi di tensione, la gente tradizionale eviterebbe di scontrarsi e cercherebbe piuttosto di trovare la forza per affrontarli continuando a far funzionare il gruppo e a tenere unita la famiglia. Gli antenati sono un’importante fonte di forza nella quotidianità della tradizione sciamanica. Un modo per assicurarsi che gli intrecci relazionali vengano ignorati e che tutti dispongano di sufficienti risorse in termini di forza ancestrale consiste nell’insegnare ai bambini a considerare tutte le persone come parenti. Uno dei miei maestri tradizionali, anche Iui ormai molto anziano, mi raccontò come il suo bisnonno gli avesse insegnato a non pensare mai che le altre persone fossero altro che parenti. “Anche quando chiami qualcuno che non conosci, non dire mai ‘Ehi, tu’, di’ sempre ‘Ehi, fratello’ o ‘Ehi, sorella"’. Quando vado a trovare un amico nativo d’America, non vengo presentato alle persone che non conosco come straniero, ma come ‘il mio parente olandese’. Il senso di appartenenza aumenta enorme mente quando ci si rivolge a persone con i capelli bianchi chiamandole ‘nonno’ o ‘nonna’, chiamando tutte le persone di mezza età ‘zio’ o ‘zia’, tutti i coetanei ‘fratello’ o ‘sorella’ e chi e più giovane di noi ‘fratellino’, ‘sorellina’ o ‘nipote’. Si può cosi trovare più forza e sostegno che attraverso la sola famiglia di origine. E anche se questa forza supplementare non é cosi potente e determinante come quella che si riceve dai diretti antenati, almeno è tutta disponibile, dato che gli intrecci relazionali che possono esistere tra i membri di una famiglia allargata sono relativamente esigui. Un’altra elegante strategia sciamanica per ignorare l’effetto degli intrecci e i conseguenti blocchi nel fluire della forza ancestrale consiste nel non limitarsi a considerare quali propri antenati i soli esseri umani. In molte culture sciamaniche, ai bambini si insegna che la famiglia discende da un animale. Perciò, ci sono famiglie di gente corvo, di gente orso, di gente lontra e molte altre. Persino in Scozia c’erano dei clan che sostenevano di discendere dagli animali, per esempio dal gatto selvatico. Queste sono immagini di grande forza, perché le specie animali consistono prevalentemente di esemplari adulti e giovani sani e non di esemplari malati o morenti. Quando un animale sta male, in genere viene ucciso e mangiato nel giro di poche ore da animali di altre specie: perciò, gli esseri umani hanno l’impressione che gli animali siano sempre forti e sani. Per qualcuno che considera l’orso il proprio antenato originale, portare legato al collo un artiglio di orso e una cosa altamente significativa, perché é una parte del corpo di un suo consanguineo, di un suo antenato. Un sogno in cui appaia un orso e un dono degli antenati: non se ne parla e lo si custodisce nell’anima, perché ha il potere di sostenere il sognatore per anni a venire e addirittura per tutta la vita. Vedere negli animali i propri antenati può essere considerato uri modo simbolico per tornare indietro nel tempo, a un’epoca della storia in cui gli antenati non erano neppure propriamente umani. Questi antenati sono sprovvisti di una specifica individualità essendo, proprio come gli odierni animali selvatici, un’espressione della natura. Questo li rende perfetti per veicolare l’aspetto calore del fuoco come forza creativa, il calore fortificante del fuoco.

Nonostante i due aspetti del fuoco creativo abbiano una natura diversa e si possano considerare indipendentemente l’uno dall’altro, il fuoco rimane comunque un unico elemento. La fiamma e il calore, la forma e la forza, si mescolano tra loro e da un certo punto di vista sono inestricabili. Se c’é sufficiente calore, la fiamma si accende spontaneamente e a loro volta le fiamme creano calore. Le due cose sono sempre strettamente connesse l’una all’altra e la forza vitale non e completa se manca una delle due. I due tipi di antenati possono sovrapporsi e devono controbilanciarsi: c’e bisogno di entrambi. Se tutto va bene e i genitori un po' alla volta smettono di comandare i figli che crescendo maturano, essi possono, dal punto di vista del bambino, avvicinarsi gradualmente al gruppo degli antenati più vecchi. Se i genitori sono effettivamente capaci di aiutare i figli a camminare con le loro gambe, personificheranno sempre di più il calore anziché la fiamma. Allora il loro compito non sarà più quello di plasmare, essi costituiranno invece un legame forte tra i loro figli e gli antenati più lontani.

Una volta mi trovavo in una delle riserve indiane degli Stati Uniti e fui invitato a partecipare a una cerimonia per la guarigione di una bambina che sarebbe durata tutta la notte. La nonna e la bisnonna della bambina avevano dato inizio alla cerimonia, ma la madre non credeva nelle cerimonie di guarigione tradizionali e non voleva prendervi parte. Tuttavia, il mattino presto, quando la parte della cerimonia specificatamente dedicata alla guarigione era ormai finita, la madre entrò in silenzio e si mise a sedere accanto alla figlia per una mezz’ora. Era evidente che la sua presenza aiutava la bambina ad assimilare e a integrare in sé tutte le cose buone che le erano arrivate attraverso la nonna e la bisnonna. L’immagine di persone di generazioni diverse posizionate l’una accanto all’altra che si sostengono a vicenda ha una grande capacita di fortificare e viene usata anche nel lavoro sistemico. Durante una costellazione, può accadere che qualcuno non abbia la forza di prendere il proprio posto e che quindi non sia in grado di affrontare le sfide che la vita e il destino gli lanciano. Ci sono poi costellazioni in cui i movimenti che vanno nel senso della guarigione si bloccano a causa della debolezza di uno dei rappresentanti. In queste situazioni, una soluzione potrebbe essere che il conduttore introduca un ramo ancestrale della famiglia aggiungendo alcuni rappresentanti alla costellazione. Se è un uomo ad avere bisogno di forza, si scelgono rappresentanti di sesso maschile, se invece si tratta di una donna, serviranno rappresentanti di sesso femminile. Tre o quattro persone dello stesso sesso si mettono in fila dietro alla persona che si sente debole e rappresentano il padre, il nonno e il bisnonno, oppure la madre, la nonna e la bisnonna. Il rappresentante che aveva bisogno di forza viene incoraggiato a sentire e ad assorbire l’energia che gli arriva attraverso questa catena. Presto si sentirà più forte. A questo punto la costellazione può proseguire e il movimento verso la guarigione che si era interrotto può essere completato. Non appena, nelle costellazioni, si chiede semplicemente alle generazioni più vecchie di sostenere e benedire quelle più giovani, subito incomincia a fluire una forza risanatrice che aiuta tutti i rappresentanti.

 

 

Note:

Dan Van Kampenhout è l'autore del libro "Immagini dell'Anima" - Le dinamiche dell'anima nei rituali sciamanici e nelle costellazioni famigliari, ediz. Crisalide da cui questo articolo è tratto.

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