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Articoli ed interviste > Sognare con i defunti - di Robert Moss

Roberto Moss, pioniere della sintesi tra sciamanesimo e sogno consapevole, ci introduce in questo articolo alla comunicazione con i defunti tramite il sognare consapevole.


L’articolo nell’edizione originale inglese è stato pubblicato sull’autorevole rivista americana di sciamanesimo “Sacred Hoop” (Issue n.51-2006). Ringraziamo Nick Wood, editore della rivista Sacred Hoop (www.sacredhoop.org) per la gentile autorizzazione concessaci.


Il profondo impegno di Robert

con il Dreamtime scaturisce dalla sua prima infanzia

in Australia, dove ha sopravvissuto ad una

serie di esperienze ai confini della morte,

e ha approfondito tale impegno tramite incontri

visionari con i suoi avi Celtici e con una

antica donna di potere Nativa Americana.

 

Molti di noi desiderano ardentemente contattare i cari morti. Essi ci mancano;  agognamo il loro perdono; sentiamo forte il desiderio di avere conferma che c’è vita oltre la morte fisica. Questa è una delle ragioni principali per cui la gente frequenta i veggenti.

Ma ecco svelato il segreto: non abbiamo bisogno di un tramite per parlare con i morti, possiamo comunicare direttamente con loro in modi opportuni e validi, se siamo disposti a prestare attenzione ai nostri sogni.

Incontriamo i nostri cari deceduti durante i sogni.

Talvolta essi appaiono per offrirci una guida o l’assicurazione di vita oltre la morte, altre volte necessitano di aiuto da parte nostra perchèsi sentono disorientati o confusi, o hanno bisogno del nostro perdono e di un atto di conclusione.

Sognare i defunti ci aiuta a capire in prima persona che cosa accade dopo la morte fisica. Una delle cose più crudeli perpetrata dalla cultura occidentale convenzionale è di supporre che la comunicazione con i morti  sia impossibile o un’anomalia.  Non vi è nulla di inerentemente ‘soprannaturale’ o spaventoso, sebbene queste esperienze ci conducono al di là della realtà fisica.

 

Il profondo rapporto tra i sogni e i defunti è inserito nella nostra lingua.  Il significato della parola inglese “dream” (sogno) e della parola tedesca “traum” (sogno) deriva dalla parola in Antico Germanico “draugr” che significa una visita, un segno dal defunto. Il modo più facile per il defunto di comunicare con il vivente è tramite i sogni – benchè talvolta il morto, come pure il vivente, non se ne renda conto.  Per una volta tanto, Hollywood ha colto nel segno con il film “Il Sesto Senso” nel quale un bambino con il dono della veggenza riesce a vedere e a parlare con i defunti. Egli agisce da consigliere ad un uomo che è deceduto, il quale però è inizialmente confuso circa la sua situazione, e si sente sgomento quando si accorge di non riuscire a parlare con sua moglie.  Il bambino veggente dà istruzioni al morto:“parlale nei sogni, solo così ti potrà sentire”.

Nella maggioranza dei sogni, il morto appare vivente, e molto spesso colui che sogna non si rende conto che la persona che incontra è  “morta” fino a quando non si risveglia.  La ragione è che il deceduto è ancora vivente, sebbene non più nel regno fisico.

 

APPARIZIONE RINGIOVANITA

Il defunto potrebbe apparire come il sognatore se lo ricorda negli ultimi giorni di vita terrena, specialmente nelle apparizioni del primo sogno.  Ma col passare del tempo molto spesso il defunto cambia apparenza, perde i segni dell’età e della malattia, e si presenta d’aspetto sano e attraente.  Le persone che muoiono in età avanzata spesso si ripresentano con l’aspetto che avevano a circa trent’anni d’età.

Dopo la morte di mio padre nel 1987, egli mi è apparso ripetutamente in sogno per offrire consiglio alla famiglia, per dare informazioni specifiche delle quali non sarei venuto a conoscenza nella vita reale.

Per esempio, mi ha dato il nome di un agente immobiliare che si trova dalla parte opposta del Pacifico – una persona altrimenti a me sconosciuta – il quale si è adoperato con grande rapidità e altruismo (una volta che lo abbiamo contattato a seguito del sogno) per aiutare mia madre a vendere la casa e a trasferirsi in una comunità dove ha trascorso alcuni tra gli anni più felici della sua vita.

Mio padre ha inoltre felicemente visitato in sogno una delle mie figlie, la quale era spiaciuta per non averlo mai conosciuto nella vita fisica; egli si è rivelato nelle fattezze di un attraente cavallerizzo di circa trant’anni d’età e l’ha portata a cavalcare. Tramite numerosi incontri con mio padre in sogno, ho potuto capire che i cari morti possono veramente avere un ruolo di “angeli della casa”.

In modo simile,  uno dei miei professori preferiti dei tempi dell’università in Australia, dopo la sua morte ha cominciato ad apparirmi in sogno sotto la guisa di un altro insegnante di storia, informandomi che ognuno di noi appartiene ad una famiglia di personalità di altri tempi e dimensioni la cui storia si sta manifestando al presente.

Tutta la vita ho sognato di gente deceduta, e ho collaborato con migliaia di persone che hanno condiviso con me i loro sogni di defunti. Mentre in alcuni di questi sogni la persona deceduta potrebbe rappresentare un aspetto della personalità o dell’eredità genetica della persona che sogna – oppure interpretare un messaggio dall’Io più profondo – la grande maggioranza dei sogni sembra contenere incontri transpersonali.

 

SONO ANCORA TRA DI NOI

Ho osservato che vi sono tre modi principali con i quali i defunti interagiscono con noi in sogno.

In primo luogo scopriamo che il morto è ancora intorno a noi.  “La dimensione che separa i vivi dai morti ha lo spessore esatto del bordo di una foglia d’acero”, ha detto Handsome Lake, il profeta indiano della tribù Seneca.

Molto spesso i sogni rivelano che i defunti sono ancora presenti semplicemente perchè non sono mai andati via.  Una donna californiana ha sognato di essere entrata in salotto e di avere visto il suo compagno deceduto, seduto davanti alla TV.  Sorpresa, gli ha chiesto che cosa stesse facendo là.  Lui ha risposto “ Sto guardando la TV” Pareva inconsapevole di essere morto. I defunti potrebbero soffermarsi perchè hanno delle cose da portare a compimento, oppure desiderano fare da guida o proteggere la famiglia, o sono attaccate alla persone o ai luoghi che hanno amato in vita, questa situazione può essere perfettamente felice per un anno o due. Ma arriva un momento in cui i nostri morti hanno bisogno di proseguire per la loro strada, di progredire, in modo che non diventino un fardello psichico per i viventi.

Poichè la nostra società non prepara la gente adeguatamente per la vita ultraterrena, molte persone che sono trapassate non sanno di essere morte, e si soffermano in un limbo vicino ai familiari e ai luoghi di questa terra. Dopo la morte continuiamo ad essere mossi dagli stessi interessi, appetiti e passioni che ci governano in vita.  Alcuni di coloro che sono morti, ma che non sono veramente “passati oltre”, continuano a cercare di soddisfare i loro desideri tramite i vivi. Non è necessario avere doni psichici particolari per notare che in certi tipi di bar, vi sono frequentatori abituali “morti” che superano in numero quelli vivi. Quando i defunti rimangono attaccati alle cose terrene, gli effetti sono deleteri sia per i morti che per i vivi ai quali sono legati.  Quando i defunti rimangono intrappolati con i viventi, ne risulta una confusione reciproca, la perdita di energia, il trasferimento di dipendenza, ossessioni e persino malesseri fisici dal defunto alla persona con la quale egli condivide il campo energetico.

Aiutare il defunto potrebbe comportare un dialogo pieno di affetto, un semplice rito per rendere onore e dire addio, invocando gli assistenti spirituali.  Allorchè diventiamo sognatori attivi, prendendo dimestichezza con la geografia dell’altro mondo, potremmo trovarci a fare da scorta personale e ad assistere alcuni dei nostri morti a prendere decisioni nel loro mondo.

William Butler Yeats ha notato con grande acutezza che “i viventi possono aiutare l’immaginazione dei morti”.

 

 

CONSIGLI E RACCOMANDAZIONI

In secondo luogo, i defunti vengono a farci visita.  La maggioranza delle persone che si ricordano i sogni, se ne ricorda sempre uno nel quale qualcuno dall’altro mondo ha fatto una telefonata, spedito una lettera, o si è semplicemente presentato alla porta di casa o vicino al letto. I nostri morti tornano a noi in sogno per le stesse ragioni per cui ci avrebbero fatto visita nella vita fisica, ovvero per il semplice desiderio di farci sapere come stanno, e di vedere come ce la stiamo cavando. Una ragione più importante ancora è quella di consolarci emotivamente, di portarci informazioni utili, di darci istruzioni sulla vita oltre la morte e sulla realtà di mondi che esistono al di fuori della dimensione fisica.

I nostri morti possono farci visita per offrire o ricevere perdono.  Possono venire a noi per mostrarci come si trovano nell’aldilà. Essi possono essere ottimi consiglieri sensitivi allorchè ottengono chiarezza sulla dimensione ultraterrena e si rendono conto che non sono limitati alle regole fisiche di spazio e tempo.

I nostri morti possono manifestarsi come un consulente medico e per offrire consigli alla famiglia.  La mia amica Wanda Burch ha ricevuto molti sogni contenenti possibili consigli sulla salute, ma alla fine si è decisa  a farsi visitare quando il padre di lei, deceduto, si è rivelato in sogno nella guisa di un medico in camice bianco e le ha gridato: “Hai il cancro al seno!”. L’intervento in sogno di suo padre l’ha assistita verso il processo di guarigione e convalescenza, che ha descritto nel suo bellissimo libro intitolato ‘She Who Dreams’(Colei Che Sogna).

Oltre a ciò i nostri defunti ci fanno visita in sogno per prepararci alla nostra stessa morte e rassicurarci che abbiamo degli amici che ci aspettano dall’altra parte.

 

 

POSSIAMO FAR LORO VISITA

In terzo luogo, possiamo viaggiare nel Regno dei defunti.  In sogno siamo liberi dalle leggi fisiche della realtà, e possiamo viaggiare verso altre dimensioni, incluso l’ambiente ove risiedono i morti.

Attraverso i sogno possiamo incominciare a sviluppare un senso personale della geografia del mondo ultraterreno, che viene maggiormente arricchito quando apprendiamo l’arte del Sogno Consapevole, ovvero il nocciolo di quello che faccio con l’insegnamento e la pratica.

Nei corsi che insegno, spesso invito i partecipanti a concentrarsi su di un sogno o un ricordo  di una persona deceduta e di fare il proposito di viaggiare – con l’aiuto del tamburaggiamento sciamanico – e di

cercare di comunicare in maniera adatta e utile con quella persona e imparare a capire l’ambiente dove quella persona sta ora vivendo. Da questi viaggi abbiamo raccolto molteplici e affascinanti particolari su centri di ricezione, zone di transito e aree di recupero, e inoltre disposizioni per istruzioni e comunicazioni con l’aldilà. Abbiamo appreso che più di un veicolo dell’anima sopravvive alla morte fisica.  Abbiamo esplorato molti degli scenari formulati dalla fantasia umana e dai sistemi collettivi di fede.

 

MAPPA DELLA VITA ULTRATERRENA

Esiste un vasto retroterra di esperienze di viaggi dell’immaginario di questo tipo. Attraverso le epoche e culture, la maggioranza delle società umane ha dato valore alla fondata conoscenza sulla vita ultraterrena, e le mappe dei viaggi che ci sono state tramandate dalle scritture e dalla letteratura sono molto spesso il prodotto di sogni e di esperienze visionarie.

Penso sia impossible esagerare l’importanza di sviluppare in prima persona l’esperienza sulla vita ultraterrena.  Se sappiamo per esperienza diretta che esiste vita oltre la morte, è più probabile che affronteremmo le scelte e le sfide della nostra vita con maggiore chiarezza e coraggio.

Se diventiamo consapevoli delle condizioni di vita ultraterrena sarà meno probabile che rimarremo bloccati o confusi quando abbandoneremo il nostro corpo. Quando partiamo per un viaggio è utile avere una mappa da seguire. In preparazione alla morte molte culture hanno attribuito una vasta importanza nel ricevere le mappe accurate per il viaggio dell’anima, che contengono direzioni e istruzioni su come trattare con i custodi o guardiani e come conquistare altre difficoltà lungo la strada. Il problema con le vecchie mappe è che possono essere completamente antiquate oppure – peggio ancora – potrebbero condurci in una situazione collettivamente rafferma dove non vogliamo davvero trovarci.  Pertanto, dove possiamo trovare una mappa aggiornata? Attraverso il sogno e il percorso del Sogno Consapevole.

I nativi della tribù Lakota dicono che il percorso dell’anima in sogno è lo stesso percorso delle anime dopo la morte. Io credo che hanno perfettamente ragione. I sogni mostreranno a noi, e ai nostri cari morti, la strada da seguire.

 

Note:

Per informazioni sul lavoro di Robert Moss: www.mossdreams.com

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